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Una giacca di Giorgio Armani

Text Carlo Mazzoni
@carlomazzoni

 

Una giacca è il titolo di un cortometraggio – è visibile sul sito di Armani Silos. Un film di dieci minuti che racconta un colloquio di assunzione per poter entrare nella redazione di un giornale, in un gioco di flashback e di ruoli. È il primo lavoro che esce da Armani / Laboratorio, la scuola di cinema dedicata alla ricerca di nuove maestranze nel settore. Per ogni disciplina, un artista come insegnante – Michele Placido alla Regia, Luca Bigazzi alla fotografia, il premio oscar Gabriella Pescucci ai costumi, e così discorrendo.

La storia di Una giacca rimanda a un capo di buon taglio. La pietra e la geometria degli edifici in Bergognone entrano in contrasto con il palazzo nobiliare di via Borgonuovo. L’alternanza di bianchi e neri enfatizza la luce lattea di una mattina invernale a Milano – le stesse sfumature dei tessuti morbidi e naturali, i colori della moda di Armani. Gli occhi di Lorenzo Richelmy.

A metà tempo, entra la voce di Ornella Vanoni. Ti accorgi che la storia di una giacca di Armani non è solo quella di una persona ambiziosa che vuole ottenere un posto di lavoro. È la storia di un lavoro che a Milano si trasmette nell’aria. Armani prese una giacca da uomo, ne ammorbidì le linee, i tagli, le cuciture. La giacca divenne liquida, poteva essere indossata da una donna. Armani continuò la destrutturazione, la giacca diventava una seconda pelle per chi l’avrebbe indossata.

Eternità, cantava la Vanoni: rappresentava l’essenza di una signora milanese che non avrebbe mai smesso di darsi da fare, di chiacchierare in un salotto, di cantare per via della Spiga, di amare chi le piaceva, di andare a letto con chi voleva. Con la stessa energia, gli artigiani furono spinti dai nuovi designer a sperimentare e perfezionare invenzioni ed evoluzioni. Si trattava del made in Italy.

Lungo i minuti di Una giacca, incontri le case popolari della geometria di periferia, una vecchia Fiat, un vestito rosso, la scarpa di Cenerentola raccolta scendendo le scale – il sogno del boom italiano. Ci sono le sigarette oggi spente, l’odore di un caffè versato, un’avance in bagno, gli specchi rococò, e la pioggia sull’asfalto, gli ombrelli e i capelli fradici. Il mondo e il modo di Milano.

Images courtesy of Press Office
armanisilos.com – @armanisilos