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The Fashionable Lampoon
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Return of the Colifichets

Dior Home Capsule Collection Toile De Jouy
Dior Home Capsule Collection Toile De Jouy
Dior Home Capsule Collection Toile De Jouy
Dior Home Capsule Collection Toile De Jouy
Dior Home Capsule Collection Toile De Jouy
Dior Home Capsule Collection Toile De Jouy
Dior Home Capsule Collection Toile De Jouy
Dior Home Capsule Collection Toile De Jouy

Per celebrare le festività di fine anno, Maison Dior Lancia una Home Capsule Collection sulla toile de Jouye, un tema rivisitato da Maria Grazia Chiuri per la cruise collection 2019-

Questa stampa classica si orna di figure di animali selvaggi – leoni, scimmie e serpenti sostituiscono le scene pastorali disegnate da Victor Grandpierre nel 1947, che Christian Dior scelse per decorare le pareti della sua boutique al 30 di Avenue Montaigne, chiamate ‘Colifichets’.

Oggi, la toile de de Jouy compare nelle vetrine delle boutique Dior di tutto il mondo, tra cui quelle del pop-up store aperto a New York nel Meatpacking District.

Achermann Per Milano

Stefano Achermann
Giorgia wearing Dior – Ph. Marco Rossi, Make-up Luciano Squeo, Hair Marco Terzulli
Duomo, 2018 – Ph. Sergio Canu, Circolo Fotografico Milanese

Text Claudia Bellante

«Dal palco al fondo delle navate ci sono nove secondi di ritardo», mi spiega Stefano Achermann al telefono, quando gli chiedo qualche curiosità sul concerto di Giorgia di venerdì 23 novembre in Duomo. «Questo ha comportato uno studio complesso dell’acustica, ma ne varrà la pena». Mi parla con il tono rilassato di chi è su un divano, avvolto in un plaid con una tisana calda in mano, ma credo che non ci sia immagine più lontana da quest’uomo – quarantanove anni, quattro figli, CEO di Be, una delle aziende di riferimento nella consulenza alle istituzioni finanziarie, che in poco più di dieci anni ha fatto crescere fino a superare i 100 milioni di fatturato e i 1.000 dipendenti con filiali in tutta Europa.

Da luglio 2017 Achermann presiede ‘Per Milano’, «un’associazione che vuole arrivare là dove le istituzioni non riescono per mancanza di fondi». Per Milano si è messa al servizio del Comune e del suo Sindaco: «Abbiamo risposto a una chiamata che Giuseppe Sala ci fece in occasione dei 150 anni della galleria Vittorio Emanuele. Organizzò una cena e chiese al mondo dei privati di sostenere il pubblico». Achermann non ci pensò molto: andò dal sindaco e in una riunione a cui presenziò anche Caritas Ambrosiana, venne fatta «una lista della spesa» di bisogni ed emergenze in attesa di risposta. «Ci siamo dati un programma di tre anni per sostenere tre categorie specifiche: quest’anno sono i bambini affetti da disabilità e che vivono in condizioni di fragilità sociale, l’anno prossimo saranno le donne vittime di violenza domestica e nel 2020 le fasce sociali più emarginate».

Con l’evento di venerdì sera, Achermann punta a raccogliere un milione di euro e il restante milione e mezzo circa che servirebbe per aiutare tutte le realtà che in città si occupano di bambini, ‘Per Milano’ conta di raccoglierlo nei mesi successivi. «Busseremo alla porta di coloro che saranno seduti in Duomo ad ascoltare Giorgia e li coinvolgeremo». Ad assistere al concerto ci sarà un pubblico di persone non solo mosse dal desiderio di partecipare a un evento unico nel suo genere – «È il primo concerto pop in Duomo della storia» –, ma che hanno anche scelto di diventare soci dell’associazione, versando una quota tra i 1.000 e i 3.000 euro.

