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angelica carrara

La Milanesiana

Text Angelica Carrara
@missangiecarry

 

La Milanesiana, il bell’incontro tra letteratura, cinema, musica, arte, scienza e filosofia. Quello che avviene dal 22 giugno al 13 luglio. Quest’anno, la rassegna culturale ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi è giunta alla sua XVIII edizione. Parla di paura e coraggio.

È stata inaugurata il 23 giugno, nella basilica di San Marco di Milano, con le scrittrici Maylis de Kerangal e Susanna Tamaro. Pietro Bartolo, medico a Lampedusa. Una serata dedicata a paura e a coraggio dell’accoglienza, sostenuta da Quartieri Tranquilli.

Quartieri Tranquilli – non è il nome di una via, non ha un numero civico. È una dimensione. Quella perfetta, in cui tutti possiamo e vogliamo vivere. È un progetto di Lina Sotis: «un sogno. Quello di riuscire a rendere Milano una collettività solidale dove tutti si conoscono e si aiutano. Da qui l’idea di risuscitare gli antichi quartieri, così che ognuno evidenzi le proprie forze e debolezze e insieme facciano in modo di rendere la città più sorridente». La Milanesiana è la sinergia perfetta, continua: «rappresenta Milano. Ringrazio Elisabetta Sgarbi, creatrice del festival, per aver scelto di abbinarsi a Quartieri Tranquilli, associazione che più rappresenta Milano».

Sono cinquantacinque gli appuntamenti, con oltre centoquaranta ospiti provenienti da diciannove Paesi. Cinque mostre, come le due gemellate, aperte dal 22 giugno al 12 luglio, alla Reggia di Venaria Reale, a Torino: Images were introduced, di Michael Nyman, e Opere su carta di Fleur Jaeggy. Tra gli ospiti milanesi – tra cui 2 Premi Nobel per la Letteratura e 3 Premi Pulitzer, figurano John CoetzeeBanana YoshimotoTahar Ben Jelloun e Roberto CacciapagliaWole Soyinka e Samantha Cristoforetti, Lav Diaz e Ute Lemper.

 

Di seguito una selezione del programma a nostro avviso più interessante:

Paura della follia e coraggio degli innocenti – il 27 giugno, ore 21.00, al Piccolo Teatro Grassi con Patrick McGrath, autore del romanzo Follia, seguito dal concerto del pianista Ramin Bahrami.

Mercoledì 28 giugno, paura e coraggio dell’altrove, letture di Tahar Ben Jelloun, Janine Di Giovanni e Franco Robert. Paura contrastata da coraggio, quello di ridere. Al Bmw Milano Urban Store, ore 18.00, lettura-spettacolo con Gene Gnocchi e Diego Cassani.

Paura e coraggio dall’America alla Cina, giovedì 29 giugno, ore 21.00 al Piccolo Teatro Grassi le letture di Claudio Baglioni, Michael Cunningham (Premio Pulitzer 1999), Charles Simic (Premio Pulitzer 1990) e Amor Towles.

Lunedì 3 luglio è dedicato a paura e coraggio: i colori del cielo. Ore 21.00, Piccolo Teatro Grassi, prologo teatrale di Ferruccio Soleri: Il volo di Arlecchino (Premio Rosa d’oro della Milanesiana). Letture di Giordano Bruno Guerri, Mauro Covacich e Francesco Bianconi. E una lettura illustrata di Samantha Cristoforetti.

La letteratura, la paura, il coraggio, sabato 8 luglio, ore 21.00, Spazio Teatro Noh’ma: l’anteprima italiana dello spettacolo teatrale Disgraced di Ayad Akhtar (Premio Pulitzer per il Teatro 2013). Domenica 9 luglio, ore 21.00, Piccolo Teatro Grassi: la filosofia, la paura, il coraggio, un dialogo Filosofico tra Salvatore Veca (Prix des Rencontres Philosophiques de Monaco 2017), Remo Bodei e Marc Crépon.

Il Gran finale: paura e coraggio della natura, martedì 11 luglio, ore 21.00, Teatro Parenti: letture di Paolo Rumiz, Banana Yoshimoto e Viet Thanh Nguyen (Premio Pulitzer 2016) a cui seguirà il concerto di Roberto Cacciapaglia. Una canzone di Al Bano. Giovedì 13 luglio, ore 21.00 al Teatro Carcano, Gran finale: tutto è in frantumi e danza, anteprima assoluta dello spettacolo teatrale Makkox con Guido Maria Brera e Edoardo Nesi.

