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The Fashionable Lampoon
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editor’s letter

We are family

Chiara wears jacket GIORGIO ARMANI
Giosuè wears trousers MONCLER 1952, shoes PRADA, shirt MARNI
Chiara wears jumpsuit and belt CHANEL; Paige wears dress and necklaces CHANEL, shoes MIU MIU; Leyla wears jacket and necklace CHANEL, trousers LEVI’S, shoes LOUIS VUITTON
Carlotta wears dress POMANDÈRE
Chiara wears trenchcoat BURBERRY, yellow hoodie K-WAY, trousers LEVI’S, belt vintage, shoes SANTONI; Alastair wears trenchcoat BURBERRY, sweater FENDI, trousers MONCLER 1952, shoes PRADA
Roberto Reale wears suit and shoes GIORGIO ARMANI
Paige wears blouse and skirt LOUIS VUITTON
sweater MONCLER 1952, shorts PRADA, socks GALLO, boots HERMÈS
Paige wears shirt GIORGIO ARMANI, shorts MSGM; Daniel wears shirt underneath VERSACE, sweater ASPESI, trousers DIOR HOMME

Text Carlo Mazzoni
@carlomazzoni

 

La famiglia tradizionale non è il luogo più idoneo dove far crescere un bambino oggi. Le statistiche indicano chi è cresciuto in una famiglia convenzionale, in un ambiente protetto e sicuro, non ha le risorse per affrontare il mondo di oggi. Diversamente ­– chi è cresciuto in un ambiente compromesso, chi ha conosciuto la solitudine nell’infanzia, chi non considera scontato un affetto, è più idoneo alla realtà attuale e futura (si dice che abbia più fame, che le unghie siano meno curate). Lo sapevamo da un pezzo che quando al trono, come un re impazzito, fosse salito il dolore, il mondo sarebbe andato a rotoli e le città sarebbero state invase da rampicanti e animali – e d’altra parte piangere fa bene, dicono, soltanto quando si ha lo struccante vicino.

Se non le interessasse la poesia, una donna potrebbe essere fedele. Nelle famiglie di Ozpeteck ogni tensione è portata all’estremo, gli uomini sono fate feroci che vivono le case popolari di Aldo Rossi, giocano su una spiaggia da Massimo Vitali, vestiti da Versace cantando Tripoli di Patty Pravo, con gli addominali progettati da Gaudì. Un bambino può apprendere con l’inconscio, non con la ragione, quale sia l’orgoglio della propria diversità, quanto poco mai gli servirà l’appartenenza a una comunità. La gente ha più pietà della corda che dell’impiccato, Céline lo previde molto tempo fa – mentre parlare di buoni sentimenti, di rispetto, di pace porta subito il plauso della tv generalista. Paolo Sorrentino fece un appunto, ricordando come «troppo spesso le vite non si incontrano, e per questo soffriamo tale e quale come i bambini del Centro Africa senza cibo né acqua. Il problema dell’Africa, però, con un po’ di buona volontà lo si potrebbe risolvere – per noi non c’è un cazzo da fare».

Sono l’uomo più cattolico che abbia mai incontrato nella mia vita – scrivo queste cose sapendo di essere in alterco con la dottrina, ma convinto che in tutte le storie d’amore più belle del cuore, così come in ogni matrimonio, non si voglia esser d’accordo su tutto. L’amore è un contrasto, noi siamo contraddizioni – dalla prima, viviamo per morire. Le famiglie romane – i principi neri, dinastie di sacrilegi e privilegi, il Borgia è stato un demone e un rinascimentale illuminato, Giulio della Rovere un guerriero assassino che proteggeva Michelangelo mentre scolpiva la Pietà. Siamo tanto minuscoli quando si tratta di vivere, e giganti quando pontifichiamo sull’universo.

Gli imperi sono costruiti da famiglie, nella storia e nella moda – quando oggi, i modelli di business familiari, soprattutto nel momento di ricambio generazionale, sono i più deboli. Gli investitori vedono in una conduzione famigliare l’opportunità di acquisto. L’Italia è stata la patria di case costruite su un matrimonio – con la moda, l’Italia ha influenzato l’industria grazie a coppie di persone che si sono amate e che hanno avuto l’ardore di conquista e di vittoria – dai Missoni agli Etro, fino a Dolce e Gabbana – la forza nelle mani dei fondatori, l’esigenza di evoluzione acrobatiche con le seconde o le terze generazioni. A ogni festa è indispensabile che a un certo punto arrivi una cameriera per svuotare i posaceneri, lavare i bicchieri e portarsi a letto i cuori solitari e tristi.

