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colé italian design label

Tre pezzi (non) facili

Text Micol Arianna Beltramini

 

Non sorprende che Matteo De Ponti e Laura Macagno siano innamorati. Lui di origini milanesi, per dieci anni brand manager di Driade; lei argentina, laureata in economia ma con una creatività inarrestabile. Nel 2011 fondano a Milano il loro brand: «Cercavamo un nome che ci convincesse e non ne trovavamo neanche uno. Poi un giorno la folgorazione: sedici anni prima i genitori di Laura avevano adottato un pappagallino caduto dall’albero. L’avevano chiamato Colé perché secondo l’agenda di Driade era il giorno di Santa Coletta; pochi mesi dopo Laura era rimasta incinta del nostro primo figlio, così l’avevamo preso come una specie di annuncio». Il nome è il primo tassello di un moodboard estremamente vario, che spazia da Borges al Bauhaus, da Escher a Mondrian, dai fiamminghi a Man Ray. Chiedo a Matteo e Laura di raccontarmi la storia di tre pezzi nella stanza. «La nostra icona è probabilmente la sedia Tria, ispirata agli incontri impossibili di Escher. È una sedia a tre gambe la cui scocca è composta da tre elementi identici in legno curvato. Quando ho raccontato il prototipo a uno dei miei fornitori ha risposto: non ho mai fatto niente del genere. Una settimana dopo mi ha richiamato: aveva già finito. Non avevamo ancora nemmeno preso accordi!». Una sfida è una sfida; se c’è di mezzo Escher va accettata per forza. «Il secondo pezzo è il paravento che vedi alle tue spalle. Si chiama Opto, è ispirato alle opere Bauhaus di László Moholy-Nagy e allo skyline di New York. È un pezzo molto costoso e non facile da usare in una stanza, ma per noi ha una valenza di comunicazione enorme – Moholy-Nagy era il favorito di Matteo quando l’ho conosciuto». Ultimo pezzo: tre specchi che sono tre maschere. «Lo specchio riflette, la maschera nasconde: anche in questo caso la valenza simbolica è imponente. Si tratta di tre maschere africane: Hawa, Bikita, Eze. Li abbiamo chiamati Three Wise Mirrors, e spesso pensiamo a loro come ai Re Magi. Hawa – mi confida Laura – è il pezzo meno venduto. Forse perché è tondo?», si chiede. «Eppure è strano: è anche l’unico che sembra felice».

 

Per maggiori informazioni sul brand Colé, visita il sito coleitalia.com

Courtesy of Colé