Images courtesy of Press Office
lamilanesiana.eu – @LaMilanesiana

LOEWE X Paula’s

Text Angelica Carrara.
@missangiecarry

 

Pace e amore. E’ stato il manifesto di una generazione. La Summer of Love.
Una dichiarazione fatta alla vita, nata da una rivoluzione culturale che è stata contagiosa. E che lì ancora si respira. La psichedelia dell’arte e della musica. I figli dei fiori e le feste Flower Power nella funky room del Pacha con Dj Pippi. Il Bar Anita a Sant Carles, su a nord-ovest, dove gli hippie ritirano ancora la posta. Il mercatino di Las Dalias. Il rito del Temazcal, che si fa solo quando c’è la luna piena, nel bosco, per purificare corpo, mente e spirito. Le bussole che impazziscono avvicinandosi all’isola di Es Vedrà per la sua energia magnetica. Nostradamus, 500 anni fa, l’ha definita ‘l’ultimo rifugio sulla terra’. Ibiza.

Nel 1972, Armin Heinemann, approda sull’Isola Bianca e apre Paula’s. Non chiamatela solo boutique. Nel cuore della città vecchia. Le pareti tappezzate di fiori. Gli spettacoli con Donna Summer e Freddie Mercury. Gli intellettuali e gli artisti. Tutti. Si ritrovavano lì. In un bell’incontro.

E poi c’è un ricordo di viaggio. Di quando Jonathan Anderson, direttore creativo di LOEWE, era un bambino. Una cotta la sua. Tradotta in capsule: LOEWE X Paula’s. Le stampe sono originali d’archivio. Con uccelli, fiori e musicisti su tessuti zafferano, rosa e turchese. Anche la Puzzle bag e la T Pouch si presentano in una versione inedita, con un pappagallo intarsiato.

K-Way Cashproof

Text Angelica Carrara
@missangiecarry

 

È la shopping revolution. Oggi, farne parte non è più una scelta. K-Way, brand a prova di pioggia per antonomasia, è anche a prova di tecnologia smart.

I nuovi store di LondraHenriette Street, Covent Garden e Napoli – Via Gaetano Filangieri 78, sono dotati di format Plug@sell (funzionalità che sarà presto applicata a tutti i negozi della label) che consente a ciascun commesso di svolgere le funzioni di cassa tradizionale tramite tablet.

Plasma, factotum digitali e iPad sono consultabili in qualunque punto dello store, non solo per pagamenti flash ma anche per “interrogazione” dei capi dotati di impronte digitali. Scannerizzando il QR code è consentito l’accesso a tracciabilità, autenticità, taglia, colore e materiale. Oltre alla ricezione di una comunicazione aggiornata su promozioni, sconti e novità.

A Parigi, in un giorno di pioggia, il commerciante Léon-Claude Duhamel pensò a un oggetto che fosse più pratico di un ombrello, più comodo di un impermeabile e che si potesse anche ripiegare in una tasca-marsupio. Nacque il K-Way. Un capo d’abbigliamento e un brand. Nel 2004 il marchio è entrato a far parte del gruppo torinese BasicNet fondato da Marco Boglione.

Illustration by Andrea Rubele @andrearubele

On Cover Image courtesy of press office

www.k-way.com

Salvatore Ferragamo 1927 The Return to Italy

Text Mia Moretti
@miamoretti

 

Sprofondare nel tempo fluttuando nello spazio. Mollare gli ormeggi. 1927 Return to Italy, la mostra in apertura presso il Museo Salvatore Ferragamo trasporta il visitatore in un viaggio ai primi anni del Futurismo italiano osservando la scena con gli occhi dello stesso Salvatore di ritorno in Italia dagli Stati Uniti. Ignara di cosa mi aspetta una volta sbarcata, anche io faccio capolino sporgendomi come dalla finestra di una nave.

