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The Fashionable Lampoon
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Dior Tribales

Dior Tribales Abeilles
Dior Tribales Astre Lunaire Blanche
Dior Tribales Astre Lunaire Bleue Azur
Dior Tribales Astre Lunaire Bleue
Dior Tribales Astre Lunaire Orange
Dior Tribales Astre Lunaire Rouge
Mini Dior Tribales
Multisymbol Dior Tribales

« Ho sempre amato vedere le donne indossare orecchini» – Christian Dior. Il couturier scrisse questa frase nel suo Little Dictionary of Fashion, e la nuova collezione Dior Tribales sembra incarnare questo punto di vista. Sono infatti i tratti classici della maison a comparire sugli orecchini della linea, quali il monogramma dorato del brand, le stelle stilizzate e le api. Coerente con la filosofia del marchio è  anche la scelta dei materiali e delle forme, reinterpretando il classico modello con pietre irregolari e declinandolo in diverse sfumature cromatiche e arricchendolo di decorazioni.

#DiorJoaillerie

ROSE DES VENTS BRACELET
ROSE DES VENTS BREAST PLASTER (RECTO)
ROSE DES VENTS BREAST PLASTER (VERSO)
ROSE DES VENTS NECKLACE (RECTO)
ROSE DES VENTS NECKLACE (VERSO)
ROSE DES VENTS RING (RECTO)
ROSE DES VENTS RING (VERSO)
ROSE DES VENTS RING XS (RECTO)
ROSE DES VENTS RING XS (VERSO)

Victoire de Castellane rivisita la stella portafortuna di Monsieur Dior in una rosa dei venti a otto punte.Un motivo grain de riz delinea il contorno di un ciondolo che può essere indossato dal lato della gemma o da quello della rosa dei venti.

 

dior.com

DIORCOLORQUAKE on Facebook

Questa settimana, Dior Couture lancia il suo primo filtro Facebook in realtà aumentata. Sviluppata in collaborazione con il team del social network, questo filtro consente agli utenti di interagire con una funzionalità chiamata ‘Tap to Quake’ e di provare i nuovi occhiali da sole DiorColorQuake della collezione Autunno Inverno 2018-19 in una gamma di cinque colori diversi.

 

dior.com

Joy J.Law

Ph. Christian Dior Parfums
Ph. Christian Dior Parfums
Ph. Christian Dior Parfums
Ph. Christian Dior Parfums

Una piscina, un abito da sera Dior e Jennifer Lawrence. Sono gli ingredienti della campagna e del film che accompagnano il nuovo profumo firmato Christian Dior, Joy by Dior. 

Bergamotto, mandarino, rosa, gelsomino e sandalo formano una miscela seduttiva. Joy by Dior, creato dal naso François Demachy, profumiere ufficiale della Maison, è stato presentato il 20 agosto in tre formati – 30, 50 e 90 ml. La fragranza, il cui nome è stato top secret per molto tempo, segna l’inizio di una nuova era olfattiva, dopo quasi vent’anni da J’adore – era il 1999 quando appariva sullo schermo una Charlize Theron in total gold. 

Una fragranza gioiosa, incarnata dal volto fresco e sensuale di Jennifer Lawrence, già protagonista di altre campagne Dior, ripresa dal regista Francis Lawrence, che qui si muove ai bordi di una piscina e avvolta in un abito bianco, in un’atmosfera che è espressione di un piacere emozionale che invita al piacere e alla gioia autentica.

