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angelo ruggeri

On the silver screen

Text Angelo Ruggeri
@angelorug

 

Tutto è pronto per l’edizione 2017 del Fashion Film Festival Milano, la kermesse dedicata all’unione tra moda e cinema, fondata e diretta da Constanza Cavalli Etro. Patrocinata da Camera Nazionale della Moda Italiana e Comune di Milano, la manifestazione avrà luogo durante la fashion week di Milano Moda Donna dal 23 al 25 settembre 2017, presso l’Anteo Palazzo del Cinema. Tre giorni di proiezioni e attività tematiche, durante i quali andrà in scena la selezione ufficiale di oltre 160 film, frutto dell’iscrizione gratuita che ha visto la partecipazione di oltre 800 progetti provenienti da 50 paesi. La curatrice della quarta edizione è Gloria Maria Cappelletti che, insieme al comitato artistico del festival, guida la selezione ufficiale supportando i giovani talenti e quelli affermati.

Come ormai da tradizione, la giuria internazionale, chiamata a valutare i film in concorso, si compone di personalità provenienti dai settori moda, cinema e arte: Jim Nelson, Direttore di GQ Usa, Sølve Sundsbø, fotografo e regista di moda, Ilaria Bonacossa, direttrice di Artissima, Carlo Capasa, Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, Maria Luisa Frisa, critica e curatrice di moda, e Federico Pepe, direttore creativo e fondatore di Le Dictateur.

La cerimonia di premiazione si svolgerà il prossimo 25 settembre, serata nella quale la giuria annuncerà i vincitori delle seguenti categorie: Best Director, Best Fashion Film, Best Italian Fashion Film, Best New Director, Best New Fashion Film, Best New Italian Fashion Film, Best New Designer/Brand, Best Production, Best Photography, Best Editing, Best Music, Best Styling, Best Experimental Fashion Film e Best Documentary.

Tra le molteplici iniziative, la novità assoluta è #FFFMilanoForWomen, volta a valorizzare il talento femminile declinato nei settori moda, cinema e arte. Il progetto include una serie di lavori, primo tra tutti il sequel dell’apprezzato ‘Through My Eyes’, ‘Through My Eyes Episode 2 – Women’s View’. Per l’occasione, sarà proiettata anche una capsule speciale di fashion film a tinte rosa e si svolgeranno una serie di incontri moderati da protagoniste del panorama culturale e artistico. Tra i collaboratori storici del progetto, l’artista Barnaba Fornasetti, sin dalla prima edizione autore dei premi del festival; l’agenzia creativa internazionale Macs Iotti, responsabile dell’immagine grafica, e la casa di produzione Collateral Films di Guido Cella che anche quest’anno ha realizzato il fashion film manifesto del festival.

Images courtesy of Press Office
karlaotto.com – @karlaotto

Fondazione Prada e l’arte di Chicago

Text Angelo Ruggeri
@angelorug

 

Fondazione Prada goes to Chicago. Per un progetto unico, di ricerca e di informazione sull’arte sviluppatasi proprio nella città americana nel secondo dopoguerra. In questo modo, la fondazione creata da Miuccia Prada e Patrizio Bertelli continua magistralmente nella sua strategia di rilettura dei momenti della storia dell’arte contemporanea che, anche se non riconosciuti completamente dalla critica, hanno segnato l’attualità delle nuove generazioni artistiche. Dai graffitisti ai neo-tecnologici.

Il progetto di analisi di una pittura caratterizzata dall’impegno politico, dalla narrazione figurativa e dalla radicalità grafica e, per questo rifiutata dalla cultura dominante newyorkese più interessata alla dimensione astratta e impersonale dell’arte, è articolata in tre approfondimenti tematici concepiti e curati da Germano Celant: ‘Leon Golub’, ‘H. C. Westermann’ e ‘Famous Artists from Chicago. 1965-1975’. Tutti e tre dedicati a due generazioni di artisti di Chicago, famosi negli anni Cinquanta e Sessanta.

Questa analisi contribuisce a indagare la produzione artistica nei due decenni fuori dai principali centri di diffusione dell’arte, da Parigi a New York, per focalizzarsi sullo sviluppo di scene alternative nate intorno a scuole e accademie d’arte, come la School of the Art Institute of Chicago, in competizione o in posizione critica rispetto al discorso industriale e riduttivo della Minimal Art. Perché l’arte è ovunque.

