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The Fashionable Lampoon
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bjork

Torna Björk

BJÖRK - HOMOGENIC, 1997
BJÖRK - PHOTOGRAPHY JESSE KANDA
BJÖRK - UTOPIA, 2017
BJÖRK - UTOPIA, 2017
BJÖRK - UTOPIA, 2017
BJÖRK - VULNICURA
BJÖRK - PHOTOGRAPHY SANTIAGO FELIPE
BJÖRK
BJÖRK
BJÖRK - VULNICURA
BJÖRK - PHOTOGRAPHY SANTIAGO FELIPE
BJÖRK - FROM THE VIDEO THE GATE
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Text Jacopo Bedussi

 

Torna Björk, questa volta anche grazie ad Alessandro Michele, che le dedica una sala espositivo-performativa nel nuovo Gucci Garden, dominata dall’abito indossato nel video di The Gate e ispirato all’Angelo Barocco di Roberto Capucci, maestro della moda del Novecento. Uno scienziato del colore come forse solo Josef Albers e manipolatore di volumi, rifrazioni e simmetrie ai limiti del surreale. Frank Gehry dell’abito a cui il fashion system deve riconoscimenti.

Uno spunto per rivedere l’evoluzione di Björk come influencer ante-litteram, non mainstream, ma con un target laterale, attento, cullato in un bozzolo di neve e foglie secche, conchiglie catarifrangenti, nenie industriali e sguardi beffardi. Per niente facile, teenager poco allineata, nasce post-punk e arriva alla couture. Quando, nei primi anni Ottanta, si esibisce con le sue band post-punk, è un mix di geek e rebel youth nordica, vitalismo musicale e innocenza infantile. Con le Sugarcubes porta in scena un nichilismo etereo, cotonature shoegaze e dream pop. Gli anni Novanta sono il suo palco migliore, il decennio in cui affina lo status di icona dei ghiacci per una generazione attenta alle avanguardie e alle contaminazioni artistiche e tecnologiche e per un mondo LGBT che rimette insieme i pezzi e l’immaginario dopo la strage dell’Aids.

Nell’edonismo colto e mai glamour di Bjork si incontrano minimalismo e joie de vivre. Consapevolezza del contemporaneo e analisi anche della parte tragica, senza abbandonarsi al melodramma. È in questo clima che il suo stile diventa il mix di esotismo e grafica, che nascono le copertine di Post (‘95) e Homogenic (‘97) e la fascinazione per il digitale, al tempo universo in espansione e fonte di entusiasmo maniacale. Sono gli anni della relazione con Matthew Barney, star dell’arte contemporanea e creatore di mondi perfettamente in bilico tra lo charme e l’orrore. Nel 2001 l’abito a cigno del designer macedone Marjan Pejoski segna la fine di un decennio flamboyant con una capacità di sintesi perfetta di ciò che l’artista aveva fatto fino a quel momento, e trasformando quell’outfit in una sorta di santino. Se ne parlerà ovunque, tra classifiche, amori, odi, parodie, tanto da guadagnarsi proprio «l’abito a cigno di Björk» una pagina tutta per sé su Wikipedia. Intervistata sull’argomento Björk risponde «È soltanto un abito».

Quel che viene dopo è meno estetica e più musica, forse anche più famiglia e affetti, senza comunque abbandonare una personalità costruita con minuzia. Ogni tanto si affaccia e spariglia le carte, come anche stavolta: eterno ritorno della Bowie artica.

Tappi Tíkarrass – London, 28th August, youtube.com

#C2CMLN

Testo Mattia Conti

@mattiac0nti

 

Per il terzo anno consecutivo il Festival internazionale di avant-pop sarà nel capoluogo lombardo, in occasione di Miart e a pochi giorni dalla Design Week.

E l’uomo creò il suono: questa la genesi della musica elettronica.