Scorci del passato artistico d’Italia catturano la mia attenzione ma non la trattengono. L’eccellenza italiana mi passa accanto. Siamo in movimento, sospinti in avanti. Sento che c’è altro da scoprire. Ci avviciniamo come un’onda portata dalla corrente del tempo per troppo – troppo – a lungo. È il Futurismo. Animato come il mare, pronto ad addentrarsi in territori inesplorati. Il blu cobalto che colora le pareti di Palazzo Spini Feroni ci porta sott’acqua dove l’arte danza al ritmo della vita, ci viene presentato un nuovo linguaggio gestuale che ci mette in contatto con l’arte, l’arte ci fa entrare in contatto con i nostri corpi e i nostri corpi ci mettono in contatto con la natura. Nuotiamo più in profondità percependo le energie che animano la natura. Mi sento quasi soffocare, senz’aria, non riesco a respirare: è audace, incrollabile, in bronzo massiccio. Linee dure si sovrappongono a morbidi corpi.

La Natura incontra la meccanica. Il fisico e il metafisico si scontrano. È l’uomo la macchina perfetta? Il nudo mostra nuova sicurezza, alla ninfa romantica si è sostituita la spinta vitale del gesto oltre l’individualità. Con forza, libertà e potere. Coloro che scelgono di vederla, racchiudono l’universo intero nel palmo delle mani.

Text Angelica Carrara
@missangiecarry

 

A ritroso. Il viaggio di ritorno che Salvatore Ferragamo, il calzolaio delle stelle fece novant’anni fa, dagli Stati Uniti all’Italia, dopo aver passato tredici anni a creare calzature per le attrici del cinema di Hollywood. Ad accoglierlo una Firenze in pieno fervore. Agitata dalle avanguardie artistiche. Animata dal credo progressista e dall’artigianalità. Erano i roaring twenties. Era il 1927, l’anno a cui il Museo Ferragamo dedica una mostra:

1927 Il Ritorno in Italia, una rassegna a cura di Carlo Sisi che aprirà i battenti il 19 maggio a Palazzo Spini Feroni, Firenze.

Firenze, perché Salvatore Ferragamo scelse una città d’arte per produrre una calzatura ad arte. La mostra infatti, non solo è il racconto del genio artistico e delle sue creazioni ma, è anche esplorazione dell’humus della filosofia culturale di quegli anni. Illustra come la capitale del Rinascimento lo abbia conquistato attraverso i dipinti di John Baldwin e Ottone Rosai, specchio dell’architettura e dell’urbanistica di allora.
Fino ad esplorare il corpo come un gioco. Lo strumento estetico del dinamismo che danza tra la metafisica e il sistema moda.

Per l’occasione una Capsule Collection, 1927 Il Ritorno in Italia. Sei scarpe ispirate alle calzature create in quegli anni: Lottie, Indiana, The Star, Autunn, Preziosa, Labirinto – che sono sintesi dell’affinità artistica che lega Salvatore Ferragamo alla cultura visiva degli anni Venti.

1 – Il ritorno di Salvatore Ferragamo in Italia
A bordo del più lussuoso transatlantico della Navigazione Generale Italiana, il Roma. Il viaggiatore moderno e lungimirante del dipinto di Pippo Rizzo è contrastato dall’opera di Mino Maccari, in cui primeggia una scatola con scritta Italy.

@StudioVeronica
«A mixed-media animation inspired by some of the most personal and distinctive elements of Salvatore’s journey». Maria Veronica

2 – Firenze Novecento
Ha le sembianze di un dibattito quello in cui interagiscono arte, letteratura, musica e cinema. Ad interpretarlo i quadri di Giovanni Colacicchi, Egisto Ferroni, John Baldwin, tra i capolavori della pittura del Novecento.

@Leamaupetit
«I love the fact that Salvatore Ferragamo found his inspiration between Florentine landscapes and still-lifes while designing shoes». Lèa Maupetit

3 – Folclore e arti decorative in Italia
Un viaggio attraverso le arti applicate che hanno consolidato il concetto del Made in Italy e l’estetica di Salvatore Ferragamo. Dai manufatti sardi di Federico Mellis a quelli romani di Duilio Cambellotti.

@Daria_Solak_illustrations
«I found inspiration in the Italian ceramic art. Two of these plates are the souvenirs I bought during my trip to Italy. This is a piece of real art that you can have at home». Daria Solak

4 – Donne Italiane
Come la marches Luisa Casati, Margherita Sarfatti e Alma Fidora. Un’ode alla figura femminile in tutte le sue sfumature: donna che presenzia alle feste, alle esibizioni sportive e nei circoli letterari. Donna che c’è e che vuole esserci. Con un gusto preciso che Salvatore Ferragamo sa come assecondare.