 

dior.com

Courtesy Press Office

lvmh.it 

Dior and his decorators

Aurore dress, SS1958 – ©Sabine Weiss
Interior of Christian Dior’s hotel particulier – ©Anthony Denney
Portrait of Christian Dior by Paul Strecker, 1928 - ©Courtesy Paul Strecker Foundation
Perfume Boutique – ©Christian Dior Parfums
André Svetchine bathroom – ©André Svetchine
Sophie Malgat photographed by Mark Shaw – ©Mark Shaw
Perfume presentation – ©Philippe Schlienger
Christian Dior's room in La Colle Noire – ©André Svetchine

Text Cesare Cunaccia
@cesarecunaccia

 

È la storia di tre uomini che insieme danno vita e significato a un nuovo immaginario. Questo il tema del libro Dior and His Decorators. Victor Grandpierre, Georges Geffroy and The New Look, di Maureen Footer – prefazione di Amish Bowles. Un volume che esplora le origini e le ragioni di questa sinergia creativa, oltre a ritrarre i contorni e lo splendore mondano e culturale di un intera società che, lungo gli anni Cinquanta del Novecento, si muove intorno alla parabola Dior.

 

Il trio Dior-Grandpierre-Geffroy collabora nell’invenzione di un mood irripetibile e legato alla Maison, un linguaggio ornamentale che diviene unico e riconoscibile, inseguendo quel sogno di bellezza vagheggiato da Monsieur Dior. Un itinerario grand décor che parte dalla fascinazione di quest’ultimo per le estreme grazie settecentesche, tra ultimo rococò e l’inizio del neoclassicismo. Un Retour Marie Antoinette, onirico e lieve, che si incarna nella concezione degli interni come nelle silhouette insieme stilizzate e opulente del New Look. È in quella dimensione fantastica di evocazione e luminosità, che Christian Dior, dal 1947 in poi, con la ricchezza tessile delle sue crinoline che sbocciano da bustier iperbolici, esorcizza il periodo bellico e in Francia diventa il primo ‘Eroe del Dopoguerra’.

 

La villa familiare di Granville, alta su una scogliera e immersa in un giardino impressionista, costituisce il primo laboratorio ideale del piccolo Christian. Durante l’infanzia è la sua la ‘Cappella Sistina’ dell’ispirazione, nel segno di Utamaro e Hokusai visti attraverso il filtro poetico del japonisme. Lo stesso avviene per l’appartamento di famiglia a Parigi. «Vivere in una casa che non è tagliata su di te – affermava Christian Dior – è come indossare gli abiti di qualcun altro». La passione per l’eleganza è il legame che lo unisce a Grandpierre e Geffroy, che con lui identificano i codici decorativi Dior, un sofisticato omaggio al gusto neoclassico che guarda specialmente allo stile Louis XVI.

 

Grandpierre è responsabile dell’atmosfera ‘decorata ma non decorativa’ del 30 Avenue Montaigne, che diviene iconica in particolare grazie al ‘Salone Helleu’, una sfumata sinfonia di bianchi e grigi perlacei, con le sue console e le sedie a medaglione che riprendono motivi Louis XVI. Sempre Victor Grandpierre disegna varie boutiques nel mondo e i display e il packaging di profumi quali Miss Dior e Eau Savage, tessere del mosaico identitario della Maison. Un universo di decorazione più eclettica connota la residenza parigina di Christian Dior su Boulevard Jules-Sandeau, nel XVIeme, opera di George Geffroy, che interpreta con decisa libertà di accostamenti e sovrapposizioni, la temperatura di collezionista del couturier. Dipinti di Matisse e arazzi tardo-gotici, bronzi rinascimentali e arredi barocchi vi si combinano in una sospesa armonia. «Il cosiddetto buongusto per me è assai meno importate di quella che è la mia personale idea di gusto – afferma Christian Dior nella sua autobiografia – che poco a poco ha miscelato e reso omogeneo un arco di cose differenti e anche lontane tra loro».


