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1927 return to italy

Salvatore Ferragamo 1927 The Return to Italy

Text Mia Moretti
@miamoretti

 

Sprofondare nel tempo fluttuando nello spazio. Mollare gli ormeggi. 1927 Return to Italy, la mostra in apertura presso il Museo Salvatore Ferragamo trasporta il visitatore in un viaggio ai primi anni del Futurismo italiano osservando la scena con gli occhi dello stesso Salvatore di ritorno in Italia dagli Stati Uniti. Ignara di cosa mi aspetta una volta sbarcata, anche io faccio capolino sporgendomi come dalla finestra di una nave.

Scorci del passato artistico d’Italia catturano la mia attenzione ma non la trattengono. L’eccellenza italiana mi passa accanto. Siamo in movimento, sospinti in avanti. Sento che c’è altro da scoprire. Ci avviciniamo come un’onda portata dalla corrente del tempo per troppo – troppo – a lungo. È il Futurismo. Animato come il mare, pronto ad addentrarsi in territori inesplorati. Il blu cobalto che colora le pareti di Palazzo Spini Feroni ci porta sott’acqua dove l’arte danza al ritmo della vita, ci viene presentato un nuovo linguaggio gestuale che ci mette in contatto con l’arte, l’arte ci fa entrare in contatto con i nostri corpi e i nostri corpi ci mettono in contatto con la natura. Nuotiamo più in profondità percependo le energie che animano la natura. Mi sento quasi soffocare, senz’aria, non riesco a respirare: è audace, incrollabile, in bronzo massiccio. Linee dure si sovrappongono a morbidi corpi.

La Natura incontra la meccanica. Il fisico e il metafisico si scontrano. È l’uomo la macchina perfetta? Il nudo mostra nuova sicurezza, alla ninfa romantica si è sostituita la spinta vitale del gesto oltre l’individualità. Con forza, libertà e potere. Coloro che scelgono di vederla, racchiudono l’universo intero nel palmo delle mani.

Text Angelica Carrara
@missangiecarry

 

A ritroso. Il viaggio di ritorno che Salvatore Ferragamo, il calzolaio delle stelle fece novant’anni fa, dagli Stati Uniti all’Italia, dopo aver passato tredici anni a creare calzature per le attrici del cinema di Hollywood. Ad accoglierlo una Firenze in pieno fervore. Agitata dalle avanguardie artistiche. Animata dal credo progressista e dall’artigianalità. Erano i roaring twenties. Era il 1927, l’anno a cui il Museo Ferragamo dedica una mostra:

1927 Il Ritorno in Italia, una rassegna a cura di Carlo Sisi che aprirà i battenti il 19 maggio a Palazzo Spini Feroni, Firenze.

Firenze, perché Salvatore Ferragamo scelse una città d’arte per produrre una calzatura ad arte. La mostra infatti, non solo è il racconto del genio artistico e delle sue creazioni ma, è anche esplorazione dell’humus della filosofia culturale di quegli anni. Illustra come la capitale del Rinascimento lo abbia conquistato attraverso i dipinti di John Baldwin e Ottone Rosai, specchio dell’architettura e dell’urbanistica di allora.
Fino ad esplorare il corpo come un gioco. Lo strumento estetico del dinamismo che danza tra la metafisica e il sistema moda.

Per l’occasione una Capsule Collection, 1927 Il Ritorno in Italia. Sei scarpe ispirate alle calzature create in quegli anni: Lottie, Indiana, The Star, Autunn, Preziosa, Labirinto – che sono sintesi dell’affinità artistica che lega Salvatore Ferragamo alla cultura visiva degli anni Venti.

1 – Il ritorno di Salvatore Ferragamo in Italia
A bordo del più lussuoso transatlantico della Navigazione Generale Italiana, il Roma. Il viaggiatore moderno e lungimirante del dipinto di Pippo Rizzo è contrastato dall’opera di Mino Maccari, in cui primeggia una scatola con scritta Italy.

@StudioVeronica
«A mixed-media animation inspired by some of the most personal and distinctive elements of Salvatore’s journey». Maria Veronica

2 – Firenze Novecento
Ha le sembianze di un dibattito quello in cui interagiscono arte, letteratura, musica e cinema. Ad interpretarlo i quadri di Giovanni Colacicchi, Egisto Ferroni, John Baldwin, tra i capolavori della pittura del Novecento.