@Lynnie.z
«I wanted my piece to portray some of the strong female icons (pictured: Marquise Luisa Casati & Wanda Wulz) that Salvatore Farragamo was inspired by in that era. I wanted to step into his shoes and capture their radiating presence through his eyes». Lynnie Zulu

5 – La Firenze “industriosa” degli anni Venti
I vasi di Gio Ponti, i disegni di Carlo Scarpa, i tessuti di Lisio, i mobili di Thayaht. Le calzature di Salvatore Ferragamo. Un tripudio di materie. La celebrazione dell’artigianalità fiorentina.

@Nanna_Prieler
«This illustration celebrates one of the greatest shoe designers Salvatore Ferragamo, but nevertheless a woman is playing the main role». Nanna Prieler

 

6 – La Casa Italiana
Abitare è architettura. Tre i modelli riprodotti:
la Casa d’Artista di Balla e Depero
la Casa Neoclassica di Gio Ponti
la Casa Razionale di Terragni e del Gruppo 7.

@Lenaker
«A video-installation shows three models of houses designed in the period from 1920 to 1930: the Artist’s Home  by Balla and Depero, Gio Ponti’s Neoclassical Home and the Rational Home by Terragni and Gruppo 7, known as the Electric House unveiled in Monza in 1930». Lena Ker

7 – Il Corpo a pezzi 
Prima del “ritorno all’ordine” con merito riconosciuto all’alta moda, c’è la scomposizione cubista che gioca con il corpo. E ne fa cultura. Con lo sport, la danza e le tecniche delle misurazioni. Mentre Salvatore Ferragamo è alla ricerca della scarpa perfetta.

@Kellymariebeeman
«My painting was inspired by the futurist approach to movement. The figure is shown moving gracefully from one position to another, so that we see each instance simultaneously, divided into sequences. The result is a woman with multiple arms and legs, whose body is enhanced and powerful beyond what is anatomically natural». Kelly Marie Beeman

8 – Il Corpo
Dario Viterbo, Almondo Ciampi e Giacomo Balla per la danza. Thayaht, Francesco Messina e Umberto Primo Conti per lo sport. Mario Broglio e Ruggero Alfredo Michahelles per l’esaltazione delle forme. Fillia, Mino Rosso, Depero e Luciano Baldessari per la metafisica del manichino.


@Studio_Iva
«When I first read about the theme for it, which was celebration of the body, I constantly thought of ballerinas and their postures. They always inspire me». Studio Iva

DIGITAL VISUAL WAVE

Text Adelaide Striano

 

L’arte nelle sue forme contemporanee si diffonde attraverso l’utilizzo dei Social Network con l’illustrazione artistica in formato digitale.

Tra un passato da conservare con orgoglio e un futuro a cui guardare con ottimismo.
Attrae, diverte e stupisce. È il mood dell’arte contemporanea. Invasa da un popolo di ‘followers’ curiosi. Il pubblico normale può farsi un’idea sulle ultime tendenze in fatto di gusti estetici.

L’astrattismo si è fatto assoluto in molta Digital art computerizzata portando all’estremo il minimalismo geometrico. L’importante è essere eccentrici.

Sono stati scelti da Lampoon.it gli artisti che hanno realizzato ed interpretato la mostra 1927 The Return to Italy Ferragamo and Twentieth-Century Visual Culture che si terrà presso il Museo Salvatore Ferragamo, Palazzo Spini Feroni a  Firenze.

1927 The Return to Italy Ferragamo and Twentieth-Century Visual Culture

Firenze, Palazzo Spini Feroni, Piazza S.Trinità, 5R

May 18th 2017 –  May 2nd 2018
10 am – 7.30pm

*Closed on 01.01, 01.05, 15.08, 25.12

Tickets and Info

www.ferragamo.com

Denim Day in Rome

Il 27 maggio, a Roma, si celebra il Denim Day.  Nella settimana precedente, a partire dal 20 al 27, una campagna filantropica supportata da Guess invita tutte le donne a indossare una bandana rossa per combattere la violenza contro le donne. The Fashionable Lampoon ha scelto l’arte. Nella sua forma più contemporanea, con l’illustrazione artistica in formato digitale diffusa attraverso l’utilizzo dei Social Network: è la digital visual wave. Semplicemente grazie. A tutti gli artisti che hanno condiviso questo progetto:

Text Angelica Carrara
@missangiecarry

 

Nel 1998, la Corte di Cassazione di Roma scagionò un uomo dall’accusa di violenza sessuale nei confronti di una ragazza diciottenne. Il tribunale volle notare quanto i jeans indossati dalla donna fossero troppo aderenti al punto di implicare la consensualità della vittima.

