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chanel haute couture 2018

Chanel Hyper Couture

Text Cesare Cunaccia
@cesarecunacciaofficial

 

Il talento multiforme e innovativo di Karl Lagerfeld lascia ancora una volta senza fiato. Non certo per la barba candida con cui si è manifestato alla fine dello show haute couture Chanel P/E 2018. Una carrellata, quella andata in scena ieri mattina al Grand Palais, di sessantanove abiti che non si possono che definire magistrali, nel segno di un’ispirazione floreale e romantica cui alludevano i treillages voltati percorsi da pallide rose antiche, le pelouse e la fontana centrale, elementi che mettevano in scena un giardino di Bagatelle fantastico sotto la volta vetrata del Grand Palais. Il fatto è che Lagerfeld è un couturier senza pari e davvero the last of a kind. Come nessuno, ben al di là perfino delle incredibili incrostazioni di canottiglie e dei delicati ricami Lesage a microscopiche corolle e boccioli, a ghirlande rocaille o a nuvolette tonali in micro-paillettes pastello, come nessuno sa costruire e impaginare quella forma e quel gioco strutturale e dinamico che incarnano l’essenza ultima e più iconica dell’haute couture.

Gonne a tulipano, in variazioni di morfologia, di ampiezza e di lunghezze, ma anche pantaloni e inediti shorts. Le spalle dei tailleur, l’emblema di Chanel, enfatizzate e arrotondate guardando agli anni Ottanta, silhouette a trapezio e a cloche ammorbidite da applicazioni di piume fluttuanti, bagliori di strass su balze a petalo di organza. Tulle per sfumare, per intonare un inno alla leggerezza: quella più significante, concettuale e virtuosistica. Tweed imprendibili di varie tramature, combinazioni e nuances, talvolta en suite con gli stivaletti dal platform in perspex trasparente. Mille-fleurs pastello neo-vittoriani, una tavolozza di rosa tenui e luminosi, di ciclamino, di verdi d’ogni gradazione, fino al peridoto e allo smeraldo, con tocchi di bluette e nero, di avorio e acqua. Soprabiti disegnati e tuniche vagamente inizio Novecento, jump-suits siderali in paillettes argento vivo, pizzo soffuso, gocce di rugiada sul tulle point-d’esprit delle velette fermate in alto da piccoli bouquet. Infine, la sposa, una moschettiera in bianco ottico dai cuissard sensuali e guasconi, ammantata da una montagna di piume candide e golose come panna montata.

Courtesy of Press Office
chanel.com – @chanelofficial