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The Fashionable Lampoon
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beauty

Dear Dahlia

Dear Dahlia PVC Pouch
Dear Dahlia Lip Paradise Intense Satin 806 Ruby
Dear Dahlia Paradise Dual Palette Coco Delight
Dear Dahlia Paradise Dual Palette Peach Champagne
Dear Dahlia Skin Paradise Blooming Cushion Foundation Natural Beige No2

Dear Dahlia, brand coreano di make up nato nel 2017 dall’intuizione di Park Ray, è stato ispirato dall’incantevole storia del fiore di Dalia, il preferito dell’imperatrice Josephine, moglie di Napoleone che, colpita dalla bellezza di questa pianta, comandò che le dalie potessero essere coltivate solo nei giardini reali.  “Trend Conscious Brand” dalle alte performance e prestazioni ottenute da ingredienti sicuri, naturali e vegani come l’estratto del fiore di dalia, propone per il Natale un kit con i beauty essentials per le feste.

Una clutch in PVC da personalizzare in base alle nuances preferite, che contiene: Lip Paradise Intense Satin, il rossetto dal finish super brillante e dalla tenuta long lasting che combina ingredienti naturali e vegetali alle proprietà dell’estratto di fiore di Dalia, naturalmente nutriente. La base, vegana, è stata creata con crusca di riso che assicura una lunga tenuta con una sola passata. Skin Paradise Blooming Cushion Foundation, fondotinta cushion idratante dal finish semi matte. A base di ingredienti naturali, con filtri minerali SPF 35 PA+++, garantisce un’alta copertura senza occludere i pori. Paradise Dual Palette: palette multi purpose lip, cheeck & eyes altamente pigmentate, sono adatte ad essere mixate per creare look differenti.

Toxic Beauty

Igor Skaletsky
Igor Skaletsky
Igor Skaletsky
Igor Skaletsky
Igor Skaletsky
Igor Skaletsky
Igor Skaletsky

Text Anna Maria Giano
@annaholic_giano93

 

Vieni dal cielo profondo o esci dall’abisso,
Bellezza? Il tuo sguardo, divino e infernale,
dispensa alla rinfusa il sollievo e il crimine

Hymne à la Beauté, Charles Baudeaire, I Fiori del Male, 1857

Charles Baudelaire pareva aver sondato l’imperscrutabilità della bellezza e della sua essenza. Non può esservi un’unica natura dietro la beauté – non solo ciò che è giusto e moralmente accettabile può essere definito ‘bello’. Etica ed estetica, allitterazione che suona bene ma che non ha altrettanta affinità concettuale, non sono due facce della stessa medaglia, al contrario, l’etica in quanto tale ha ben poco a che fare con tondi in oro zecchino, mentre l’estetica è un monile antico rivestito di pietre preziose.

L’evoluzione storico-sociale del concetto di bello ha visto snodarsi in concomitanza due realtà parallele e opposte: la Golden Age Elisabettiana fatta di belletti e volti porcellanati aveva il sentore della biacca bianca, sostanza tossica ad alto contenuto di carbonato di piombo; lo sfarzo di Luigi XIV era accompagnato dal tanfo e dalla scarsa igiene – e i francesi decantano l’invenzione del bidet. Il lusso pare porsi come la buccia cerata di una mela dall’interno marcescente. Lo sanno bene le donne, che dai tempi del Pomo della Discordia e dal peccato di Eva, mordono mele scatenando l’ira dell’ordine cosmico, che mal sopporta il desiderio di potere femminile.

Capostipite di questa dinastia di belle e dannate è Cleopatra, regina d’Egitto, che nel suo sangue racchiude il veleno dell’incesto tolemaico mescolato all’oro liquido del Nilo baciato dal sole. Ha fatto inginocchiare Giulio Cesare là dove gli eserciti avevano fallito. La cura del corpo, quasi maniacale, tra bagni immersi in latte d’asina e macabri rituali di skincare antidiluviana. Alla base delle sue labbra color mattone c’erano i resti di insetti, come formiche rosse e coleotteri carminio. Pestati come vittime sacrificali da ancelle ricoperte di veli color smeraldo, gli immolati all’altare del make-up creavano un belletto dall’allure regale, e consegnati con inchini cerimoniosi alla déesse Hathor. Questa foga insetticida che nell’era del Rouge Coco di Chanel fa rizzare i capelli, si è pian piano evoluta, sfociando in pratiche al limite del sadismo.

