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The Fashionable Lampoon
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dior haute couture 2018

Il surrealismo di Dior

Text Carlo Mazzoni
@carlomazzoni

 

Una scacchiera bianca e nera posata nel parco del Musée Rodin è la passarella della sfilata di alta moda dedicata al surrealismo. Alfieri e regine, la femminilità dei fiori di Dior cede la diagonale a divise militari per una guerra di scacchi. Un frangente più maschile che Dior propose già nei suoi anni: si collega alla tradizione del blu scuro, all’abito composto. Le vecchie uniformi del dopo guerra incontrano una geometria iperattiva: le gonne si muovono su pieghe e tagli, come cassetti che diventano liquidi uscendo da un comò. Le lancette di un pendolo girano per il mondo invece che in un quadrante. Occhi di pavone montati in roccaforti.

Il surrealismo di Dior nasce da uno studio dell’arte del fondatore, dalla sua curiosità per la materia paranormale e esoterica – e che appare ancor più nella collezione per l’autunno: sia i richiami alle volumetrie di Galliano per i tailleur da giorno, sia gli abiti intarsiati dai colletti bianchi che sono la prima firma di Chiuri sono inevitabili. Il rigore e la sobrietà di Maria Grazia è evidente siano alla base della moda delle prossime sfilate. Una sensibilità attuale: lo show di comunicazione digitale si sta dimostrando sempre più distante dai codici del lusso – d’altra parte, è lecito chiedersi cosa possa avere in comune l’esercito dei selfie con questo scacco d’intelletto surreale che resta l’unico valore, l’unica giustificazione a una dimensione così elitaria per la moda.

La sera, la scacchiera si trasforma in una pista da ballo. I papillon degli smoking si annodano soltanto a mano. Dai soffitti, le mani di Dalì, gli orologi tagliati a metà, le gabbie per pettirossi ubriachi. Sul palco Willow Smith – mentre ai bordi verso i tavoli brilla una ragazza italiana – in tanti si chiedono chi sia, in un certo senso nuova per la clique Dior – più bella per ogni mese che passa, Costanza Beccari.

Music: Nils Frahm, All Music

Courtesy of Press Office
dior.com – @dior