@Leamaupetit
«I love the fact that Salvatore Ferragamo found his inspiration between Florentine landscapes and still-lifes while designing shoes». Lèa Maupetit

3 – Folclore e arti decorative in Italia
Un viaggio attraverso le arti applicate che hanno consolidato il concetto del Made in Italy e l’estetica di Salvatore Ferragamo. Dai manufatti sardi di Federico Mellis a quelli romani di Duilio Cambellotti.

@Daria_Solak_illustrations
«I found inspiration in the Italian ceramic art. Two of these plates are the souvenirs I bought during my trip to Italy. This is a piece of real art that you can have at home». Daria Solak

4 – Donne Italiane
Come la marches Luisa Casati, Margherita Sarfatti e Alma Fidora. Un’ode alla figura femminile in tutte le sue sfumature: donna che presenzia alle feste, alle esibizioni sportive e nei circoli letterari. Donna che c’è e che vuole esserci. Con un gusto preciso che Salvatore Ferragamo sa come assecondare.

@Lynnie.z
«I wanted my piece to portray some of the strong female icons (pictured: Marquise Luisa Casati & Wanda Wulz) that Salvatore Farragamo was inspired by in that era. I wanted to step into his shoes and capture their radiating presence through his eyes». Lynnie Zulu

5 – La Firenze “industriosa” degli anni Venti
I vasi di Gio Ponti, i disegni di Carlo Scarpa, i tessuti di Lisio, i mobili di Thayaht. Le calzature di Salvatore Ferragamo. Un tripudio di materie. La celebrazione dell’artigianalità fiorentina.

@Nanna_Prieler
«This illustration celebrates one of the greatest shoe designers Salvatore Ferragamo, but nevertheless a woman is playing the main role». Nanna Prieler

 

6 – La Casa Italiana
Abitare è architettura. Tre i modelli riprodotti:
la Casa d’Artista di Balla e Depero
la Casa Neoclassica di Gio Ponti
la Casa Razionale di Terragni e del Gruppo 7.

@Lenaker
«A video-installation shows three models of houses designed in the period from 1920 to 1930: the Artist’s Home  by Balla and Depero, Gio Ponti’s Neoclassical Home and the Rational Home by Terragni and Gruppo 7, known as the Electric House unveiled in Monza in 1930». Lena Ker

7 – Il Corpo a pezzi 
Prima del “ritorno all’ordine” con merito riconosciuto all’alta moda, c’è la scomposizione cubista che gioca con il corpo. E ne fa cultura. Con lo sport, la danza e le tecniche delle misurazioni. Mentre Salvatore Ferragamo è alla ricerca della scarpa perfetta.

@Kellymariebeeman
«My painting was inspired by the futurist approach to movement. The figure is shown moving gracefully from one position to another, so that we see each instance simultaneously, divided into sequences. The result is a woman with multiple arms and legs, whose body is enhanced and powerful beyond what is anatomically natural». Kelly Marie Beeman

8 – Il Corpo
Dario Viterbo, Almondo Ciampi e Giacomo Balla per la danza. Thayaht, Francesco Messina e Umberto Primo Conti per lo sport. Mario Broglio e Ruggero Alfredo Michahelles per l’esaltazione delle forme. Fillia, Mino Rosso, Depero e Luciano Baldessari per la metafisica del manichino.


@Studio_Iva
«When I first read about the theme for it, which was celebration of the body, I constantly thought of ballerinas and their postures. They always inspire me». Studio Iva

DIGITAL VISUAL WAVE

Text Adelaide Striano

 

L’arte nelle sue forme contemporanee si diffonde attraverso l’utilizzo dei Social Network con l’illustrazione artistica in formato digitale.

Tra un passato da conservare con orgoglio e un futuro a cui guardare con ottimismo.
Attrae, diverte e stupisce. È il mood dell’arte contemporanea. Invasa da un popolo di ‘followers’ curiosi. Il pubblico normale può farsi un’idea sulle ultime tendenze in fatto di gusti estetici.

L’astrattismo si è fatto assoluto in molta Digital art computerizzata portando all’estremo il minimalismo geometrico. L’importante è essere eccentrici.

Sono stati scelti da Lampoon.it gli artisti che hanno realizzato ed interpretato la mostra 1927 The Return to Italy Ferragamo and Twentieth-Century Visual Culture che si terrà presso il Museo Salvatore Ferragamo, Palazzo Spini Feroni a  Firenze.

1927 The Return to Italy Ferragamo and Twentieth-Century Visual Culture

Firenze, Palazzo Spini Feroni, Piazza S.Trinità, 5R

May 18th 2017 –  May 2nd 2018
10 am – 7.30pm

*Closed on 01.01, 01.05, 15.08, 25.12

Tickets and Info

www.ferragamo.com