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The Fashionable Lampoon
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albert watson

Albert Watson
l’occhio dietro The Cal 2019

Gigi Hadid
Gigi Hadid wearing Alexander Wang
Gigi Hadid
Julia Garner
Julia Garner
Julia Garner
Laetitia Casta
Laetitia Casta, Sergei Polunin
Laetitia Casta, Sergei Polunin
Misty Copeland
Misty Copeland, Calvin Royal
Misty Copeland

Text Alessandro Curti

Il fotografo scozzese Albert Watson mette la firma sul nuovo The Cal 2019, presentato ufficialmente all’Hangar Bicocca di Milano. Al centro del racconto, i sogni e le ambizioni di quattro donne. Nativo di Edimburgo, celebre per i suoi ritratti a Steve Jobs, Barack Obama, Alfred Hitchcock e per le sue campagne pubblicitarie d’avanguardia, Watson è oggi considerato tra i fotografi di moda più influenti.

Il suo nome, accostato al calendario che rappresenta un oggetto di culto, sismografo dei cambiamenti estetici dell’ultimo mezzo secolo, rende omaggio ancora una volta alla fotografia d’autore. Dopo le edizioni a cura di Peter Lindbergh e Tim Walker, arriva il momento di Watson, un fotografo che nelle sue produzioni coglie l’essenziale, e che con il suo tocco minimalista ha saputo interpretare l’eleganza e la bellezza. Dalla sua nascita nel 1963 a oggi, il Calendario Pirelli ha cambiato pelle, in costante trasformazione ed evoluzione, anticipando le tendenze culturali e sociali dell’epoca.

Una visione innovativa sul mondo che è stata resa possibile dal taglio autoriale e dallo sguardo creativo di fotografi come Richard Avedon, Norman Parkinson ed Herb Ritts. L’unicità del Calendario si individua nella capacità di raccontare con le fotografie la bellezza femminile, scevra da qualsiasi contaminazione di volgarità o indelicatezza. Dal 1994 Pirelli decide di investire in nuove campagne pubblicitarie, con l’obiettivo di rinnovare la propria immagine: cominciano collaborazioni con fotografi del calibro di Bruce Weber, Mario Testino e Annie Leibovitz. Un salto di qualità che contribuisce a rendere il Calendario un oggetto da collezione e un simbolo della società contemporanea.

Protagoniste della quarantaseiesima edizione sono Laetitia Casta, Gigi Hadid, Julia Garner e Misty Coperland. A comporre il percorso narrativo sono quaranta fotografie a colori e in bianco e nero, scattate tra Miami e New York, in formato 16:9 per celebrare il mondo del cinema, di cui Watson è un appassionato. Gli scatti sembrano fotogrammi provenienti da quattro diversi film d’autore, ognuno con la sua peculiarità: è un racconto di storie senza tempo, di quattro donne che vivono i loro sogni con forza e determinazione, ma allo stesso tempo con la consapevolezza della fragilità umana. Ogni fotografia riesce a far emergere scenari dalla forte carica emotiva, dove pervade l’idea del futuro delle protagoniste.

Laetita Casta incarna il ruolo di una pittrice. Vive in una piccola casa-studio con il fidanzato ballerino Sergei Polunin. Il sogno di entrambi è quello di raggiungere il successo nelle loro attività professionali. Julia Garner, nota attrice di una serie televisiva di Netflix, è una fotografa che si diletta a immortalare piante rare e con questa attività sogna di raggiungere fama internazionale. Ama la solitudine e vorrebbe realizzare mostre di successo nel campo della fotografia botanica. Gigi Hadid è una ricca ereditiera che si è da poco separata dal compagno; materialmente, possiede tutto quello che vuole, ma nell’animo si sente sola, incompleta. Accetta la sola compagnia del suo migliore amico e confidente Alexander Wang, al sicuro tra le mura della sua casa sfarzosa. Le immagini malinconiche e minimaliste raccontano l’inquietudine di una donna pensierosa angosciata da un presente instabile e da un futuro tutto da riscrivere. Misty Copeland e Calvin Royal III sono una coppia di ballerini desiderosi di affermarsi nel campo della danza. Misty lavora in uno strip-club, ma si allena con il compagno nel giardino di casa, sognando di diventare prima ballerina di successo.

«Quando mi sono avvicinato a questo progetto» racconta Watson «volevo farlo in modo diverso rispetto agli altri fotografi e mi sono chiesto quale fosse il modo migliore. Alla fine ho ricercato immagini che fossero qualitativamente pregevoli, avessero profondità e raccontassero delle storie. Ciascuna delle quattro donne ha un’individualità a sé stante, uno specifico scopo nella vita e un proprio modo di fare le cose. Sono tutte concentrate sul loro futuro. Il tema di fondo è quello dei sogni, ma l’idea alla base dell’intero progetto è il racconto attraverso quattro piccoli film».

Albert Watson in mostra per celebrare Blumarine

Text Giuseppe Fantasia

 

Mai restare sulla superficie delle cose e mai giudicare una persona solo al primo sguardo, perché, spesso, la parte migliore è quella più nascosta che deve essere ancora tirata fuori. Possiamo racchiudere in questa frase il pensiero di Albert Watson, uno dei più importanti fotografi degli ultimi decenni nel campo del ritratto, della moda e della pubblicità. Classe 1942, originario di Edimburgo, ha considerato le idee –  poco importa se compresse in fotografie o nei soggetti – il suo punto di partenza, la base da cui poi sviluppare il suo lavoro, un corpus che oggi comprende migliaia di fotografie, quasi tutte in bianco e nero, scattate in cinquant’anni di carriera in giro per il mondo. Quelle ad Alfred Hitchcock, alla famiglia reale inglese, a Barack Obama e a Steve Jobs sono già leggenda e quelle a top model come Cindy Crawford, Kate Moss e Carrè Otis, come gli stessi paesaggi (dalla Scozia al deserto del New Mexico, da Londra a Los Angeles fino a Napoli), sono rimasti nell’immaginario di molti.

Sono state più di cento solo le copertine di Vogue e non si ricordano precisamente, vista la gran quantità, le campagne di moda da lui realizzate, come ad esempio quelle per la maison Blumarine che di recente ha deciso di aprire i suoi archivi storici per mettere a disposizione del pubblico i lavori e le campagne del brand firmate proprio dal fotografo scozzese tra gli anni Ottanta e i Novanta. Il risultato è una mostra, Albert Watson. Fashion, Portraits & Landscapes a cura di Luca Panaro e ospitata dal 7 aprile al 17 giugno prossimo ai Musei di Palazzo dei Pio di Carpi, in provincia di Modena, storico quartier generale della maison di Anna Molinari. «In ogni suo scatto – ha dichiarato la stilista – si rimane affascinati da un profondo talento estetico, colto in ogni particolare», mentre il paesaggio, le figure e il gioco delle luci di tutte le foto presenti in mostra, «esaltano i dettagli e le lavorazioni degli abiti, l’eleganza di una silhouette o la profondità di uno sguardo». Tanti motivi in più per non perderla.

Albert Watson. Fashion, Portraits & Landscapes

7 aprile > 17 giugno 2018

Musei di Palazzo dei Pio
Piazza dei Martiri 68, Carpi MO – Italy

Martedì, mercoledì e venerdì, 10:00 > 13:00
Giovedì, sabato, domenica e festivi, 10:00 > 13:00 – 15:00 > 19:00

Intero € 8
Ridotto € 5

Courtesy Press Office
blufin.it – @blumarine

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