Il fatto accaduto risale al 1992. Protagonista una ragazza appena maggiorenne alla sua prima lezione di guida. L’istruttore, un uomo quarantacinquenne abusò di lei costringendola al silenzio con minaccia di morte. La ragazza confessò alla famiglia la violenza subita a cui fece seguito denuncia e condanna dello stupratore. Nel 1998 la sentenza venne però annullata dalla Corte di Cassazione di Roma. Secondo l’analisi: «la vittima indossava i jeans molto, molto stretti, e avrebbe dovuto aiutarlo a toglierli. Rimuovendo i jeans non era stupro ma sesso consensuale».

Il giorno dopo l’annullamento della sentenza le rappresentanti femminili del Parlamento italiano si presentarono alla Camera in jeans aderenti come forma di protesta. Risposta ancora più forte alla sentenza fu quella americana. L’associazione losangelina Peace Over Violence istituì il Denim Day. Giornata in cui tutte le donne indossano blu jeans aderenti, facendo del denim il simbolo di protesta contro la violenza sulle donne. Uno strumento di sensibilizzazione rivolto a quel maschilismo che dice Se ti vesti così, te la cerchi.

Quest’anno, la manifestazione è giunta al terzo appuntamento italiano: il 27 maggio, a Roma. Grazie al sostegno di Guess, brand che con le sue iconiche campagne ha reso sexy il denim a tutte le ore del giorno. La Guess Foundation Europe, in collaborazione con The Circle Italia Onlus, invita le donne a indossare i jeans come segno di attivismo e da voce alla protesta femminile con un evento a Palazzo Barberini. Presieduto da Paul Marciano, CEO e direttore creativo di Guess, presentato dal celebre DJ Kris Grove, darà l’avvio alla raccolta fondi in favore di D.i.Re, Donne in Rete contro la violenza, a cui Guess donerà dieci euro per ogni capo venduto dal 20 al 27 maggio. La campagna filantropica invita inoltre tutte le donne a indossare una bandana rossa che sarà data in omaggio con l’acquisto di un capo denim Guess durante il Denim Day. Da postare su Instagram con hashtag #DENIMDAY, #GUESSFORPROGRESS, #STOPSEXUALVIOLENCE.

Text Adelaide Striano
@adelaide_striano

L’arte nelle sue forme contemporanee si diffonde attraverso l’utilizzo dei Social Network con l’illustrazione artistica in formato digitale.

Tra un passato da conservare con orgoglio e un futuro a cui guardare con ottimismo.
Attrae, diverte e stupisce. È il mood dell’arte contemporanea. Invasa da un popolo di ‘followers’ curiosi. Il pubblico normale può farsi un’idea sulle ultime tendenze in fatto di gusti estetici.

L’astrattismo si è fatto assoluto in molta Digital art computerizzata portando all’estremo il minimalismo geometrico. L’importante è essere eccentrici.

Sono stati scelti da Lampoon.it gli artisti che hanno realizzato ed interpretato il Denim Day.

Illustratori:

Fabio Delvò
Lynnie Z

Anna Tsvell
Buket Koyunku
Rodik + Veron
Fausto Bianchi
Piero Corva
Studio Iva
Nanna Preler
Alina Grinpauka
Alena Lavdovskaya
Davide Molica


www.guess.eu

Twist and Wine

Text Angelica Carrara
@missangiecarry

 

Il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva,
si gusta, si sorseggia e… se ne parla.

Edoardo VII (1841 – 1910)

Dove? Nel calice Gira e rigira che oscilla grazie a un cuscinetto a sfera. È stato brevettato da Vetrerie di Empoli. La storica griffe che dal 1938 produce bicchieri di vetro. Di lusso.