Sfatiamo il falso mito secondo cui la ferocia e minuzia patologica da serial killer sia una prerogativa maschile. La contessa ungherese Erzsébet Báthory, vissuta in un anti-rinascimento oscurantista nelle corti slovacche, inizia la stirpe delle forever young oggi capeggiata da Madonna, che almeno però non uccide nessuno per un lifting facciale. Pare infatti che la contessa Erzsébet avesse trovato un miracoloso rimedio anti-age nel sangue delle vergini – più economico di un siero di Prairie. Appese al soffitto accanto ai crocifissi e alle icone bizantine, queste fanciulle, proseguendo l’immaginario simbolista e baudeleriano, stillavano gocce cremisi che cadevano sulla fronte della martire, che le accoglieva come una benedizione pentecostale, a mani spiegate, a metà strada tra la beatificazione e l’esultazione alla Freddie Mercury. Secondo quanto ritrovato nel suo diario, le vittime sarebbero state ben 650 – noblesse oblige, non ci si può preoccupare della moralità quando in gioco c’è una pelle senza rughe.

Si può condannare, resuscitare la Santa Inquisizione dandole il volto di una Fashion Police con una Joan Rivers recidiva che veste i panni di Torquemada, e bruciare queste streghe – per pietà, sostituendo paglia e liquidi incendiari con tartan e gocce di J’Adore –, ma la cosa non cambia. La bellezza, al pari e forse più dell’amore, è l’unica cosa che muove le mani dell’uomo, spingendole ad accarezzare la triplice testa di Cerbero e bussare alle porte dell’Inferno. Chi di noi non imiterebbe Dorian Gray vendendo l’anima a non si sa quale demonio per restare giovane per sempre? Che poi, può una forza che preserva beltade e gioventù essere definita maligna?

La corona di spine si avvale di un’altra rosa, incipriata e con gocce di rugiada memori del neo finto di Marylin Monroe. È quella di Marie Antoinette, regina franco-austriaca e nota amante delle brioche – che la contemporaneità ha tramutato in macarons di Ladurée. Immagine di frivolezza da fashion addict, Marie Antoinette seguiva la dieta del digiuno, piluccando come un uccellino briciole di meringhe e inanellandosi le dita con lamponi freschi per avere un vitino stretto. L’unico ricettario cui faceva riferimento era quello tramandatole dalla madre, con ricette di bellezze a base del cugino sfortunato di tortore e colombe: il piccione. Carcasse di questo volatile erano lasciate a macerare in un intruglio di aceto, limone e spezie varie per venti giorni, producendo un liquido alchemico dal potere sbiancante – chissà cosa sarebbe successo se avesse potuto conoscere lo Chanteclair, tanto tra galli e piccioni è la stessa solfa.

Interroghiamoci su quanto saremmo disposti a fare se non avessimo più acqua micellare e creme idratanti infuse di madreperla. Saremmo davvero così schizzinosi davanti a pratiche un tempo d’avanguardia? Ascolteremmo il brusio del Grillo parlante echeggiare dai recessi della nostra anima una volta giunti in prossimità della dannazione, o lo lasceremmo sfregolare fra le fiamme per realizzare un kajal dalle sue ceneri?

Fenty Chill Owt

Fenty Beauty Chill Owt Collection
Fenty Beauty Chill Owt Collection
Fenty Beauty Chill Owt Collection
Fenty Beauty Chill Owt Collection
Fenty Beauty Chill Owt Collection
Fenty Beauty Chill Owt Collection
Fenty Beauty Chill Owt Collection
Fenty Beauty Chill Owt Collection
Fenty Beauty Chill Owt Collection

Fenty Beauty by Rihanna presenta una nuova Christmas capsule collection . Chill Owt è una linea in edizione limitata che richiama i toni freddi e glaciali della sfera cromatica invernale, e comprende una gamma di prodotti dal finish satinato. I rossetti sono metallizzati, gli ombretti hanno un effetto shimmer che riprende la brillantezza del ghiaccio, mentre il pom pom con polvere illuminante è pensato per donare un tocco di luce anche al corpo.