Maureen Footer, Dior and His Decorators: Victor Grandpierre, Georges Geffroy, and the New Look

Harrods pop-up

BRACELET SET OBLIQUE BLUE AND MULTICOLOR
BRACELET SET RED AND MULTICOLOR
CD HOBO BLUE OBLIQUE
DIOR ADDICT BURGUNDY
DIOR CLUB
DIOR COLOR QUAKE ROSE
DIOR QUAKE CLOGS - BLUE
DIOR QUAKE POUCH - GREEN
MINI SADDLE BLUE OBLIQUE
MINI SADDLE EMBROIDERED
MINI SADDLE EMBROIDERED
MINI SADDLE EMBROIDERED
MINI-SADDLE EMBROIDERED
MINI SADDLE GREEN OBLIQUE
MISS DIOR BLUE OBLIQUE
SADDLE BLUE OBLIQUE
SADDLE EMBROIDERED
BOOKTOTE BLUE OBLIQUE-
SADDLE EMBROIDERED
SADDLE EMBROIDERED
SADDLE GREEN OBLIQUE
SADDLE PATCHWORK DENIM
STRAP GREEN OBLIQUE
TRAVEL BAG BLUE OBLIQUE-

Dal 4 al 31 agosto Dior installerà un pop-up all’interno del grande magazzino londinese Harrods. Uno spazio dedicato alla collezione Autunno Inverno 2018-2019 che, per l’occasione, allestirà una vetrina decorata con il motivo Dior Oblique.

All’interno, articoli in limited edition e servizi esclusivi – la personalizzazione della borsa Dior Book Tote, su cui sarà possibile incidere le proprie iniziali. L’iniziativa è parte di una campagna globale ispirata ai movimenti giovanili degli anni Sessanta per la promozione della nuova collezione di Maria Grazia Chiuri.

 

dior.com 

Courtesy Press Office

dior.com 

Una borsa a forma di sella

Dior Saddle Bag - Lampoon Exclusive
Dior Saddle Bag - Lampoon Exclusive
Dior Saddle Bag - Ph. Alex Gun - @alex_gun
Dior Saddle Bag - Ph. Giorgio Cinosi - @giorgio_cinosi
Dior Saddle Bag - Ph. Thebirkinboy - @thebirkinboy
Dior Saddle Bag - Ph. Joana Verissimo - @joana_staygold
Dior Saddle Bag - Ph. Howste - @HOWSTE
Dior Saddle Bag - Ph. Débora Rosa - @deborabrosa
Dior Saddle Bag

Text Angelica Carrara
@angelicarrara

 

Giovedì 19 luglio il rilancio – la Saddle Bag ridisegnata da Maria Grazia Chiuri appare sui profili media di personalità abili sul web e di gente comune. Un lancio virale che potrebbe apparire un dejavu se solo a dirigerlo non fosse una tra le case più potenti del sistema. Noi ne abbiamo cercate alcune, tra queste immagini già online, facendone una selezione – democratica e creativa, cercando un segno, un qualsivoglia argomento visuale. Instagram ha un valore, se permette l’espressione di un carattere.

Torniamo indietro, quando questa borsa appariva antesignana di accessori ossessioni per classi privilegiate. «Marie Antoinette amava il toile de Jouy, da lì l’ispirazione per questa borsa. Le perle sono le stesse che indossava la regina» – disse al tempo Galliano al New York Times. Il toile de Jouy – letteralmente la tela di Jouy-en-Josas, un paese non lontano da Versailles, messo su una piccola borsa dalla forma della sella di un fantino e chiusa da una fibbia dorata a forma di D, diventa la toile of joy.

C’mon baby, light my fire. Everything you drop is so tired. Music is supposed to inspire – cantava Lauryn Hill. John Galliano prendeva nota delle parole della sua musa, rispondeva con una sfilata di primavera, era il 2000: metà dello show era ragionato sul denim. Le modelle portavano a tracolla, in spalla la Saddle.

Stagione tre, episodio cinque – Sex and the City. Carrie Bradshaw per le strade di Manhattan, la Saddle e la libertà e gli anni Novanta. Paris Hilton, Sienna Miller e le Destiny’s Child. A quel punto, la borsa andò fuori produzione: ne scoppiò la febbre e la ricerca smodata nei vintage di lusso. Beyoncé, Kourtney Kardashian e Kendall Jenner – in spalla, la Saddle.