Un’idea semplice, dice il suo ideatore Franco Parentini «riguarda la consuetudine che abbiamo noi italiani con il vino e coi gesti connessi al berlo, che non sono di tutti: dal sentirne l’odore al farlo ruotare nel bicchiere. Gira e rigira consente, conversando a tavola, di far decantare il vino con un movimento elegante, naturale, senza più alcun imbarazzo o sensazione di adeguatezza».

La rotazione consente di affinare la valutazione degli aspetti visivi come limpidezza, colore e consistenza. Delle note olfattive: complessità e gradevolezza. E delle sensazioni gustative del vino.

Vetrerie di Empoli nasce a Empoli, in Toscana, nel 1938. La famiglia Parentini, proprietaria delle Vetrerie, gestisce il negozio di via Montenapoleone 22 a Milano. Paradiso del cristallo con vetrine ricolme di cristalli Baccarat e boccali Biedermeier e di sue collezioni. Una su tutte Capriccio, bicchieri in oro zecchino scolpiti nel massello di vetro.

Images courtesy of www.vetreriediempoli.it

Hermès Behind The Scenes

Text Angelica Carrara
@missangiecarry

 

Se l’arte, nel suo significato più ampio, è fatta di quelle attività che portano a forme creative di espressione estetica, nel suo significato più sublime è la massima interpretazione dell’interiorità umana. Come la danza di un ballerino. Come l’opera di un artigiano. Che ha in sé anche l’aspetto dell’intenzione, ovvero fare di oggetti d’uso un qualcosa che trasmetta emozione. È questo il collegamento intellettuale che nasce tra l’artigianalità di Hèrmes e la danza di Mylese Lavallee. Il ballerino di Les Grands Ballets Canadiens de Montréal, è fluttuante. Avvolto in sola seta. Hermès, che l’imprimeur sur soie, lavora secondo la tecnica ‘quadro alla lionese’, messa a punto a Lione negli anni Trenta. C’è un rullo di seta teso su cui l’artigiano stampatore fa colare un primo colore attraverso una garza e lo stende con una racla in caucciù. E poi c’è la roulotteuse, che mette a punto l’orlo frullato con ‘punto scivolato’ per conservarne l’arrotolatura senza forarla.

Un’ode al savoir-faire. Celebrata da Hermès Dietro le Quinte, festival itinerante che svela i segreti del mestiere degli artigiani della maison. Si è appena conclusa la tappa meneghina allestita negli spazi de La Pelota di via Palermo. Un percorso di 1.100 metri quadrati. Luci puntate sulla materia che si trasforma in un oggetto d’arte grazie alla maestria di le sellier, le maroquinier, le peintre sur porcelaine, le sertisseur, la roulotteuse, le confectionneur de cravates, l’imprimeur sur soie, le graveur sur soie e l’horloger. In scena gli artigiani di Hermès. 

On cover Photography Damiàn Siqueiros The Fashionable Lampoon Issue 9 – Babylon

 

Images courtesy of press office

Denim Day in Rome

Text Angelica Carrara
@missangiecarry

 

Una sera nella città eterna con Guess. Per non dimenticare

Roma, Palazzo Barberini. Un evento in nome del rosa: per celebrare il Denim Day Italia (data ufficiale il 27 maggio). Grazie a Guess Foundation Europe e The Circle Italia Onlus, a sostegno di D.i.Re – Donne in Rete contro la Violenza.

 

La serata è stata presentata da Kris Groove. A fare gli onori di casa c’erano Paul Marciano (presidente di Guess),  Titti Carrano (presidente di D.i.Re.) e Adelaide Lucia Corbetta (responsabile della comunicazione di The Circle Italia Onlus).

 

Più di 300 gli ospiti che hanno presenziato. Da Pamela Prati a Valeria Marini. Da Belén Rodrìguez a Bianca Guaccero. Oltre alle testimonianze d’autore: Raoul Bova ha presentato il suo corto contro la violenza, interpretato da Michelle Hunziker. Vittoria Puccini ha recitato un monologo. Per finire con una cena esclusiva a Palazzo e
party con dj set Frida K.

 

Ma cos’è il Denim Day?