 

#MYEVENBETTER

E’ partita ieri la Campagna #MYEVENBETTER, a supporto di Even Better Foundation, il fondotinta di Clinique. Per la campagna, Clinique ha scelto persone vere, quelle che incrociamo per strada, che vediamo in metropolitana o sul tram, quelle che vanno a prendere i propri figli a scuola e la sera corrono al supermercato a fare la spesa. 24 persone sono così diventate protagoniste di un video e di un foto shooting: i temi principali che il brand ha deciso di raccontare attraverso il progetto sono quelli dell’efficacia e della purezza, colonne portanti di Clinique da sempre, con l’allargamento della gamma di tonalità – per un concetto di inclusività sempre più vero e più forte di anno in anno.

 

clinique.com

Burberry – Her

La campagna vede protagonista l’attrice e modella britannica Cara Delevigne, che incarna lo spirito energetico di una londinese. Fotografata da Juergen Teller, Cara viene immortalata in una serie di scatti spontanei a Londra, la sua città natale. Cara ha inciso la sua versione di ‘Maybe it’s because I’m a Londoner’, una canzone dedicata alla città che ama, diventata colonna sonora di accompagnamento della campagna. Her Eau de Parfum è una fragranza vivace, fruttata e floreale creata dal maestro profumiere Francis Kurkdjian. L’esordio della fragranza è un’esplosione di note succose di bacche e frutti di bosco, note floreali di gelsomino e violetta nel cuore e una base di note secche di ambra e muschio.

«Quello che adoro di Londra è l’atteggiamento diretto della gente, che non ha paura di dire ciò che pensa. Questo è il posto in cui le persone cambiano le cose.» 

– Cara Delevingne

 

burberry.com

Asos per Crayola

Text Lampooners

Asos ha realizzato in collaborazione con Crayola una gamma esclusiva di cosmetici. Novantacinque tonalità di matite per occhi e labbra, illuminanti e palette. Novantacinque colori originali, realizzati con ingredienti vegani e sostenibili, in vendita su Asos.com a partire da Giugno.

 

Asos.com

Courtesy Press Office

asos.com – @asos

YSL Beauty – Nuova gamma per occhi

Text Lampooners

Yves Saint Laurent Beauté presenta la nuova gamma beauty, una collezione che potenzia lo sguardo, proponendo in prima linea la Couture Brow Slim, la matita per sopracciglia automatica che non necessita del temperino e che permette di creare tratti precisi, dall’effetto naturale. Disponibile in cinque tonalità, grazie alla sua azione a lunga tenuta e waterproof, le sopracciglia mantengono una definizione perfetta a lungo, senza bisogno di ritocchi. Per delle ciglia doppiamente curve, presenta invece il Mascara Volume Effect Faux Cils The Curler, composto da due lati diversi: il primo volumizzante e il secondo incurvante. Il nuovo Mascara Volume Effect Faux Cils Flash Primer scivola sulle ciglia creando lunghezza e volume e, applicato sulle ciglia come base, rende più duraturo il risultato di ogni mascara YSL. L’ombretto diventa liquido, effetto opaco e dal colore intenso, con i nuovi Full Matte Shadow. La collezione è disponibile in anteprima da Sephora da metà maggio 2018 e da giugno in tutti i punti vendita.

