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The Fashionable Lampoon
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BNP Paribas Cardif

La salute a portata di click
Una risorsa da conoscere

Weird reads @slimesunday
Spending too long on one idea @slimesunday
Face plant @slimesunday
ph. Paige Margulies
Clones @slimesunday

Text Michela Speciani

 

La salute sembra oggi a portata di tutti. Integratori per ogni condizione fisica e mentale si trovano tra gli scaffali dei supermercati o online, Internet brulica di persone che si definiscono esperti di benessere e gli orologi da polso hanno iniziato a fornire l’elettrocardiogramma. Sui social media, persone non competenti parlano di nutrizione –  il tasto ‘invio’ sul motore di ricerca fornisce risposte, corrette e meno, a qualsiasi domanda.

Affidarsi a Internet o al sentito dire quando si parla di salute è pericoloso, soprattutto se non si è in grado di constatare l’attendibilità delle fonti. In una ricerca riportata da Eumetra MR, il trentasei percento della popolazione intervistata considera una fonte sicura il web e i social, così come il ventuno percento si affida ai mass media. Il ventinove percento del campione dichiara di non aver mai incontrato una notizia falsa riguardante ricerche e studi clinici (il che significa che quest’ultima è stata incontrata ma non riconosciuta). Il rischio di cadere nella trappola di un’informazione errata pare essere più alto per i giovani mentre i più adulti tenderebbero più facilmente a cercare anche il confronto con il medico senza limitarsi a Internet.

È dunque necessario comprendere cosa spinga l’utenza a rivolgersi al web piuttosto che a specialisti quando si parla di salute. La difficoltà principale sta nell’accesso diretto alle cure mediche: un esempio è fornito dal SSN italiano, che pur restando uno dei più efficienti al mondo secondo la classifica di Bloomberg, espone ad attese e a costi da affrontare. Sempre più persone ricercano il supporto delle assicurazioni private – circa il quarantaquattro percento del campione analizzato negli ultimi dodici mesi, secondo quanto riportato dalla ricerca Salute 4.0: curarsi nell’era digitale, generazioni a confronto condotta da Eumetra MR e commissionata dalla compagnia assicurativa BNP Paribas Cardif. La stessa ricerca ha evidenziato come l’ottantotto percento degli intervistati abbia sostenuto di tasca propria una spesa medica negli scorsi dodici mesi, con un costo medio per persona di duecentosessantotto euro. Il cinquantotto percento del campione afferma inoltre di aver dovuto rinunciare, almeno una volta, a cure come quelle dentistiche per questioni economiche.

In queste condizioni, non è una sorpresa che uno strumento gratuito come Internet venga quanto meno consultato. Il web ha reso l’informazione scientifica più accessibile e sono molti i professionisti della salute che lo usano anche come strumento di comunicazione con il pubblico, ma allo stesso modo esso ha reso virali informazioni false. Tra le principali fake news diffusesi sul web, vi sono quelle riguardanti la nutrizione, ed esperti in materia sembrano spuntare su ogni profilo social. Questa tendenza, come riporta la ricerca Salute 4.0, ha portato il sessantadue percento degli italiani intervistati a usare la ‘limitazione degli eccessi’ (tra cui quelli legati al bere e al mangiare) come unico strumento per rimanere in forma, senza ricorrere ai consigli di uno specialista.

Uno studio pubblicato su Jama Oncology ha evidenziato come le persone con il cancro e fruitrici di medicina complementare tendano con più facilità a rifiutare la terapia convenzionale, col risultato di un rischio di morte due volte più alto, sintomo di come informazioni sbagliate o male interpretate possano produrre danni gravi.

Un altro problema riguarda il diffondersi di un senso di panico infondato nel soggetto che ricerca cure mediche su Internet. In Italia, il diciotto percento della popolazione presenterebbe un tratto ossessivo di intensità medio-alta nei confronti di un sintomo o di una malattia. Si tratta di soggetti convinti di essere malati e con una scarsa percezione del proprio stato di salute. Queste persone, cercando online la causa del proprio disagio, rischiano di trovare diagnosi preoccupanti che possono acuire il problema invece che dare risposte efficaci. Il settantaquattro percento di questi cittadini ha dichiarato di aver avuto almeno un problema di salute nell’ultimo anno in aggiunta ai normali malanni di stagione, mentre nel resto della popolazione questo è stato dichiarato dal trentanove percento dei casi.

Oggi, gli strumenti di auto diagnosi online sono sempre più diffusi soprattutto in lingua inglese, ma la loro affidabilità, testata da uno studio pubblicato su TheBMJ nel 2015, resterebbe bassa. Diagnosi scorrette vengono proposte a più di un terzo della popolazione adulta, secondo quanto riporta una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Diagnosis.

Quando ci si informa online per farsi una prima idea sulla causa dei propri sintomi è fondamentale assicurarsi che chi parla di salute sia un medico. Questo è un atteggiamento che, secondo la ricerca Salute 4.0, coinvolge il quarantadue percento della popolazione, mentre solo il ventidue percento dichiara di recarsi fisicamente dal medico per avere una diagnosi al primo accenno di una malattia.

Internet può essere considerato un primo strumento di confronto per arrivare dal proprio medico con qualche informazione in più. Questo, a patto di verificare che le informazioni giungano da forum, articoli o comunicazioni redatti da personale medico.

Resta quindi essenziale ricordare che quello online può essere solo un avvicinamento al tema e che il contatto personale, in particolare di tipo clinico, non può essere sostituito da uno schermo.

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