 

 

DENIM DAY: PER DIRE NO ALLA VIOLENZA

Text Angelica Carrara
@missangiecarry

 

Nel 1998, la Corte di Cassazione di Roma scagionò un uomo dall’accusa di violenza sessuale nei confronti di una ragazza diciottenne. Il tribunale volle notare quanto i jeans indossati dalla donna fossero troppo aderenti al punto di implicare la consensualità della vittima.

Il fatto accaduto risale al 1992. Protagonista una ragazza appena maggiorenne alla sua prima lezione di guida. L’istruttore, un uomo quarantacinquenne abusò di lei costringendola al silenzio con minaccia di morte. La ragazza confessò alla famiglia la violenza subita a cui fece seguito denuncia e condanna dello stupratore. Nel 1998 la sentenza venne però annullata dalla Corte di Cassazione di Roma. Secondo l’analisi: «la vittima indossava i jeans molto, molto stretti, e avrebbe dovuto aiutarlo a toglierli. Rimuovendo i jeans non era stupro ma sesso consensuale».

Il giorno dopo l’annullamento della sentenza le rappresentanti femminili del Parlamento italiano si presentarono alla Camera in jeans aderenti come forma di protesta. Risposta ancora più forte alla sentenza fu quella americana. L’associazione losangelina Peace Over Violence istituì il Denim Day. Giornata in cui tutte le donne indossano blu jeans aderenti, facendo del denim il simbolo di protesta contro la violenza sulle donne. Uno strumento di sensibilizzazione rivolto a quel maschilismo che dice Se ti vesti così, te la cerchi.

Quest’anno, la manifestazione è giunta al terzo appuntamento italiano: il 27 maggio, a Roma. Grazie al sostegno di Guess, brand che con le sue iconiche campagne ha reso sexy il denim a tutte le ore del giorno. La Guess Foundation Europe, in collaborazione con The Circle Italia Onlus, invita le donne a indossare i jeans come segno di attivismo e da voce alla protesta femminile con un evento a Palazzo Barberini. Presieduto da Paul Marciano, CEO e direttore creativo di Guess, presentato dal celebre DJ Kris Grove, darà l’avvio alla raccolta fondi in favore di D.i.Re, Donne in Rete contro la violenza, a cui Guess donerà dieci euro per ogni capo venduto dal 20 al 27 maggio. La campagna filantropica invita inoltre tutte le donne a indossare una bandana rossa che sarà data in omaggio con l’acquisto di un capo denim Guess durante il Denim Day. Da postare su Instagram con hashtag #DENIMDAY, #GUESSFORPROGRESS, #STOPSEXUALVIOLENCE.

Images courtesy of press office www.guess.eu

Met Gala ‘Avant-Gard’

Testo Angelica Carrara
@missangiecarry

Avanguardia. E’ questo il tema dell’anno del Met Gala. La serata di beneficienza voluta da Anna Wintour che si tiene ogni anno al Metropolitan Museum di New York. Party, considerato l’Oscar della moda.

All’avanguardia è Rei Kawakubo. La mostra Comme des Garçon: Art of the In-Between. Definita dal curatore Andrew Bolton, come una delle stiliste più influenti degli ultimi quarant’anni.

Avant-gard – tutto – fuorché il dress code delle invitate. Quello che doveva essere un tributo all’insegna di mise sperimentali e creative sfocia invece in una sorta di travestimento carnevalicchio. Una stravaganza extra. Proprio come quella extravaganza di libertà di stile e di struttura tipica del mondo teatrale di inizi Novecento, diventata in questa occasione parodia. L’epitomo dell’eleganza che s’interroga su dove sia finita l’arte della moda.

C’è chi si salva e splende. Cara Delevingne è un’aliena argentata Chanel Couture. Sofia Boutella in rete geometrica Marni. Blake Lively, in un Versace che per la prima volta in anni sembra inedito. Un grazie a Lily Rose Depp, venuta a riscattare tutti in Chanel rosa shocking che fiorisce nel suo monospalla.

C’è chi si perde e si spegne. Dakota Johnson, in versione romantica Gucci. Rihanna è pirotecnica, fasciata in abito patchwork Comme des Garçon con sandalo rosso alla schiava che assicura effetto laccio emostatico. Sarah Paulson in Prada di seta blu bordato di piume rosse e nere. Madonna, in un abito da guerriera camouflage firmato Moschino, è un rimpianto.

 

 

Met Gala 2017
Metropolitan Museum, New York

Images from Pinterest

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