 

yslbeautyus.com

Courtesy Press Office

yslbeautyus.com – @yslbeauty 

Wake up, it’s spring

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Izia 1 – Sisley Beauty Wall performed by @LuciaMCurzi – pick your favorite Illustration and like it on Lampoon Instagram

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Izia 2 – Sisley Beauty Wall performed by PatriziaCalegari – pick your favorite Illustration and like it on Lampoon Instagram

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Izia 3 – Sisley Beauty Wall performed by @andrearubele – pick your favorite Illustration and like it on Lampoon Instagram

Testo Paola Corazza

 

Izia, la nuova fragranza Sisley, nasce da un ricordo d’infanzia di Isabelle d’Ornano, fondatrice, nel 1976, insieme al marito Hubert, della casa Sisley. Per celebrare il nuovo nato, Sisley ha ideato un muro, che non divide ma unisce: il Sisley Beauty Wall raccoglie i pensieri, i ricordi e tutto ciò che Izia riporta alla memoria. Un muro, si dice, è fatto per scriverci su: accoglie messaggi, disegni, scarabocchi, ricordi.

La memoria, si diceva: Isabelle d’Ornano ricorda la fragranza di una rosa particolare e senza nome, che fioriva solo ai primi di maggio in un roseto, in un luogo lontano, il castello di Łańcut, in Polonia. Quella stessa rosa che Isabelle porta, quindici anni fa, nel giardino della sua casa a Berry, nella valle della Loira, e che ama raccogliere in bouquet avvolti nella carta da giornale per portarle a Parigi. Isabelle osserva la sua rosa, la rosa d’Ornano, appassire, e immagina di rievocare quello stesso profumo, di riuscire a ‘catturarlo’ prima che svanisca per sempre. Ci riesce, con l’aiuto del ‘naso’ Amandine Clerc-Marie, fra i più importanti di Francia. Nasce il nuovo jus di Sisley, Izia, il diminutivo, in polacco, di Isabelle.

La composizione della nuova fragranza, sensuale e femminile, è sulla rosa. Sono presenti note di testa luminose e sofisticate come il bergamotto di Calabria e il pepe rosa, tocchi di fresia e di tè, e una base calda e legnosa, ammorbidita dai muschi.

Se questa storia che sembra una fiaba parte da un ricordo, il Sisley Beauty Wall è un luogo su tutti possono lasciarsi ispirare e lasciare un segno, virtuale, attraverso un post sui propri canali social usando gli hashtag #Sisleyparisitalia, #BeautyWall.

Sisley Beauty Wall

Wake up, it’s spring – take a flower and back to sleep, #Google says. We want to introduce #Izia, the new perfume by #Sisley on the first (actually, second this year) day of #Spring. 

Find more on Lampoon Instagram and on Sisley-Paris.com about a #BeautyWall using the hashtag #SisleyParisItalia.

All your posts will appear listed with us and #SisleyItalia. #Izia the new fragance by #SisleyItalia, conceived from a childhood memory by Isabelle d’Ornano #IziaStory.

Photography by Alexander Beckoven in The Fashionable Lampoon.

 
Special thanks for the Illustrations to Lucia Emanuela Curzi, Patrizia Calegari and Andrea Rubele.
 

Rose d’antan

Testo Paola Corazza

 

Parigi, 1961: la storia di diptyque inizia qui. Tre amici artisti, accomunati dalla stessa passione creativa, Christiane Gautrot, Desmond Knox-Leet e Yves Coueslant, aprono una boutique al 34 di Boulevard Saint-Germain dove espongono e vendono gli oggetti scovati nei loro viaggi in giro per il mondo: mobili, tessuti, fragranze importate dall’Inghilterra. Christiane e Desmond – un passato da creatori di carte da parati e tessuti per Liberty, sono la mente creativa del progetto, Yves si occupa della parte commerciale. Nel 1963 mettono in vendita le prime candele profumate, ancora oggi prodotto iconico, e nel 1968, mentre Parigi è attraversata dai nuovi fermenti rivoluzionari, lanciano la prima fragranza Diptyque e la chiamano L’Eau.