L’artigianalità è un valore chiaro in mente – è il lusso in una borsa fatta a mano. Lo scorso maggio, Chiuri evocava un Sudamerica melodico in un rodeo, la musica era suonata da un clavicembalo nelle stanze di Chantilly, le stesse che radunarono la Fronda nobiliare alla fine del Seicento. Andava in scena la sfilata Cruise di Dior – Maria Grazia Chiuri invitava un gruppo di otto donne, le Escaramuzas, una squadra di rodeo ad aprire lo show: le loro uniformi erano state disegnate secondo le regole dell’etichetta della disciplina, il fiocco obbligatorio, una doppia cintura nera, la gonna a tre balze, la sottoveste in chiffon e i pantaloni – tutto in cotone. Per Maria Grazia Chiuri le Escaramuzas personificavano il suo desiderio di libertà, la sua fame di contaminazione e cultura: l’attenzione per l’umanità che produce una civiltà aperta. Le donne sono quelle che ci provano. In spalla, sempre la Saddle.

dior.com

Dior Saddle Bag Fall Winter 2018-2019
Dior Saddle Bag Fall Winter 2018-2019
Dior Saddle Bag Fall Winter 2018-2019
Dior Saddle Bag Fall Winter 2018-2019
Dior Saddle Bag Fall Winter 2018-2019
Dior Saddle Bag Fall Winter 2018-2019
Dior Saddle Bag Fall Winter 2018-2019
Dior Saddle Bag - Darai Strokous
Dior Saddle Bag - Pauline Ducruet
Dior Saddle Bag - Yuko Araki
Dior Saddle Bag - Hanna Chan
Dior Saddle Bag - Margaret Qualley
Dior Saddle Bag - Yang Ora Caiyu
Dior Saddle Bag - Natalia Dyer
Dior Saddle Bag - Kozue Akimoto
Dior Saddle Bag - Lou Doillon

Femminilità, bellezza e colore

Dai temi sui quali Dior ha fondato i suoi valori più profondi – femminilità, bellezza e colore – nasce il Dior Photography Award for Young Talents, in collaborazione con l’Ecole Nationale Supérieure de la Photographie di Arles, e accolto da Luma. Per la sua prima edizione ha vantato una giuria d’eccezione – guidata da Peter Lindbergh in qualità di presidente, Maja Hoffman, Simon Baker e Claude Martinez – che, in questi giorni, ha decretato il vincitore tra quaranta concorrenti: Yoonkyung Jang ha colpito tutti con le sue fotografie. Giovane ventitreenne coreano del sud, riceverà un premio di diecimila euro dalla Maison e, insieme agli altri partecipanti, vedrà le sue opere esposte in un tour che farà il giro del mondo.

 

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Courtesy Press Office

lvmc.com@lvmh

Dior, Dior, Dior

Text Federica Serrano

@federicaserrano

 

Lo sfondo è quello parigino. Il Musèe d’Art Moderne, in questi giorni, brilla di una luce preziosa. All’interno, Dior svela la nuova collezione di alta gioielleria – sessantacinque i pezzi, di cui trentatré unici. Questa volta, il pizzo dorato – già visto sul retro dei gioielli delle collezioni Dear Dior del 2012 e Cher Dior del 2013 – è stato messo al primo posto in modo visibile e intenzionale. Dior Dior Dior vuole celebrare una donna forte, romantica, sensuale e libera, che svela la sua vita intima in modo raffinato.

Così Victoire de Castellane continua a scrivere una storia di eleganza iniziata da Christian Dior stesso. Pezzi come il bracciale Bar en Corolle prendono in prestito il nome di una linea della Maison. Gli anelli, i bracciali, gli orecchini e gli orologi di Dior et d’Opales celebrano la magia della couture, i suoi misteri e i suoi segreti – ci invita negli angoli appartati dell’icona del lusso e dell’arte di vivere francese.