Leon Golub | H. C. Westermann | Famous artists from Chicago. 1965-1975
A cura di Germano Celant

Largo Isarco, 2 – Milano

20 ottobre 2017 – 15 gennaio 2018

Orari: Lunedì, Mercoledì – Giovedì, 10 – 20

Venerdì – Domenica 10 – 21

Images courtesy of Press Office
www.fondazioneprada.org – @fondazioneprada

MILANO XL: la festa della creatività italiana

Text Angelo Ruggeri
@angelorug

 

Milano e la moda si preparano a un upgrade di stile all’ennesima potenza. Dal 16 al 26 settembre prossimi, in concomitanza con Milano Moda Donna, si terrà MILANO XL – La festa della creatività italiana, il progetto innovativo che animerà le vie e le piazze del capoluogo lombardo per dieci giorni.

Grazie a un accordo tra il Ministero dello Sviluppo Economico e il Comune di Milano, Confindustria e Fondazione Altagamma hanno accettato di divenire, con la collaborazione e il supporto di Agenzia ICE, i soggetti attuatori di una kermesse che renderà Milano il palcoscenico dei racconti delle filiere produttive di eccellenza e delle storie che rendono unico il Made In Italy nel mondo.

Come? Attraverso la realizzazione di sette installazioni scenografiche, le due realtà insieme a organizzazioni leader nei diversi settori (come Anfao con Mido, Cosmetica Italia con Cosmoprof, Federorafi, Milano Unica con SMI, Unic con Lineapelle e Fiera Milano con Sì Sposaitalia Collezioni), mostreranno al pubblico dei consumatori la creatività e il saper fare della manifattura italiana, che realizza ogni giorno prodotti di alta gamma riconosciuti a livello internazionale.

«Milano XL – La festa della creatività italiana è prima di tutto una grande occasione», racconta Davide Rampello, direttore artistico del progetto. «L’occasione di un racconto ‘allargato’ dell’eccellenza e della creatività italiana. Una vera e propria festa, in cui tutti gli invitati sono chiamati a conoscere e riconoscere l’inesauribile capacità creativa di Milano e dell’Italia. L’eccellenza e la creatività sono valori che contraddistinguono l’italianità nel mondo e, attraverso questo progetto, vogliamo raccontarli non solo nei contenuti, coinvolgendo settori di altissimo livello, ma anche e soprattutto nella forma. Perché anche le stesse spettacolari installazioni che lo caratterizzano sono realizzate grazie alla partecipazione di artisti e artigiani di grandissimo prestigio». Con la speranza che Milano torni a essere nuovamente grande. Anzi grandissima.

Images courtesy of Press Office
www.attila.it – @attilaco

Arte in continuo movimento

Text Angelo Ruggeri
@angelorug

 

Movimento. Ondulazione. Irrequietezza. Animano i popoli, i capitali economici, le metropoli. Quali sono le modalità con cui questi flussi costanti sono organizzati, sistematizzati e contestati? È questa la domanda che si pone Driftwood, or how we surfaced through currents. La mostra curata da Evelyn Simons e aperta al pubblico fino al prossimo 22 luglio ad Atene. Undici lavori site-specific di Larry Achiampong, Meriç Algün, James Bridle, Hera Büyüktaşçiyan, Jeremy Hutchison, KERNEL, Chysanthi Koumianaki, Persefoni Myrtsou & Eva Giannakopoulou, Lara Ögel, Maria Papadimitriou e Lloyd Corporation. Una pluralità di linguaggi espressivi affrontano le suddette tematiche in una serie di progetti individuali che si sviluppano come un percorso attraverso le strade del quartiere Exarcheia, nella capitale greca.

Interpretate da una serie di contributi artistici come la pubblicità e il marketing. Strumenti capaci di mascherare lo sfruttamento messo in atto dai processi di produzione globalizzati. L’etica del lavoro, ovvero la nozione di casa come costruzione personale e collettiva, ma anche i limiti strutturali del movimento e del pensiero umano. L’identità culturale, imposta o autodeterminata, e le pratiche legate alla costruzione comunitaria. Temi obiettivi, che non lasciano comprendere sfumature creative ma amano condurre lo spettatore dritto al centro. Senza mezzi termini.

L’exhibition è uno dei tre progetti vincitori ex-aequo (assieme a quelli di Michael Wang e Adnan Yldiz) di Curate Award, il concorso internazionale promosso dalla Fondazione Prada e da Qatar Museums. Ha come obiettivi la ricerca di nuovi talenti nell’ambito della pratica curatoriale e l’apertura di prospettive inedite nella concezione di eventi espositivi che non possono rimanere fermi e statici. Che sono in continuo movimento, come l’arte.

Images courtesy of Press Office
fondazioneprada.org – @fondazioneprada

#DoYouStories Cara Delevingne with Puma

Text Angelo Ruggeri
@angelorug

 

Una piattaforma creata dalle donne per le donne. Con l’obiettivo di condividere le proprie storie e provare a cambiare il mondo. E, soprattutto, ispirare fiducia e motivazione. Puma continua il proprio impegno nel sociale, chiamando Cara Delevingne per la realizzazione del progetto speciale ‘Do You’, una selezione di docu-series (che raccontano magistralmente le vite di un gruppo di donne forti di diverse aree di interesse), presentate recentemente al London Central Saint Martins College della City.