Oggi diptyque ha scelto di collaborare con un altro gruppo di amici: sono tre, sono giovani e spinti dall’entusiasmo per il loro mestiere, il restauro di carte da parati e decori murali. I tre, Julie Stordiau, Vincent Farelly e Jean-Baptiste Martin, si sono infatti associati in un atelier per far rinascere l’uso della carta xilografata, o domino, e scelgono di chiamarsi A Paris chez Antoinette Poisson, da Jeanne-Antoinette Poisson, marchesa di Pompadour e mecenate. La carta decorativa, creata con matrici di legno e colorata a mano, veniva utilizzata nel diciottesimo secolo per rivestire libri, cofanetti o pareti, e oggi i tre ragazzi fanno rivivere con maestria quest’arte, nel rispetto del savoir-faire tradizionale.

diptyque ha riconosciuto nel terzetto lo stesso spirito dei propri fondatori e ha chiesto loro di illustrare con due disegni esclusivi – un motivo floreale e luminoso in cui dominano toni delicati di verde e rosa, l’altro grafico e più sobrio – la fragranza Eau Rose e la speciale collezione in edizione limitata Rosa Mundi, dedicata a San Valentino.

La collezione Eau Rose comprende l’Eau de Toilette il cui cuore è composto dalle più belle rose della profumeria, la rosa di Damasco e la rosa di maggio – accanto alla versione roll-on, alla crema mani e al profumo solido.

Rosa Mundi, invece, include l’Eau Dominotée multi-uso, la bougie parfumée in due diversi formati, il ciottolo profumato in porcellana. La freschezza della rosa, trasferita sulla carta grazie ai motivi botanical, non veste solo flaconi e candele ma porta anche in casa un’art de vivre raffinata grazie ad articoli come i fogli profumati per foderare i cassetti, la carta domino, nel formato 330x420mm, che può essere incorniciata o usata per rivestire libri o tappezzare una parete. Infine, busta e cartoncino, stampati in bianco e nero, per inviare messaggi d’amore traboccanti di rose.

Images courtesy of press office
www.diptyqueparis.eu

Madeleine

Testo Silvia Novelli
@silvianovelli

 

Nel 1913, Proust scrisse Dalla Parte di Swann – primo volume di Alla ricerca del tempo perduto – e il suo nome si legò a doppio filo all’idea di ‘memoria olfattiva’, tanto da caratterizzare la sindrome secondo la quale «gli odori sono in grado di richiamare alla memoria episodi autobiografici in modo vivido, dettagliato ed emotivamente connotato»: la sindrome di Proust, appunto. (Fortuna che Dalla parte di Swann ebbe tre stesure, altrimenti la metafora della madeleine – tra le più famose del Novecento – da cui tutto è partito avrebbe avuto la consistenza molto meno soffice del pain grillé, il pane tostato che lo scrittore francese aveva citato nella prima versione della sua opera).

Veniamo ai giorni nostri: per Paride Vitale – abruzzese di Pescasseroli, comunicatore e stratega degli eventi a Milano – la madeleine è «il profumo della terra bagnata dei boschi di faggio, che sale sollevata dagli zoccoli del cavallo con cui andavo a passeggio quando ero piccolo». La memoria olfattiva nell’essere umano è la più forte e persistente: «Se chiudo gli occhi e penso alla mia infanzia più che ricordi sento profumi», spiega Paride. Questi profumi – della sua infanzia, della sua terra – Paride e il socio Ugo Maria Morosi li hanno condensati in PARCO1923, fragranza che «nasce tra i boschi antichi di un’area protetta, dove la natura è popolata da piante uniche al mondo», il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, inaugurato nel 1923 e il cui emblema, come quello del marchio, è l’orso bruno marsicano. PARCO1923 – le cui essenze sono state testate dai guardiani del parco e da botanici locali, in un raffinato lavoro di ricerca durato due anni – «è nato da un’idea del mio socio Ugo Maria Morosi, che trovai subito geniale»spiega Paride, che paragona l’Abruzzo a un profumo «discreto ma pieno di energia, modesto ma con carattere. Come diceva Primo Levi l’Abruzzo è forte e gentile. È una regione che meriterebbe molta più notorietà e spero che PARCO1923 possa essere un veicolo olfattivo della nobiltà e bellezza di queste terre».  Il profumo è per Paride «un modo di rappresentare se stessi, più forte di una stretta di mano e significativo quanto un sorriso. Mi diverte sentire il profumo delle persone appena conosciute perché ne immagino il carattere. I miei preferiti sono Molecules perché esalta semplicemente quello che sei e Eau d’Orange Verte di Hermès, che ha anche la bottiglia più bella che conosco».

