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The Fashionable Lampoon
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angelo ruggeri

Cyberbullismo, la denuncia di Aspesi

Henrietta Harris, Fallen, 2014

Text Angelo Ruggeri
@angelorug

 

Anche io sono stato vittima di bullismo. Da piccolo e da grande. Quando è successo, non c’erano legislazioni ad hoc per i bambini fragili come me. La soluzione era ricorrere al silenzio, all’appoggio materno, al pianto, alla musica. Ricordo ancora i miei bulli. Oggi mi salutano come amici. Amici veri. Io sorrido. Sono riuscito ad andare avanti, a lottare contro le mie paure e a distruggere le cattive intenzioni. Spesso mi fermo anche a parlare con loro, a ricordare quei tempi, ma solo quelli positivi.

Ci sono ragazzi che non sono riusciti a superare tutto questo. Per timidezza, per troppa sensibilità. Hanno marchiato la propria anima di ricordi negativi, che non hanno mai cancellato. La cosa che più mi rattrista – e ve lo scrivo con grande sincerità – non sono i bulli di oggi, moderni e 2.0. Di quelli se ne stanno occupando in molti, oggi. Mi danno fastidio coloro che sdrammatizzano gli atti dei bulli, trasformandoli in momenti superficiali, cose da ragazzi, da non prendere sul serio. Attitude che, col passare degli anni, ha reso i bulli senza confini.

Aspesi, per essere più vicino alla tematica del bullismo e del cyber bullismo, ha realizzato una selezione di T-shirt in edizione limitata con un messaggio: i Kinky Atoms Aspesi accanto alla scritta #StopBullying. Le magliette, indossate dagli autori del progetto Natale con gli autori 2017 che si sono prestati all’obiettivo della famosa fotografa Malena Mazza, saranno vendute esclusivamente presso lo store Aspesi di via Montenapoleone 13 a Milano. Il ricavato delle centoventi T-shirt in edizione limitata sarà interamente devoluto alla Casa Pediatrica Fatebenefratelli, come dettato dal format dell’organizzazione no-profit.

Image by Henrietta Harris
henriettaharris.com – @henriettaharris

For a better skateboard feel and style

Text Angelo Ruggeri
@angelorug

 

C’è un posto a Los Angeles che i ragazzi della zona chiamano The Underground. Non è molto conosciuta, è come se fosse una location segreta, ritrovo di pochi eletti. È a pochi chilometri da Venice Beach, la spiaggia infinita. Tutti i turisti pensano che Venice Beach sia il ritrovo più famoso degli skater californiani. E invece no. The Underground padroneggia su tutto. Rampe colorate da murales di lettering, panchine scolorite dal sole, e migliaia di tavole da skateboarding.

C’è sempre un grande odore di Cannabis, lì. Ma in California, oggi, fumarla è legale. Anzi, dicono che faccia bene, per combattere lo stress. Di certo, questi skater lo stress lo combattono con le gare su tavola. Come zanzare schizofreniche si lanciano all’impazzata giù dalla collinetta di cemento e saltano, si voltano, a volte cadono, e fanno roteare lo skate al limite della fisica. Le tavole migliori sono quelle realizzate in legno, perché: «Resistono agli urti e viaggiano», racconta uno di loro. A che velocità? «Anche a trenta chilometri orari, con il giusto vento e la giusta inclinazione». Lo skateboarding è una vera e propria arte, un po’ come la musica. «Molti lo descrivono come uno sport», continua. «Ma è sbagliato. Io vivo per lo skate. Ragiono con lo skate in mano e nella mente. ‘Skatare’ è la mia filosofia di vita».

Non a caso, il mondo della moda, questa notizia l’ha capita qualche anno fa. E ha iniziato, per l’occasione, a collaborare con questa realtà. L’ultima proposta viene da Superga, che ha collaborato con Daniele Paura, fondatore e mente creativa dell’omonimo marchio di streetwear. Il creativo, che da sempre strizza l’occhio all’universo skate, ha reinterpretato l’iconica sneaker Superga 2750, con suola in gomma naturale vulcanizzata, che diventa mega. Per correre su tavola.

In vendita su superga.com e in alcuni monomarca selezionati.

Cover by Matteo Paganelli
mpaga.it – @matteopaga

Image courtesy of Press Office
isabellaerrani.com – @studioerrani

On the silver screen

Text Angelo Ruggeri
@angelorug

 

Tutto è pronto per l’edizione 2017 del Fashion Film Festival Milano, la kermesse dedicata all’unione tra moda e cinema, fondata e diretta da Constanza Cavalli Etro. Patrocinata da Camera Nazionale della Moda Italiana e Comune di Milano, la manifestazione avrà luogo durante la fashion week di Milano Moda Donna dal 23 al 25 settembre 2017, presso l’Anteo Palazzo del Cinema. Tre giorni di proiezioni e attività tematiche, durante i quali andrà in scena la selezione ufficiale di oltre 160 film, frutto dell’iscrizione gratuita che ha visto la partecipazione di oltre 800 progetti provenienti da 50 paesi. La curatrice della quarta edizione è Gloria Maria Cappelletti che, insieme al comitato artistico del festival, guida la selezione ufficiale supportando i giovani talenti e quelli affermati.

Come ormai da tradizione, la giuria internazionale, chiamata a valutare i film in concorso, si compone di personalità provenienti dai settori moda, cinema e arte: Jim Nelson, Direttore di GQ Usa, Sølve Sundsbø, fotografo e regista di moda, Ilaria Bonacossa, direttrice di Artissima, Carlo Capasa, Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, Maria Luisa Frisa, critica e curatrice di moda, e Federico Pepe, direttore creativo e fondatore di Le Dictateur.