Achermann è uomo di finanza, pragmatico, e preferisce che ad aiutare sia chi ha la possibilità di farlo in modo sostanzioso e in tempi brevi: «Il live sarà però trasmesso in streaming per gli ospiti del Refettorio Ambrosiano, gli unici a poterlo vedere senza essere presenti». Realizzare questo concerto «mi ha fatto perdere diversi anni di vita – scherza il presidente di ‘Per Milano’ –­ perché ci sono tante regole da rispettare, ma siamo stati affiancati in dall’assessore alle Politiche Sociali Pierfrancesco Majorino e ci siamo riusciti».

Nonostante gli impegni quotidiani, Achermann si è dedicato a quest’evento in prima persona, tanto da sapere quanti posti a sedere ci sono in Cattedrale: «Sono 1.334 e quasi tutti esauriti», ammette soddisfatto. «Giorgia ha una voce perfetta per quello spazio così importante, non abbiamo avuto dubbi nello scegliere lei». La cantante inizia oggi le prove a Milano, accompagnata dall’orchestra Roma Sinfonietta diretta dal maestro Valerio Chiaravalle: «Giorgia ha sposato completamente la nostra causa e non ha richiesto nessun compenso e come lei molti tecnici». Tra le regole imposte dalla Veneranda Fabbrica c’è anche il fatto che ogni sera, a fine prove, una parte del palco deve essere smontata per dare la possibilità alla Chiesa di svolgere le sue funzioni senza intoppi, e che la notte del 23, terminati gli ultimi applausi, tutto dovrà essere smantellato.

Sabato mattina il Duomo accoglierà fedeli e turisti come ogni giorno e l’evento della sera prima svanirà come un sogno, ma nell’aria risuonerà ancora la voce di Giorgia e un milione di euro verrà versato a favore dei bambini che in questa città hanno più bisogno.

Dior

Dior Cruise 2019, Toile de Jouy Book Tote Bag. Ph. by Sophie Carre
Dior Cruise 2019, Toile de Jouy Book Tote Bag. Ph. by Sophie Carre
Dior Cruise 2019, Toile de Jouy Book Tote Bag. Ph. by Sophie Carre
Dior Cruise 2019, Toile de Jouy Book Tote Bag. Ph. by Sophie Carre
Dior Cruise 2019, Toile de Jouy Book Tote Bag. Ph. by Sophie Carre
Dior Cruise 2019, Toile de Jouy Book Tote Bag. Ph. by Sophie Carre
Dior Cruise 2019, Toile de Jouy Book Tote Bag. Ph. by Sophie Carre
Dior Cruise 2019, Toile de Jouy Book Tote Bag. Ph. by Sophie Carre
Dior Cruise 2019, Toile de Jouy Book Tote Bag. Ph. by Sophie Carre

Al fine di realizzare la Dior Book Tote in toile de Jouy, Maria Grazia Chiuri ha rivisitato una stoffa da molto tempo associata alla Maison Dior e che, dal 1947, adorna i muri, chiamati ‘Colifichets’, della prima boutique parigina al 30 di Rue Montaigne, fondata da Monsieur Dior in persona. La Chiuri ha sostituito le scene pastorali originali con rappresentazioni di animali selvatici. Tigri, scimmie, leoni e serpenti appaiono su uno sfondo naturale, tutt’uno con la foresta. Completamente ricamate da un atelier italiano a conduzione familiare, una singola Dior Book Tote può richiedere fino a quarantadue ore di ricamo e seicentomila cuciture.

Dior Exhibit

Gianfranco Ferré for Christian Dior
Elizabeth Taylor Wearing Soirée à Rio Dress
John Galliano for Christian Dior
Facade of 30 Avenue Montaigne
Inside the House of Dior Atelier
Maria Grazia Chiuri for Christian Dior
Christian Dior with Models
Christian Dior

Dal 18 novembre 2018 al 3 marzo 2019, il Denver Art Museum, Colorado, ospiterà la mostra Dior, from Paris to the World, che celebra una storia di oltre settant’anni di haute couture della maison.  Un viaggio attraverso oltre 180 capi d’alta moda, bozzetti d’atelier originali, foto e video inediti e circa 200 accessori, make-up e profumi, rendendo omaggio alla creatività del couturier e dei suoi successori. La mostra è curata da Florence Müller.