 

dior.com 

Courtesy Press Office

dior.com@dior

Dior incontra la Gran Bretagna

Text Federica Serrano

@federicaserrano

 

Nel febbraio 2019, il V&A aprirà le porte per la più grande e completa esposizione mai allestita nel Regno Unito sulla House of Dior. Un racconto che comincia nel 1947 e finisce ai giorni nostri. Christian Dior: Designer of Dreams traccerà la storia e l’impatto di uno dei Couturiers più influenti del Ventesimo secolo e dei sei direttori artistici che gli sono succeduti. 

Collaborazioni, dall’autrice Nancy Mitford alla ballerina Margot Fonteyn, abiti di lusso – tra tutti risplende quello indossato dalla principessa Margaret per il suo ventunesimo compleanno – e sfilate di moda allestite nelle case signorili più lussuose del Regno Unito – tra cui il Blenheim Palace nel 1954. Così, per la prima volta, Dior incontrerà la cultura britannica. «Non c’è nessun altro paese al mondo, oltre al mio, il cui stile di vita mi piace così tanto. Amo l’architettura inglese, adoro anche la cucina inglese», ha commentato. Da sempre affascinato dei progetti transatlantici, tra cui la Queen Mary – così come dalla maestosità delle case e dei giardini inglesi –, Dior, nel 1947, per la prima volta sfilava nel Regno Unito – al Savoy Hotel di Londra – e nel 1952 fondava Christian Dior London.

 

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Courtesy Press Office 

dior.com@dior

Lorenzo Jovanotti in Dior

Text Lampooners

 

Maria Grazia Chiuri – Direttore Creativo delle collezioni Dior donna – ha disegnato per Lorenzo Jovanotti, suo amico, due camicie in omaggio a Napoli e a Pino Daniele per la serata del 7 giugno. Due capi nei quali si fondono le influenze della musica di Pino: Napoli, il fuoco, l’Africa, la cultura mediterranea, l’America, il blues. Interamente fatte a mano, sono decorate e intarsiate di perline, un lavoro artigianale e di alta moda.

 

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dior.com@dior

The Legend of the Magic Hour – Dior

Text Federica Serrano

 

Scritto e diretto da Clément Beauvais e prodotto da Arthur de Kersauson, The Legend of the Magic Hour – il nuovo cortometraggio firmato Dior e interpretato da Johnny Deep – rievoca la presenza del coyote, simbolo del caos e delle forze della natura. Ambientato nel deserto della California, è il film di lancio per il nuovo eau de parfum Sauvage di Dior. Qui una serie di personaggi si muovono per motel, paesaggi naturali e spazi urbani, attendendo l’arrivo del coyote. Il cortometraggio è ispirato a una leggenda del popolo Navajo, secondo la quale il Dio Nero incaricato di posizionare le stelle nel cielo rifiutò l’aiuto del coyote. Essendo stato respinto, il coyote decise di vendicarsi rubando la borsa che conteneva le stelle e disperdendole in tutto il cielo, dando però vita alla Via Lattea. In The Legend of the Magic Hour  a interpretare il coyote è Johnny Deep, che ritorna e celebra la ‘Magic Hour’, quel momento sospeso fra giorno e notte in cui il blu si fonde con la luce.

 

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lvmh.com@lvmh

Dior – The Art of Color

Text Lampooners

 

The Dior New Talent Photography inaugura domani, al Luma Arles Parc des Ateliers, The art of color, la mostra che presenta il lavoro degli otto ragazzi premiati e delle sei menzioni d’onore di questa prima edizione. Il 6 luglio 2018 ci sarà la premiazione di Total Photography Dior, durante la quale la Maison fornirà al vincitore una borsa di studio di diecimila euro e un conferimento creativo. La mostra si chiuderà il 22 settembre e comincerà il tour dei Paesi partecipanti.