Sintetizzatori e software, l’accelerare dei beat, l’elettronica si afferma come genere negli Anni Settanta. Nasce come momento di creazione e valorizzazione del suono sintetico, prodotto con gli ultimi strumenti a disposizione – tra cui i microprocessori. Nei primi Anni Ottanta l’elettronica deforma il pop e ne viene deformata, esplode in orgasmi che la spingono allo stremo, partorisce l’house e la techno che trasformano il volto della musica da club americana. Dall’America l’onda raggiunge l’Europa, si ibrida e incattivisce dando vita all’acid house, al jungle, al drum’n’bass, humus per lo sviluppo dei rave e dell’hardcore. Il ritmo si fa evento, ricerca e creazione, scarica adrenalina in tutti i generi fondando la dance e toccando anche il rock. Dagli anni duemila tutto sembra essere stato sperimentato e ha vita l’era della ricostruzione, la riapertura ai vecchi generi con forme di sperimentazione che si spingono sempre oltre. L’elettronica ha plasmato decenni di immaginari agli antipodi, ha influito su mode e correnti: il passato diventa strumento per rileggere e spiazzare il futuro. Club To Club è il Festival che punta lo sguardo sulla musica elettronica che deve ancora venire. Club To Club avrà luogo giovedì 30 marzo a Milano in una location d’eccezione: il Gucci Hub, nuovo quartier generale di Gucci, aperto al pubblico per la prima volta in occasione dell’evento. Gli artisti in lineup sono tra i protagonisti assoluti della scena elettronica contemporanea: il musicista, producer e cantante venezuelano Arca, già collaboratore di Kanye West, Björk ed FKA twigs, che ha recentemente annunciato un nuovo album omonimo su XL Recordings, coadiuvato dai visual di Jesse Kanda, che da sempre lo affianca con la sua idea di bellezza, nella loro unica data italiana; Amnesia Scanner, il duo berlinese di casa Young Turks, Xperience Designers campionatori e destrutturatori del suono; il britannico Gaika, con i suoi pezzi dal respiro gotico; la selezione di Toxe, tra le producer del collettivo post-genre Staycore, una delle promesse sulla scena dell’elettronica internazionale. Club To Club nasce nel 2001 a Torino e, giunto alla sua diciassettesima edizione, può ben dirsi il più importante festival italiano di musica elettronica, perfettamente in grado di competere con i maggiori festival europei. Alla ricerca dell’equilibrio perfetto tra avanguardia e pop, le performance di Club to Club propongono una sinestesia determinata a avvolgere e sconvolgere, momenti di arte e musica risucchiati nella vertigine di un campionamento.

La sedicesima edizione torinese ha visto la partecipazione di quarantacinquemila persone, più di cinquanta artisti provenienti da tutto il mondo per ben quaranta ore complessive oltre le frontiere del suono. Accelerazionismo, fumogeni spezzati dalla luce, un incalzare di ritmo, la formula del successo di Club To Club è l’avere gli occhi e le orecchie puntati sul domani. Per il terzo anno di fila il festival itinerante passerà anche da Milano, dove sarà ospitato proprio a ‘casa Gucci’. Il Gucci Hub, con il suo sapore anni Venti, è la cornice perfetta per l’evento. Nato dal restauro della ex fabbrica aeronautica Caproni, la nuova sede Gucci si configura come uno spazio di scambio culturale e apre per la prima volta le porte al pubblico proprio in occasione di questa esplosione di suoni del futuro. Proprio qui verrà svelato il tema del C2C 2017, fil rouge delle performance torinesi di quest’anno. Italian New Wave, The Trojan Horse, Twins sono solo alcuni dei temi degli anni precedenti ma la costante resta la ricerca della varietà che permette a Club To Club di portare in scena il volto più interessante del panorama elettronico internazionale.

#C2CMLN Gucci Hub – March 30th, 2017, at 9.30 pm

 

Images courtesy of press office clubtoclub.it