Dior Homme Adv

Dior Men's Summer 2019 Adv Campaign
Dior Men's Summer 2019 Adv Campaign
Dior Men's Summer 2019 Adv Campaign
Dior Men's Summer 2019 Adv Campaign
Dior Men's Summer 2019 Adv Campaign
Dior Men's Summer 2019 Adv Campaign

Kim Jones firma la sua prima campagna da direttore artistico per la collezione Dior Menswear SS 2019. Al centro dell’advertising c’è BFF, l’iconico personaggio creato dall’artista newyorkese Kaws, con indosso completi della maison, che troneggia su uno sfondo dai soffusi toni pastello che dal rosa passano ad un giallo luminoso. I capi presentati mescolano i canoni tradizionali dell’Haute Couture con quelli della sartoria e dello sportswear, aprendo un dialogo tra moda e cultura.  Si ritrovano i tratti distintivi del marchio, come ad esempio l’ape, in versioni rivisitate e reinventate. Il tutto è stato filmato da Jackie Nickerson e fotografato da Steven Meisel.

J’Adore l’Absolu

J'Adore l'Absolu

La donna J’Adore, che da anni ha il volto di Charlize Theron, vive in un mondo di bellezza e sensualità. Ricreata dal regista Romain Gavras, la realtà J’Adore mescola il cromatismo da bagni orientali di Ingres all’estetica della donna dell’era di Kanye West. La vecchia Hollywood, che un tempo appariva negli spot col volto di Grace Kelly e Marilyn Monroe, diventa ora lasciva e lussuosa, immersa in un bagno d’oro come la Theron stessa, novella Venere che sorge dalle acque e che ha ad attenderla, sulle rive marmoree di un hammam, ninfe vestite in Dior Huate Couture.

Dior Tribales

Dior Tribales Abeilles
Dior Tribales Astre Lunaire Blanche
Dior Tribales Astre Lunaire Bleue Azur
Dior Tribales Astre Lunaire Bleue
Dior Tribales Astre Lunaire Orange
Dior Tribales Astre Lunaire Rouge
Mini Dior Tribales
Multisymbol Dior Tribales

« Ho sempre amato vedere le donne indossare orecchini» – Christian Dior. Il couturier scrisse questa frase nel suo Little Dictionary of Fashion, e la nuova collezione Dior Tribales sembra incarnare questo punto di vista. Sono infatti i tratti classici della maison a comparire sugli orecchini della linea, quali il monogramma dorato del brand, le stelle stilizzate e le api. Coerente con la filosofia del marchio è  anche la scelta dei materiali e delle forme, reinterpretando il classico modello con pietre irregolari e declinandolo in diverse sfumature cromatiche e arricchendolo di decorazioni.

#DiorJoaillerie

ROSE DES VENTS BRACELET
ROSE DES VENTS BREAST PLASTER (RECTO)
ROSE DES VENTS BREAST PLASTER (VERSO)
ROSE DES VENTS NECKLACE (RECTO)
ROSE DES VENTS NECKLACE (VERSO)
ROSE DES VENTS RING (RECTO)
ROSE DES VENTS RING (VERSO)
ROSE DES VENTS RING XS (RECTO)
ROSE DES VENTS RING XS (VERSO)

Victoire de Castellane rivisita la stella portafortuna di Monsieur Dior in una rosa dei venti a otto punte.Un motivo grain de riz delinea il contorno di un ciondolo che può essere indossato dal lato della gemma o da quello della rosa dei venti.

 

dior.com

DIORCOLORQUAKE on Facebook

Questa settimana, Dior Couture lancia il suo primo filtro Facebook in realtà aumentata. Sviluppata in collaborazione con il team del social network, questo filtro consente agli utenti di interagire con una funzionalità chiamata ‘Tap to Quake’ e di provare i nuovi occhiali da sole DiorColorQuake della collezione Autunno Inverno 2018-19 in una gamma di cinque colori diversi.

 

dior.com

Joy J.Law

Ph. Christian Dior Parfums
Ph. Christian Dior Parfums
Ph. Christian Dior Parfums
Ph. Christian Dior Parfums

Una piscina, un abito da sera Dior e Jennifer Lawrence. Sono gli ingredienti della campagna e del film che accompagnano il nuovo profumo firmato Christian Dior, Joy by Dior. 

