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The Fashionable Lampoon
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Il diavolo e l’Amfar

KRISTEN STEWART IN CHANEL
KRISTEN STEWART IN CHANEL
KRISTEN STEWART IN CHANEL
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PIERCE BROSNAN
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Text Maria A. Crespi

 

L’AmfAR ha cambiato pelle. D’ora in avanti sarà duro e di lotta, significherà, oltre al suo significato. Prendere una strada o perderla per sempre, uno stacco preciso dai volti compromessi, un giuramento al femminile. Venticinque donne, tutte a fare da front-woman, Honorary Chairs nell’anno chiave, tante quanti gli anni festeggiati in omaggio all’intuizione di Liz Taylor che ebbe l’idea per raccogliere fondi a favore della ricerca sull’Aids. Linda Evangelista, Silvia Fendi, Kate Hudson, Scarlett Johansson e quante altre perché l’hashtag ufficiale #AmfARCannes #BeEpic fosse percepito come cosa giusta, naturale emanazione di #MeToo adatta al momento, capace di mitigare anche i fasti un-correct di una festa ricca. Il primo AmfAR dopo Weinstein, mefistofelico memento alla caducità delle cose umane. Superare Harvey e lo scandalo finanziario che gli è caduto addosso con un peso di macchia infamante: accusato di aver tratto profitti dalla raccolta di fondi.

 

Pierce Brosnan è arrivato apposta. Rimasto a casa Leonardo Di Caprio ma in compenso Sting e Shaggy ospiti pluriapplauditi con Grace Jones che sabato compirà settanta anni. All’Hotel Du Cap/Eden Roc di Antibes, al solito blindato, lì dove da anni si è consumata la notte della caritatevole bellezza, tutti accolti da Bold Films e Chopard principali sponsor assieme a Pernod Ricard, new entry. Sul red carpet, si sono avvicendate tante modelle vestite come andassero in spiaggia o in camera da letto – Bella Hadid icona indiscussa di quanto siamo obbligati a definire trash.

 

Centomila euro per un tavolo con vista sui performer e sull’asta del privilegio per il disagio. Quaranta abiti appositamente realizzati da Armani, Max Mara, Ralph Lauren, Alberta Ferretti, un bronzo del celebrato artista cinese Ai Weiwei e una scultura di Bernar Venet e una Bentley del 1964. Doppiare i fasti passati, in termini di denaro offerto non è facile, dei 210 milioni di dollari di cui 20 raccolti nel 2017 mentre nel 2014 la serata fruttò 34 milioni. AmfAR dal canto suo ha investito oltre 517 milioni di dollari in programmi per la ricerca contro l’Aids e finanziato oltre 3.300 team di ricercatori nel mondo.

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