Tanti i progetti per PARCO 1923: «Vorrei avere quarantotto ore al giorno per velocizzare tutte le idee che io e Ugo abbiamo. Dopo la candela appena lanciata e in vendita in esclusiva su Luisa Via Roma sicuramente arriveranno una linea bagno e una nuova fragranza»Tutti i proventi del progetto serviranno a valorizzare il territorio abruzzese, a creare posti di lavoro e «a portare nel mondo l’immagine di questo Parco tra i più antichi d’Europa».

Text Silvia Novelli
@silvianovelli

 

In 1913 Proust wrote Swann’s Way – the first volume of In search of lost time – and thus his name became eternally tied with a double knot to the idea of the ‘olfactive memory’, characterizing the syndrome according to which «smells can vividly bring to one’s memory autobiographic episodes, full of details and emotional connotations». This is the Proust syndrome. Fortunately, Swann’s Way was re-written three times, otherwise the metaphor of the madeleine – among the most famous in the 1900s – from which everything began would have had a much rougher texture than pain grillè, the toasted bread which the author cited in the first version of his work).

But let’s get back to our times. To Paride Vitale – Milanese communicator and event strategist originally from Pescasseroli, a town in Abruzzo – the madeleine is «full of the smell of moist earth in a beech forest, which rises under the hooves of a horse which he rode when he was a child». A human being’s olfactive memory is incredibly strong and persistent: «If I close my eyes and think about my childhood, smells come to mind more than any other memories», Paride explains. It is these smells – of childhood, of his land – that Paride and his business partner Ugo Maria Morosi concentrated in PARCO1923, a fragrance that is born «from the midst of ancient woods of a protected area where nature is populated with completely unique plant life», the National park of Abruzzo, Lazio and Molise, established in 1923. Its emblem, like the fragrance’s, is a Marsican brown bear. PARCO1923the essences of which have been tested by park keepers and local botanists in a refined two-year project – «was born from an idea that came to my business partner Ugo Maria Morosi, and I immediately found it brilliant» explains Paride, who compares Abruzzo to a perfume that is «discreet, but full of energy; modest, but with a strong character. As Primo Levi said, Abruzzo is precisely that – strong and gentle. It’s a region that should be noticed more often and I hope that PARCO1923 can be an olfactive way of showing the nobility and beauty of this land». For Paride perfume «is a way of representing oneself which is much stronger than a handshake and just as meaningful as a smile. It’s fun to smell a person’s perfume when you first meet them, because you can imagine their character. My favourites are Molecules because it simply brings out who you are and Eau d’Orange Verte by Hermès, which coincidentally has the most beautiful bottle I can think of».

PARCO1923 has many projects on the way: «I’d like forty eight hours a day to set in motion all the ideas Ugo and I have in mind. Following the launch of the candle on sale exclusively on Luisa Via Roma, we will surely come up with a bath line as well as a new fragrance». All of the proceeds from the project will serve to promote the Abruzzo territory, to create work for the local people and to «show the world the image of this Park, one of the oldest in Europe».

Images courtesy of press office
www.parco1923.com

A reading lady

Testo Chiara Gheller

 

Una donna del Ventesimo secolo, una donna guardata da tutti, la moglie di un uomo vestito in maniera impeccabile – o forse la sua amante. Una donna il cui fascino trasuda dalla pelle, dai capelli, dai bracciali d’oro sulle sue braccia – un fascino orientale – una donna che legge poesie di Baudelaire, mentre noi parliamo di lei. Una donna che lascia ricordi indecenti – E altri corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno l’espansione propria alle infinite cose, come l’incenso, l’ambra, il muschio, il benzoino, e cantano dei sensi e dell’anima i lunghi rapimenti – Le Fleurs Du Mal, Charles Baudelaire.