 

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lvmh.com – @lvmh

Mexican Rodeo a Chantilly

DIOR CRUISE 2019 – VIDEO BY MATTHIEu KHALAF 

Text Carlo Mazzoni

 

Un gruppo di otto donne: le Escaramuzas sono una squadra che compete ai tornei di rodeo, in Messico. Il rodeo è uno sport – anche se per consuetudine siamo abituati a pensarlo come uno spettacolo alla stregua del circo, riservato agli uomini. Le Escaramuzas sono arrivate a Parigi per aprire la sfilata di ieri a Chantilly. Maria Grazia Chiuri ha disegnato le loro uniformi seguendo le regole che l’etichetta del rodeo richiede: il fiocco obbligatorio, una doppia cintura nera, la gonna a tre balze, la sottoveste in chiffon e i pantaloni – tutto in cotone. «Puoi fare quello che vuoi senza smettere i tuoi abiti tradizionali – puoi anche fare un rodeo, vestita di pizzo e veli, restando femminile» dice Chiuri, indicando le Escaramuzas come prima ispirazione di questa collezione crociera.

«Mi serviva una visione più ampia: ho invitato Isabelle Allende, che è qui stasera. Il magico e l’irreale dei suoi romanzi sono l’evoluzione di un’epoca tribale che prosegue da Cent’Anni di Solitudine». Un Sudamerica melodico espande la visione del rodeo messicano e si mescola al clavicembalo delle stanze di Chantilly e alla Fronda nobiliare. Il Borbone cadetto sfidò Mazzarino e Anna d’Austria durante la reggenza. Sconfitto nella guerra di Spagna e perdonato dal Re, il Gran Condé fece di Chantilly una corte alternativa a Versailles – tra artisti, scrittori e fontane. Un centro culturale, se per cultura si intendono tutti i collegamenti estetici e mentali che la libertà di un cervello può produrre.

Il distretto di Chantilly resta proficiente nella produzione del pizzo – Chiuri lo mescola con la tradizione dell’Italia meridionale. Il tombolo si applica alla pelle: giacche e gonne, bianche e nere. «Dior ha un DNA couture, non si può dimenticare. Anche se qui non è alta moda, la ricerca per l’unicità è doverosa». La gonna a balze rivisita il modello Montmercy di Christian Dior (il nome della famiglia di Chantilly prima dei Condé). «Abbiamo ripreso il Toile de Jouy ai tempi, erano disegni di cineserie, paesaggi e castelli – oggi abbiamo voluto un twist sauvage, la foresta, animali feroci». Il Toile de Jouy appare sulla mussola di cotone, macro intarsi su reti rigide. Ovunque c’è un aspetto cotoniero, che riporta al corredo femminile. Ruth, Celina – sfilano le modelle che Chiuri sceglie per ogni stagione – manca Adowa. Chiuri non si rivolge solo a donne forti senza riserva, a donne sicure della propria personalità – per Chiuri le donne sono quelle che ci provano. È attenzione per l’umanità, che produce una civiltà aperta.

I singoli pezzi valgono più dello styling – come deve essere per una collezione che resta nei negozi quasi metà anno, sia invernale sia estiva – «Per tutte le case, la Cruise segna tra il 60 e il 70% del fatturato», sottolinea Chiuri. Ricami e rigore. Gonne ampie e giacche strette. Il mughetto esplode, diventa selvatico. «C’è un abito nero di pizzo plissettato, con il mughetto anni Cinquanta – anche questo in fondo sembra di semplice cotone». Un rampicante verde è ricamato su tela navetta, con inserti in rilievo di velluti a filo lungo per mimare i petali, incastrato sotto un alveolare a celle esagonali color fucsia. Sul punto vita una fascia somiglia a un corsetto, in pelle robusta, allacciata come un accessorio equestre, dettagli di cinghie e fibbie pesanti. Ai piedi, scarponi come anfibi – un dettaglio urbano, un’indicazione che sdrammatizza tutto sotto la pioggia di maggio. La musica – dal vivo, suona una band che arriva dall’india. È una corte poliedrica, questa di Dior, poliglotta, multiculturale, dove il sovrano è un alchimista, un po’ Merlino, un po’ Uomo Tigre – comunque il marito di una regina di Francia.