Bergamotto, mandarino, rosa, gelsomino e sandalo formano una miscela seduttiva. Joy by Dior, creato dal naso François Demachy, profumiere ufficiale della Maison, è stato presentato il 20 agosto in tre formati – 30, 50 e 90 ml. La fragranza, il cui nome è stato top secret per molto tempo, segna l’inizio di una nuova era olfattiva, dopo quasi vent’anni da J’adore – era il 1999 quando appariva sullo schermo una Charlize Theron in total gold. 

Una fragranza gioiosa, incarnata dal volto fresco e sensuale di Jennifer Lawrence, già protagonista di altre campagne Dior, ripresa dal regista Francis Lawrence, che qui si muove ai bordi di una piscina e avvolta in un abito bianco, in un’atmosfera che è espressione di un piacere emozionale che invita al piacere e alla gioia autentica.

 

dior.com

Courtesy Press Office

lvmh.it 

Dior and his decorators

Aurore dress, SS1958 – ©Sabine Weiss
Interior of Christian Dior’s hotel particulier – ©Anthony Denney
Portrait of Christian Dior by Paul Strecker, 1928 - ©Courtesy Paul Strecker Foundation
Perfume Boutique – ©Christian Dior Parfums
André Svetchine bathroom – ©André Svetchine
Sophie Malgat photographed by Mark Shaw – ©Mark Shaw
Perfume presentation – ©Philippe Schlienger
Christian Dior's room in La Colle Noire – ©André Svetchine

Text Cesare Cunaccia
@cesarecunaccia

 

È la storia di tre uomini che insieme danno vita e significato a un nuovo immaginario. Questo il tema del libro Dior and His Decorators. Victor Grandpierre, Georges Geffroy and The New Look, di Maureen Footer – prefazione di Amish Bowles. Un volume che esplora le origini e le ragioni di questa sinergia creativa, oltre a ritrarre i contorni e lo splendore mondano e culturale di un intera società che, lungo gli anni Cinquanta del Novecento, si muove intorno alla parabola Dior.

 

Il trio Dior-Grandpierre-Geffroy collabora nell’invenzione di un mood irripetibile e legato alla Maison, un linguaggio ornamentale che diviene unico e riconoscibile, inseguendo quel sogno di bellezza vagheggiato da Monsieur Dior. Un itinerario grand décor che parte dalla fascinazione di quest’ultimo per le estreme grazie settecentesche, tra ultimo rococò e l’inizio del neoclassicismo. Un Retour Marie Antoinette, onirico e lieve, che si incarna nella concezione degli interni come nelle silhouette insieme stilizzate e opulente del New Look. È in quella dimensione fantastica di evocazione e luminosità, che Christian Dior, dal 1947 in poi, con la ricchezza tessile delle sue crinoline che sbocciano da bustier iperbolici, esorcizza il periodo bellico e in Francia diventa il primo ‘Eroe del Dopoguerra’.

 

La villa familiare di Granville, alta su una scogliera e immersa in un giardino impressionista, costituisce il primo laboratorio ideale del piccolo Christian. Durante l’infanzia è la sua la ‘Cappella Sistina’ dell’ispirazione, nel segno di Utamaro e Hokusai visti attraverso il filtro poetico del japonisme. Lo stesso avviene per l’appartamento di famiglia a Parigi. «Vivere in una casa che non è tagliata su di te – affermava Christian Dior – è come indossare gli abiti di qualcun altro». La passione per l’eleganza è il legame che lo unisce a Grandpierre e Geffroy, che con lui identificano i codici decorativi Dior, un sofisticato omaggio al gusto neoclassico che guarda specialmente allo stile Louis XVI.