Creato nel 2010 per Editions de Parfums Frédéric Malle e firmato dal naso Dominique Ropion, Portrait of a Lady è il profumo di questa donna. Malle desiderava una fragranza che fosse la controparte femminile di Géranium pour Monsieur, un’eau de toilette dai sentori di spezie esotiche. Ropion ne ha ripreso le note orientali, costruendo una base di muschio, ambroxan, incenso e benzoino – pensava a una donna che legge Baudelaire – e poi sandalo e patchouli. Nel cuore, essenza di rosa e assoluta di rosa aggiunte in dosi senza precedenti, aggiunte in dosi oscene: il dieci per cento, laddove gli altri profumi ne contengono al massimo lo 0,1. Rose turche distillate in alambicchi di rame, sostenute da un tocco acidulo di frutti di bosco.

I suoi creatori hanno deciso di declinarlo in un’intera linea cosmetica. Dopo il Burro per il Corpo lanciato poco dopo l’uscita della fragranza, la nuova Crema Doccia trasforma il bagno in un rituale, il profumo in un’emulsione lavante da sciogliere in acqua. L’Olio per il Corpo e i Capelli fonde gli accordi del jus in una miscela di oli di albicocca, jojoba e primula notturna.

Un profumo così inscindibile dall’essenza della donna che lo porta non poteva non seguirla anche in viaggio. Per questa nuova visione di un profumo viaggiante, Malle si è rivolto a Valextra, marchio di valigeria fondato a Milano nel 1937. Indispensabile alla musa che ha ispirato Portrait of a Lady, ma compatibile con tutte le fragranze Frédéric Malle, una collezione di astucci porta-flacone restituisce il piacere di viaggiare accompagnati dal proprio profumo – il piacere di riscoprirlo, all’arrivo, protetto da un cofanetto in pelle di vitello granulato, rifinito a mano, il bordo nero laccato tipico di Valextra, la fodera in nylon. L’ultimo accessorio di una donna che legge Baudelaire, soprattutto quando è in viaggio.

Text Chiara Gheller

 

A twentieth century woman. A woman that everybody looks at, the wife of an impeccably dressed man. Or perhaps his lover. A woman who oozes charm through her skin, the hair, the gold bracelets around her arms – there is an Oriental allure to her – a woman who reads Baudelaire’s poems as we talk about her. A woman who leaves behind risqué memories in your mind – And others rich, corrupt, triumphant, full, expanding as infinity expands: benzoin or musk or amber that incenses, hymning the ecstasy of soul and senses – Flowers of Evil, Charles Baudelaire (translation by Jacques LeClercq).

Created in 2010 for Editions de Parfums Frédéric Malle and composed by perfumer Dominique Ropion, Portrait of a Lady is the scent worn by such woman. Malle wanted a perfume that acted as the female counterpart of Géranium pour Monsieur, an eau de toilette characterized by exotic notes. Ropion tapped into those Oriental notes to then compose a musk, ambroxan, incense and benzoin base – he was thinking about a woman who reads Baudelaire – with accord of sandalwood and patchouli. The star of the heart notes is the strongest ever – ‘scandalously’ unprecedented – dosage of rose essence and rose absolute : ten percent compared to a maximum of 0.1 percent contained in other perfumes. Turkish roses distilled in copper stills lifted by a slight hint of sour berries.

Its creators decided to expand the fragrance developing an entire cosmetic line around it. Following the Body Butter, which was launched soon after the perfume, the latest addition of a Shower Cream transforms your shower into a beauty ritual and the scent into a decadent emulsion for your skin. The Hair and Body Oil marries the perfume’s accord with a blend of oils: apricot kernels, evening primrose and jojoba.

A fragrance that is so integral to the essence of the woman that wears it that she cannot but take it with her while travelling. In creating the vision of a travelling perfume, Malle turned to Valextra, a luxury bags and luggage company set up in Milan in 1937. A necessary item to the muse who inspired Portrait of a Lady but compatible with all the Frédéric Malle fragrances, a collection of leather perfume cases allows the pleasure of travelling accompanied by your favourite scent; the pleasure of ridiscovering it upon arriving at a new destination, protected inside a hand-finished case made in grain calf leather complete with Valextra’s signature black lacquered piping and with a nylon lining. The last piece of accessory of a woman who reads Baudelaire. Especially while travelling.

Images courtesy of press office
www.fredericmalle.com

Cover image painting by Richard S. Johnson (source: Pinterest)

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