#DiorCruise

Paris bohème, Paris je t’aime. La Maison ha organizzato una cena a pochi passi dal Sacré-Coeur, in un bistrot ribattezzato ‘Chez Christian’ per l’occasione e interamente decorato nei colori Dior. Ritrattisti e artisti di scena, oltre a cantanti di cabaret, figure dell’emblematica Montmartre, hanno fatto immergere gli ospiti in un’atmosfera parigina artistica e autentica. La sera dopo, Chantilly. Il castello fa da sfondo alla presentazione della collezione Dior Cruise 2019.

 

dior.com

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dior.com@dior

Meghan Markles – Wedding Day Make up

Text Lampooners

 

Per ottenere un aspetto simile a quello di Meghan Markle per il giorno del matrimonio, sono stati utilizzati prevalentemente prodotti firmati Dior, scelti con cura per enfatizzare il suo incarnato. Il fondotinta usato per il suo viso è il Dior Backstage Face & Body Foundation, una prossima uscita della Maison. Un tocco di luce è stato dato, poi, dalla Dior Backstage Contour Palette, perfetta per scolpire i lineamenti. Sulle labbra, il Dior Lip Glow in Coral Glow, un balsamo luminoso e naturale. Per rendere più profondo lo sguardo è stato utilizzato il mascara Diorshow Iconic, accompagnato da una linea molto sottile data dall’eyeliner nero Diorshow On Stage Liner e da uno smokey eyes molto leggero nei toni del marrone, creato con la palette Dior Backstage Eye Palette in Warm Neutrals.

 

dior.com

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Parfums Christian Dior @diorparfums

Accademia del Profumo 2018 – Premi

Text Lampooners

 

Ad aggiudicarsi la vittoria del Premio Accademia del Profumo 2018 nella categoria miglior profumo dell’anno femminile e maschile sono stati Narciso Rodriguez For Her Fleur Musc e Dior Homme Sport. Il giudizio della Giuria tecnica ha invece eletto Gucci Bloom e Bottega Veneta pour Homme Parfum migliori creazioni olfattive femminile e maschile; Salvatore Ferragamo Signorina in Fiore e Trussardi Riflesso si sono invece aggiudicati il titolo di miglior profumo made in Italy per l’universo femminile e maschile. A Twilly d’Hermès è andato il premio per il miglior packaging tra le fragranze femminili, mentre a Y | Yves Saint Laurent per le fragranze maschili. La categoria miglior profumo collezione esclusiva grande marca ha visto eccellere Armani Privé Iris Céladon; a Tuberose in Blue by ALTAIA è invece andato il riconoscimento per il miglior profumo di profumeria artistica. Anche quest’anno, inoltre, è stato assegnato un riconoscimento speciale al creatore del profumo che, nel 2017, ha ottenuto i migliori risultati di vendita nei primi sei mesi dal lancio sul mercato italiano. Olivier Polge, naso profumiere di Chanel, ha raddoppiato il successo dello scorso anno grazie a Gabrielle: un’immersione nei fiori bianchi che è anche un omaggio alla femminilità allo stato puro, coraggiosa, audace e appassionata.

 

accademiadelprofumo.it

Courtesy Press Office

cosmeticaitalia.it – @CosmeticaItalia

Il making-of della borsa Dior book tote

Text Sara Baldini
@sara.baldini

 

La borsa Dior Book Tote è stata presentata alla sfilata ready-to-wear primavera/estate 2018. I colori e i motivi grafici sono stati ispirati dall’artigianato messicano. Verde, arancio, rosso, fucsia, viola e blu si combinano per formare un unico design ipnotico. Concepita e sviluppata nella Maison a Parigi, la borsa ricamata è stata prodotta in Umbria, regione conosciuta come ‘il cuore verde d’Italia’.

Per realizzare una singola borsa sono necessarie più di due ore di lavoro e più di un milione e duecento mila punti di cucitura e tre diverse tipologie di punti di ricamo.

 

dior.com
diormag.com  

 

Courtesy Press Office

diorpr.com – @dior