 

Grandpierre è responsabile dell’atmosfera ‘decorata ma non decorativa’ del 30 Avenue Montaigne, che diviene iconica in particolare grazie al ‘Salone Helleu’, una sfumata sinfonia di bianchi e grigi perlacei, con le sue console e le sedie a medaglione che riprendono motivi Louis XVI. Sempre Victor Grandpierre disegna varie boutiques nel mondo e i display e il packaging di profumi quali Miss Dior e Eau Savage, tessere del mosaico identitario della Maison. Un universo di decorazione più eclettica connota la residenza parigina di Christian Dior su Boulevard Jules-Sandeau, nel XVIeme, opera di George Geffroy, che interpreta con decisa libertà di accostamenti e sovrapposizioni, la temperatura di collezionista del couturier. Dipinti di Matisse e arazzi tardo-gotici, bronzi rinascimentali e arredi barocchi vi si combinano in una sospesa armonia. «Il cosiddetto buongusto per me è assai meno importate di quella che è la mia personale idea di gusto – afferma Christian Dior nella sua autobiografia – che poco a poco ha miscelato e reso omogeneo un arco di cose differenti e anche lontane tra loro».


Maureen Footer, Dior and His Decorators: Victor Grandpierre, Georges Geffroy, and the New Look

Harrods pop-up

BRACELET SET OBLIQUE BLUE AND MULTICOLOR
BRACELET SET RED AND MULTICOLOR
CD HOBO BLUE OBLIQUE
DIOR ADDICT BURGUNDY
DIOR CLUB
DIOR COLOR QUAKE ROSE
DIOR QUAKE CLOGS - BLUE
DIOR QUAKE POUCH - GREEN
MINI SADDLE BLUE OBLIQUE
MINI SADDLE EMBROIDERED
MINI SADDLE EMBROIDERED
MINI SADDLE EMBROIDERED
MINI-SADDLE EMBROIDERED
MINI SADDLE GREEN OBLIQUE
MISS DIOR BLUE OBLIQUE
SADDLE BLUE OBLIQUE
SADDLE EMBROIDERED
BOOKTOTE BLUE OBLIQUE-
SADDLE EMBROIDERED
SADDLE EMBROIDERED
SADDLE GREEN OBLIQUE
SADDLE PATCHWORK DENIM
STRAP GREEN OBLIQUE
TRAVEL BAG BLUE OBLIQUE-

Dal 4 al 31 agosto Dior installerà un pop-up all’interno del grande magazzino londinese Harrods. Uno spazio dedicato alla collezione Autunno Inverno 2018-2019 che, per l’occasione, allestirà una vetrina decorata con il motivo Dior Oblique.

All’interno, articoli in limited edition e servizi esclusivi – la personalizzazione della borsa Dior Book Tote, su cui sarà possibile incidere le proprie iniziali. L’iniziativa è parte di una campagna globale ispirata ai movimenti giovanili degli anni Sessanta per la promozione della nuova collezione di Maria Grazia Chiuri.

 

dior.com 

Courtesy Press Office

dior.com 

Una borsa a forma di sella

Dior Saddle Bag - Lampoon Exclusive
Dior Saddle Bag - Lampoon Exclusive
Dior Saddle Bag - Ph. Alex Gun - @alex_gun
Dior Saddle Bag - Ph. Giorgio Cinosi - @giorgio_cinosi
Dior Saddle Bag - Ph. Thebirkinboy - @thebirkinboy
Dior Saddle Bag - Ph. Joana Verissimo - @joana_staygold
Dior Saddle Bag - Ph. Howste - @HOWSTE
Dior Saddle Bag - Ph. Débora Rosa - @deborabrosa
Dior Saddle Bag

Text Angelica Carrara
@angelicarrara

 

Giovedì 19 luglio il rilancio – la Saddle Bag ridisegnata da Maria Grazia Chiuri appare sui profili media di personalità abili sul web e di gente comune. Un lancio virale che potrebbe apparire un dejavu se solo a dirigerlo non fosse una tra le case più potenti del sistema. Noi ne abbiamo cercate alcune, tra queste immagini già online, facendone una selezione – democratica e creativa, cercando un segno, un qualsivoglia argomento visuale. Instagram ha un valore, se permette l’espressione di un carattere.