La cerimonia di premiazione si svolgerà il prossimo 25 settembre, serata nella quale la giuria annuncerà i vincitori delle seguenti categorie: Best Director, Best Fashion Film, Best Italian Fashion Film, Best New Director, Best New Fashion Film, Best New Italian Fashion Film, Best New Designer/Brand, Best Production, Best Photography, Best Editing, Best Music, Best Styling, Best Experimental Fashion Film e Best Documentary.

Tra le molteplici iniziative, la novità assoluta è #FFFMilanoForWomen, volta a valorizzare il talento femminile declinato nei settori moda, cinema e arte. Il progetto include una serie di lavori, primo tra tutti il sequel dell’apprezzato ‘Through My Eyes’, ‘Through My Eyes Episode 2 – Women’s View’. Per l’occasione, sarà proiettata anche una capsule speciale di fashion film a tinte rosa e si svolgeranno una serie di incontri moderati da protagoniste del panorama culturale e artistico. Tra i collaboratori storici del progetto, l’artista Barnaba Fornasetti, sin dalla prima edizione autore dei premi del festival; l’agenzia creativa internazionale Macs Iotti, responsabile dell’immagine grafica, e la casa di produzione Collateral Films di Guido Cella che anche quest’anno ha realizzato il fashion film manifesto del festival.

Images courtesy of Press Office
karlaotto.com – @karlaotto

Fondazione Prada e l’arte di Chicago

Text Angelo Ruggeri
@angelorug

 

Fondazione Prada goes to Chicago. Per un progetto unico, di ricerca e di informazione sull’arte sviluppatasi proprio nella città americana nel secondo dopoguerra. In questo modo, la fondazione creata da Miuccia Prada e Patrizio Bertelli continua magistralmente nella sua strategia di rilettura dei momenti della storia dell’arte contemporanea che, anche se non riconosciuti completamente dalla critica, hanno segnato l’attualità delle nuove generazioni artistiche. Dai graffitisti ai neo-tecnologici.

Il progetto di analisi di una pittura caratterizzata dall’impegno politico, dalla narrazione figurativa e dalla radicalità grafica e, per questo rifiutata dalla cultura dominante newyorkese più interessata alla dimensione astratta e impersonale dell’arte, è articolata in tre approfondimenti tematici concepiti e curati da Germano Celant: ‘Leon Golub’, ‘H. C. Westermann’ e ‘Famous Artists from Chicago. 1965-1975’. Tutti e tre dedicati a due generazioni di artisti di Chicago, famosi negli anni Cinquanta e Sessanta.

Questa analisi contribuisce a indagare la produzione artistica nei due decenni fuori dai principali centri di diffusione dell’arte, da Parigi a New York, per focalizzarsi sullo sviluppo di scene alternative nate intorno a scuole e accademie d’arte, come la School of the Art Institute of Chicago, in competizione o in posizione critica rispetto al discorso industriale e riduttivo della Minimal Art. Perché l’arte è ovunque.

Leon Golub | H. C. Westermann | Famous artists from Chicago. 1965-1975
A cura di Germano Celant

20 ottobre 2017 > 15 gennaio 2018

Largo Isarco, 2 – Milano

Lunedì, Mercoledì, Giovedì, 10:00 > 20:00
Venerdì > Domenica, 10:00 > 21:00

Images courtesy of Press Office
www.fondazioneprada.org – @fondazioneprada

MILANO XL: la festa della creatività italiana

Text Angelo Ruggeri
@angelorug

 

Milano e la moda si preparano a un upgrade di stile all’ennesima potenza. Dal 16 al 26 settembre prossimi, in concomitanza con Milano Moda Donna, si terrà MILANO XL – La festa della creatività italiana, il progetto innovativo che animerà le vie e le piazze del capoluogo lombardo per dieci giorni.

Grazie a un accordo tra il Ministero dello Sviluppo Economico e il Comune di Milano, Confindustria e Fondazione Altagamma hanno accettato di divenire, con la collaborazione e il supporto di Agenzia ICE, i soggetti attuatori di una kermesse che renderà Milano il palcoscenico dei racconti delle filiere produttive di eccellenza e delle storie che rendono unico il Made In Italy nel mondo.

Come? Attraverso la realizzazione di sette installazioni scenografiche, le due realtà insieme a organizzazioni leader nei diversi settori (come Anfao con Mido, Cosmetica Italia con Cosmoprof, Federorafi, Milano Unica con SMI, Unic con Lineapelle e Fiera Milano con Sì Sposaitalia Collezioni), mostreranno al pubblico dei consumatori la creatività e il saper fare della manifattura italiana, che realizza ogni giorno prodotti di alta gamma riconosciuti a livello internazionale.

«Milano XL – La festa della creatività italiana è prima di tutto una grande occasione», racconta Davide Rampello, direttore artistico del progetto. «L’occasione di un racconto ‘allargato’ dell’eccellenza e della creatività italiana. Una vera e propria festa, in cui tutti gli invitati sono chiamati a conoscere e riconoscere l’inesauribile capacità creativa di Milano e dell’Italia. L’eccellenza e la creatività sono valori che contraddistinguono l’italianità nel mondo e, attraverso questo progetto, vogliamo raccontarli non solo nei contenuti, coinvolgendo settori di altissimo livello, ma anche e soprattutto nella forma. Perché anche le stesse spettacolari installazioni che lo caratterizzano sono realizzate grazie alla partecipazione di artisti e artigiani di grandissimo prestigio». Con la speranza che Milano torni a essere nuovamente grande. Anzi grandissima.

Images courtesy of Press Office
www.attila.it – @attilaco

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