L’attrice e modella britannica, che dallo scorso settembre è diventata Influential Female Ambassadors del marchio di sportswear del gruppo Kering, ha passato diversi mesi a cercare e parlare direttamente con donne dalle storie personali uniche, caratterizzate da un forte desiderio di trovare il modo per cambiare e migliorare il nostro mondo. E ha raccontato questa esperienza di condivisione attraverso la realizzazione di quattro cortometraggi (visibili su DoYouStories) che parlano della vita di giovani donne attraverso argomenti di attualità, come la poesia, il bullismo e l’autodifesa.

«Questa è una delle esperienze più incredibili che abbia mai vissuto nella mia vita», ha raccontato Cara Delevingne. «Quello che mi ha colpito è stato guardare queste donne e ascoltare le loro storie di vita e delle battaglie per le quali stanno lottando. Ciò che mi ha maggiormente emozionata è stata la loro forza e determinazione che mi ha ispirato e spinto a realizzare questo progetto con Puma con l’obiettivo di dare alle donne una piattaforma in cui potersi confrontare e nella quale poter condividere le proprie storie».

Per l’occasione, Puma e Cara hanno realizzato anche due paia di lacci speciali con il logo Do You, disponibili da Foot Locker e online su puma.com, il cui ricavato sarà interamente devoluto all’organizzazione umanitaria UNHCR.

Images courtesy of Press Office
www.attila.it – @attilaco

Un premio alla vera artigianalità

Text Angelo Ruggeri

 

Un concorso per mettere in gioco le proprie abilità di craftsmanship. E creare così qualcosa di unico. All’avanguardia. Da museo. Fino al 17 ottobre prossimo sono aperte le candidature (tramite il sito internet loewecraftprize.com) per il Loewe Craft Prize 2018 creato da Jonathan Anderson, direttore creativo della maison spagnola Loewe, per mostrare i lavori di artigiani che operano in diversi campi della professione.

Una giuria composta da figure di rilievo provenienti dai mondi dell’arte, del design e dell’architettura. Incaricata di scegliere il vincitore tra una rosa di trenta finalisti selezionati sulla base di originalità, visione artistica, esecuzione, eccellenza del materiale, valore innovativo e marchio d’autore. Oltre al vincitore di quest’anno, per l’edizione 2018 sono stati aggiunti tre nomi importanti all’elenco dei membri della giuria: la presidente del World Crafts Council Rosy Greenlees, l’ex direttore del Museo Nazionale Koreano Hongnam Kim e il designer di mobili e prodotti Toshiyuki Kita.

Lo scopo del premio? Valorizzare l’importanza dell’artigianalità nella cultura moderna. «L’artigianalità è l’essenza di Loewe e la nostra principale ispirazione», racconta Anderson. «Il Loewe Craft Prize è una piattaforma per celebrare il lavoro di persone dal talento eccezionale che utilizzano mani, pensiero e tradizioni per realizzare oggetti unici che seguono una formula originale e parlano il linguaggio proprio del loro creatore». Il vincitore verrà annunciato a Londra nel maggio del prossimo anno.

Cover: Loewe Craft Prize Trophy

Image courtesy of Press Office
karlaotto.com – @karlaotto

Il Museo effimero della Moda

Text Angelo Ruggeri

 

Immaginate di vedere un’opera d’arte preziosa, unica, dal valore inestimabile. E di poterla osservare da vicino, notando tutti i dettagli pregiati. Purtroppo, però, la sua fragilità non le permette di essere in mostra sempre, per tutti. Anzi, rimarrà visionabile solo per un paio di settimane. E poi sparirà in qualche archivio misterioso, dove si conserverà per il resto del tempo. Ecco, proprio a questa visione di rapidità, di concretezza temporale, di vita finita si ispira il Museo effimero della Moda di Firenze. Che espone pezzi fashion selezionati, dalla metà dell’Ottocento fino ai giorni nostri. Abiti che vengono mostrati per la prima volta (perché mai usciti dalle scatole per la conservazione) e altri esposti per l’ultima volta, prima di tornare negli archivi perché troppo fragili e delicati. In un determinato e fissato periodo di tempo. Non oltre. Oltre solo il ricordo, l’emozione, il sentimento provato. In occasione di Pitti Uomo 92, l’exhibition è stata aperta al pubblico nelle sale della Galleria del Costume di Palazzo Pitti. Prodotta da Fondazione Pitti Immagine Discovery in collaborazione con Gallerie degli Uffizi e Palais Galliera, è curata da Olivier Saillard e sarà visitabile fino al 22 ottobre.