Torniamo indietro, quando questa borsa appariva antesignana di accessori ossessioni per classi privilegiate. «Marie Antoinette amava il toile de Jouy, da lì l’ispirazione per questa borsa. Le perle sono le stesse che indossava la regina» – disse al tempo Galliano al New York Times. Il toile de Jouy – letteralmente la tela di Jouy-en-Josas, un paese non lontano da Versailles, messo su una piccola borsa dalla forma della sella di un fantino e chiusa da una fibbia dorata a forma di D, diventa la toile of joy.

C’mon baby, light my fire. Everything you drop is so tired. Music is supposed to inspire – cantava Lauryn Hill. John Galliano prendeva nota delle parole della sua musa, rispondeva con una sfilata di primavera, era il 2000: metà dello show era ragionato sul denim. Le modelle portavano a tracolla, in spalla la Saddle.

Stagione tre, episodio cinque – Sex and the City. Carrie Bradshaw per le strade di Manhattan, la Saddle e la libertà e gli anni Novanta. Paris Hilton, Sienna Miller e le Destiny’s Child. A quel punto, la borsa andò fuori produzione: ne scoppiò la febbre e la ricerca smodata nei vintage di lusso. Beyoncé, Kourtney Kardashian e Kendall Jenner – in spalla, la Saddle.

L’artigianalità è un valore chiaro in mente – è il lusso in una borsa fatta a mano. Lo scorso maggio, Chiuri evocava un Sudamerica melodico in un rodeo, la musica era suonata da un clavicembalo nelle stanze di Chantilly, le stesse che radunarono la Fronda nobiliare alla fine del Seicento. Andava in scena la sfilata Cruise di Dior – Maria Grazia Chiuri invitava un gruppo di otto donne, le Escaramuzas, una squadra di rodeo ad aprire lo show: le loro uniformi erano state disegnate secondo le regole dell’etichetta della disciplina, il fiocco obbligatorio, una doppia cintura nera, la gonna a tre balze, la sottoveste in chiffon e i pantaloni – tutto in cotone. Per Maria Grazia Chiuri le Escaramuzas personificavano il suo desiderio di libertà, la sua fame di contaminazione e cultura: l’attenzione per l’umanità che produce una civiltà aperta. Le donne sono quelle che ci provano. In spalla, sempre la Saddle.

dior.com

Dior Saddle Bag Fall Winter 2018-2019
Dior Saddle Bag Fall Winter 2018-2019
Dior Saddle Bag Fall Winter 2018-2019
Dior Saddle Bag Fall Winter 2018-2019
Dior Saddle Bag Fall Winter 2018-2019
Dior Saddle Bag Fall Winter 2018-2019
Dior Saddle Bag Fall Winter 2018-2019
Dior Saddle Bag - Darai Strokous
Dior Saddle Bag - Pauline Ducruet
Dior Saddle Bag - Yuko Araki
Dior Saddle Bag - Hanna Chan
Dior Saddle Bag - Margaret Qualley
Dior Saddle Bag - Yang Ora Caiyu
Dior Saddle Bag - Natalia Dyer
Dior Saddle Bag - Kozue Akimoto
Dior Saddle Bag - Lou Doillon

Femminilità, bellezza e colore

Dai temi sui quali Dior ha fondato i suoi valori più profondi – femminilità, bellezza e colore – nasce il Dior Photography Award for Young Talents, in collaborazione con l’Ecole Nationale Supérieure de la Photographie di Arles, e accolto da Luma. Per la sua prima edizione ha vantato una giuria d’eccezione – guidata da Peter Lindbergh in qualità di presidente, Maja Hoffman, Simon Baker e Claude Martinez – che, in questi giorni, ha decretato il vincitore tra quaranta concorrenti: Yoonkyung Jang ha colpito tutti con le sue fotografie. Giovane ventitreenne coreano del sud, riceverà un premio di diecimila euro dalla Maison e, insieme agli altri partecipanti, vedrà le sue opere esposte in un tour che farà il giro del mondo.

