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art instagramer

Inst-art-interview: Camille Le Saulnier

Text Micol Arianna Beltramini

 

Nome: Camille Le Saulnier
IGer: Camissao
Vive a: Birmingham
Lavora in: Illustrazione, Graphic design
Filosofia: Continua a lavorare finché non senti che va bene

 

Qual è il tuo momento preferito del giorno, o dell’anno, e perché?
«Il mio momento preferito del giorno è dopo il tramonto, quando fuori è buio e puoi vedere il cielo notturno. Per quanto riguarda l’anno, direi intorno a Natale. Mi piace l’inverno e le feste sono sempre una bella occasione di passare il tempo con la tua famiglia e i tuoi amici».

Quali sono le tue ispirazioni visuali?
«Qualunque cosa mi faccia sognare».

La musica ha un impatto sulla tua arte? Quale?
«In parte sì, influenza il mio ritmo di lavoro e il mio livello di stress».

Tre cose della tua infanzia che ti hanno reso l’artista che sei adesso.
«Non è molto originale, ma… matite e carta, e vivere in campagna, suppongo».

Qual è il tuo stato d’animo preferito, e perché?
«La nostalgia. Adoro l’attimo in cui percepisco un odore, un immagine o un elemento che mi ricorda un momento bello della mia vita. Mi sento come se mi riportasse indietro un pezzettino di magia, dal passato al presente».

Hai una musa? Non necessariamente una persona.
«Non che mi venga in mente, no».

Qual è la tua paura più grande? La tua arte la rivela?
«Probabilmente di restare sola, sola nel senso di ‘l’ultima persona sulla Terra’. Gli umani sono esseri sociali, credo che chiunque impazzirebbe se restasse solo per il resto della sua vita senza poter interagire con nessuno. Non penso che la mia arte lo riveli, però. Lo fa?»

Tre fashion designer con cui ti piacerebbe lavorare.
«Mi sa che sto sparando alto, ma probabilmente Lela Rose, Elie Saab, e Olivier Rousteing».

Social network: cose che ami, cose che odi.
«Adoro il senso di vicinanza e di interazione con la gente, è bello ricevere i loro feedback e chattare in un’atmosfera rilassata. Odio l’inevitabile spam, la gente che ti contatta per chiederti se vuoi comparare spazi pubblicitari o follower, o di seguire il loro profilo. Diventa seccante e ipocrita».

Images courtesy of the artist

Art-interview: Mark Conlan

Text Micol Arianna Beltramini

 

Nome: Mark Conlan
IGer: markconlan
Vive a: Melbourne
Lavora in: Illustrazione, Pubblicità
Filosofia: Vai oltre le direttive che ti danno

 

Qual è il tuo momento preferito del giorno, o dell’anno, e perché?
«Il mio momento preferito del giorno è il mattino. Faccio i miei esercizi, mi siedo con una tazza di caffè in mano e preparo il mio piano creativo per la giornata. È un momento molto eccitante – pianificare e intraprendere il quotidiano viaggio concettuale e ispirazionale attraverso i miei vari progetti».

Quali sono le tue ispirazioni visuali?
«Sono ispirato da così tante cose che mi circondano. Se non è una nuova palette di colori è un’illustrazione di qualcuno che ammiro, il tempo meteorologico o un brano musicale che ascolto».

La musica ha un impatto sulla tua arte? Quale?
«Ha decisamente un impatto, anche solo per il fatto che definisce il mio umore. Che un pezzo mi abbia reso allegro o triste, si vedrà nell’illustrazione a cui sto lavorando. In più la musica aiuta così tanto a intraprendere questo tipo di viaggio visuale».

Tre cose della tua infanzia che ti hanno reso l’artista che sei adesso.
«L’incoraggiamento, il fatto che tutti mi abbiano sempre fatto regali artistici, e l’amore».

Qual è il tuo stato d’animo preferito, e perché?
«La felicità ovviamente, è contagiosa e rende il mondo un posto decisamente migliore».

Hai una musa? Non necessariamente una persona.
«Credo che la mia musa sia tutto quello che mi circonda. La mia musa è l’ispirazione. La passione che metto in quello che faccio e il modo in cui mi applico per farlo meglio che posso».

Qual è la tua paura più grande? La tua arte la rivela?
«Perdere le persone a me vicine, probabilmente. Credo che questo sia connesso al mio lavoro. Spesso riflette amore, senso di appartenenza e connessione umana».

Tre fashion designer con cui ti piacerebbe lavorare.
«Non la sento come una domanda che ha molto a che fare con me…»

Social network: cose che ami, cose che odi.
«
Mi piace il senso di comunità che trasmettono. Il modo in cui possiamo condividere il nostro lavoro, così ognuno può goderselo come gli pare. Non mi piace il lato oscuro, chi ruba regolarmente i contenuti di altri e il troppo tempo che portano via alle nostre vite».

Images courtesy of the artist