La peculiarità della mostra risiede in un’inedita concezione sia dell’allestimento sia dei contenuti tematici. Infatti, sono esposti quasi duecento pezzi, tra abiti e accessori, distribuiti in 18 sale. Che descrivono il tema di ogni spazio e che sono tornati alla luce grazie allo straordinario lavoro di recupero delle restauratrici della Galleria del Costume e del Palais Galliera. Tra i marchi e le griffe del passato esposte vi sono: Sartoria Worth, Roberto Capucci, Sartoria Madeleine Vionnet, Irene Galitzine Roma, Elsa Schiaparelli, Jole Veneziani, Biki, Maison romana d’alta moda Carosa, Nina Ricci, Gianfranco Ferré e Christian Lacroix. Non solo. Anche il contemporaneo è abbondantemente citato dalle recenti acquisizioni del Palais Galliera. Con le ultime collezioni di Gucci, Maison Margiela, Fendi, Giorgio Armani, Valentino, Prada, Dolce & Gabbana, John Galliano e Lanvin.

«Il Museo effimero della Moda», racconta l’ideatore e chief curator della mostra Olivier Saillard, direttore del Palais Galliera, «è una possibilità, un’opportunità di reinventare la Galleria del Costume e della Moda di Palazzo Pitti. Su manichini di legno e cera, ma anche abbandonati su poltrone e sedie, sospesi in morbide sculture, distesi come belle addormentate, gli abiti sono i naufraghi di un museo misterioso, fragile e caduco. Nel giro di qualche mese esso scomparirà, vittima e testimone del tempo che passa. Speriamo possa rinascere in seguito in un altro luogo, tra le mura infedeli di un museo, negli spazi dimenticati di un edificio. Ponendo sempre interrogativi sul carattere fugace della moda ma anche sulla sua forza poetica, sposando, nomade, fondamenti sublimi e frontiere mobili, possa questo museo, incessantemente in via di definizione, diventare il più bello e il più giusto fra i musei della moda esistenti al mondo». Ed essere così ricordato in eterno.

Il Museo effimero della Moda
A cura di Olivier Saillard

Museo della Moda e del Costume, Palazzo Pitti, Firenze

14 giugno – 22 ottobre 2017

Orari: Tutti i giorni 9.00 – 18.00

Images courtesy of Salvatore La Spina, Firenze Musei Press Office
www.civita.it – @socialcivita

La Rinascente in mostra a Palazzo Reale

Text Angelo Ruggeri

 

Cento anni de La Rinascente. Cento anni di storia d’Italia, di evoluzione del costume, di emozioni, di stile, di cultura, di ricordi e d’innovazione, che si proiettano verso un futuro caratterizzato da grandi investimenti finalizzati a scrivere pagine senza dubbio indimenticabili. Il famoso department store milanese celebra i cento anni del suo nome, il quale fu ideato da Gabriele D’Annunzio su commissione del Senatore Borletti, che acquistò gli spazi allora Bocconi nel 1917, promuovendone la rinascita.

Per celebrare l’evento, il Comune di Milano, Palazzo Reale e i vertici de La Rinascente presentano la mostra LR100 – Rinascente. Stories of Innovation, che sarà visitabile presso lo storico palazzo milanese in piazza Duomo (nelle sale dell’Appartamento del Principe al piano nobile) fino al prossimo 24 settembre. Obiettivo dell’exhibition, il cui progetto scientifico è stato curato da Sandrina Bandera e Maria Canella e il cui concept è stato affidato allo studio OMA/AMO, sarà quello di mettere in luce come La Rinascente sia stata motore di modernità e innovazione, attraverso un percorso fatto di immagini, oggetti, eventi e persone che hanno segnato questi 100 anni di storia, raccontati attraverso le parole del professore Franco Amatori, uno dei massimi conoscitori del grande magazzino, in un catalogo edito da Skira, che ha ripercorso l’evoluzione del department store anche dal punto di vista finanziario.

Sin dalle sue origini, infatti, La Rinascente si caratterizzò come un vero e proprio laboratorio dove sperimentare le novità che provenivano dal resto d’Europa. Il modello di vendita innovativo, derivato dalle iniziali esperienze francesi, con la merce esposta negli scaffali a prezzo fisso, non solo fu la chiave di volta di un’economia moderna, ma produsse decisivi cambiamenti nella vita quotidiana della società, creando nuovi miti e archetipi nel gusto, rivoluzionando l’immagine femminile e maschile, e stimolando la nascita dei sistemi produttivi legati alla moda e al design, pilastri fondanti del Made In Italy.

Images courtesy of La Rinascente press office
www.rinascente.it – @larinascente