 

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lvmc.com@lvmh

Dior, Dior, Dior

Text Federica Serrano

@federicaserrano

 

Lo sfondo è quello parigino. Il Musèe d’Art Moderne, in questi giorni, brilla di una luce preziosa. All’interno, Dior svela la nuova collezione di alta gioielleria – sessantacinque i pezzi, di cui trentatré unici. Questa volta, il pizzo dorato – già visto sul retro dei gioielli delle collezioni Dear Dior del 2012 e Cher Dior del 2013 – è stato messo al primo posto in modo visibile e intenzionale. Dior Dior Dior vuole celebrare una donna forte, romantica, sensuale e libera, che svela la sua vita intima in modo raffinato.

Così Victoire de Castellane continua a scrivere una storia di eleganza iniziata da Christian Dior stesso. Pezzi come il bracciale Bar en Corolle prendono in prestito il nome di una linea della Maison. Gli anelli, i bracciali, gli orecchini e gli orologi di Dior et d’Opales celebrano la magia della couture, i suoi misteri e i suoi segreti – ci invita negli angoli appartati dell’icona del lusso e dell’arte di vivere francese.

 

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dior.com@dior

Dior incontra la Gran Bretagna

Text Federica Serrano

@federicaserrano

 

Nel febbraio 2019, il V&A aprirà le porte per la più grande e completa esposizione mai allestita nel Regno Unito sulla House of Dior. Un racconto che comincia nel 1947 e finisce ai giorni nostri. Christian Dior: Designer of Dreams traccerà la storia e l’impatto di uno dei Couturiers più influenti del Ventesimo secolo e dei sei direttori artistici che gli sono succeduti. 

Collaborazioni, dall’autrice Nancy Mitford alla ballerina Margot Fonteyn, abiti di lusso – tra tutti risplende quello indossato dalla principessa Margaret per il suo ventunesimo compleanno – e sfilate di moda allestite nelle case signorili più lussuose del Regno Unito – tra cui il Blenheim Palace nel 1954. Così, per la prima volta, Dior incontrerà la cultura britannica. «Non c’è nessun altro paese al mondo, oltre al mio, il cui stile di vita mi piace così tanto. Amo l’architettura inglese, adoro anche la cucina inglese», ha commentato. Da sempre affascinato dei progetti transatlantici, tra cui la Queen Mary – così come dalla maestosità delle case e dei giardini inglesi –, Dior, nel 1947, per la prima volta sfilava nel Regno Unito – al Savoy Hotel di Londra – e nel 1952 fondava Christian Dior London.

 

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Lorenzo Jovanotti in Dior

Text Lampooners

 

Maria Grazia Chiuri – Direttore Creativo delle collezioni Dior donna – ha disegnato per Lorenzo Jovanotti, suo amico, due camicie in omaggio a Napoli e a Pino Daniele per la serata del 7 giugno. Due capi nei quali si fondono le influenze della musica di Pino: Napoli, il fuoco, l’Africa, la cultura mediterranea, l’America, il blues. Interamente fatte a mano, sono decorate e intarsiate di perline, un lavoro artigianale e di alta moda.

 

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The Legend of the Magic Hour – Dior

Text Federica Serrano

 

Scritto e diretto da Clément Beauvais e prodotto da Arthur de Kersauson, The Legend of the Magic Hour – il nuovo cortometraggio firmato Dior e interpretato da Johnny Deep – rievoca la presenza del coyote, simbolo del caos e delle forze della natura. Ambientato nel deserto della California, è il film di lancio per il nuovo eau de parfum Sauvage di Dior. Qui una serie di personaggi si muovono per motel, paesaggi naturali e spazi urbani, attendendo l’arrivo del coyote. Il cortometraggio è ispirato a una leggenda del popolo Navajo, secondo la quale il Dio Nero incaricato di posizionare le stelle nel cielo rifiutò l’aiuto del coyote. Essendo stato respinto, il coyote decise di vendicarsi rubando la borsa che conteneva le stelle e disperdendole in tutto il cielo, dando però vita alla Via Lattea. In The Legend of the Magic Hour  a interpretare il coyote è Johnny Deep, che ritorna e celebra la ‘Magic Hour’, quel momento sospeso fra giorno e notte in cui il blu si fonde con la luce.

 

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Courtesy Press Office

lvmh.com@lvmh

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