Al liceo i bambini cresciuti in queste nostre famiglie dipinte e mescolate, imparano a dire il contrario di quello che pensano, prendono i voti più alti. Scoprono l’inutilità delle opinioni, scartano il buonsenso, alla natura iniziano a preferire l’artificio, alle emozioni l’ambiguità. Appaiono sconvenienti, iniziano ad andare in giro scoprendosi l’anima.

Gli stilisti di Milano hanno lavorato con i fotografi, seguendo l’invito di Susanna Cucco che per i prossimi due numeri è salita con in regia di Lampoon. Antonio Marras, Andrea Pompilio, Fausto Puglisi, Lucio Vanotti, Nicola Brognano – altri arriveranno sul numero di novembre. Un branco di leoni – dove il maschio è sempre poligamo, maestoso e forte, le donne feroci, i cuccioli teneri: le fusa si rompono come terremoti, la polvere della savana profuma di sole, avvinghiati e abbracciati dormendo insanguinati.

Art Direction

SUSANNA CUCCO

Hair

GABRIELE TREZZI

Make-up

COSETTA GIORGETTI

Hair Assistants

SAKU, LUIGI MORINO

Make-up Assistants

GIORGIA SAVAGLIO, KASSANDRA FRUA DE ANGELI

Casting

SIMONE BART ROCCHIETTI

Street Casting

IRENE GERMANO @SIMOBARTCASTING

Photographer Assistant

JACK SNELL

Fashion Assistants

ELIA BARCELLESI, CLARA CARCANO, ILARIA POLONI, AIDA ZAHABI

Production

ANNALAURA MASCIAVÈ

Models

DANIEL WARD THOMAS @IMG
ALASTAIR GEORGE @FASHION
GIOSUÈ NAPOLITANO @ELITE
PAIGE LYNN @THE LAB
EMMA, LEYLA, CARLOTTA, CHIARA, ROBERTO REALE @SIMOBARTCASTING

Editor’s Letter – Dionysus

L: lina hoss, cape chanel, Photography Nikolay Biryukov; nastya sten, dress chanel, Photography Kahn & Selsenick; harleth kuusik, jacket louis vuitton, Photography Ralph Mecke

Text Carlo Mazzoni
@carlomazzoni

 

A dicembre, a tre mesi dall’apertura, duecentocinquanta mila biglietti d’ingresso erano già stati staccati per la mostra di Caravaggio, al Palazzo Reale di Milano. Non era più possibile prenotare la visita – tutti i posti esauriti fino al 28 gennaio, giorno di chiusura. L’unica possibilità per entrare era mettersi in coda.

Dalle ombre del Merisi nascono gli scintillii di Sølve Sundsbø, da un baratro di rocce scure sorge la Torre d’Avorio di un’Infanta Imperatrice de La Storia infinita – per interpretarla, abbiamo voluto Lina Hoss. La moda di questa primavera è composta di luccichii e bagliori che nascono dai chiaroscuri, dal buio di un inverno concluso. Nel corso del 2018, Fendi sostiene il progetto di catalogo digitale di tutte le opere del Caravaggio, lavorando con la direzione della Galleria Borghese – insieme a un programma di mostre nei musei del mondo, per i prossimi due anni.

Caravaggio, divino e demoniaco. La massima grazia dell’arte e una vita in rivolta, contro i costumi e contro la legge. Dipinse la santità e visse la sensualità – i suoi quadri turbano, perché nessun altro fu così capace di produrne la sintesi. Un dio greco gli fece da eco, scusate la rima – il titolo è Dionysus, ed è un invito a reagire contro quest’epoca di Trump: un momento vago per la cultura e per la civiltà americana, in balia di un sexy trash che appare addirittura su Love mentre sarebbe meglio rimanesse esclusivo della sua alcova d’orgine, nei pressi dell’indirizzo delle sorelle Kardashian.

Il sesso per Caravaggio è un fare sincero. Libero, perverso e promiscuo – o anche cattolico, prolifico e simbolico – sempre potente. In Italia come in Europa, si evince un calo dell’uso dei preservativi tra i ragazzi giovani ed eterosessuali, convinti che di AIDS non si muoia più. Dionysus è la divinità dell’estasi orgasmica e orgiastica: fate l’amore con chi volete, provate tutto quelle che c’è da provare, prima lo fate meglio è – l’unica regola che vale in amore è il preservativo. I preservativi si usano: sono la prima forma di rispetto verso voi stessi, verso chi vi piace – e verso una donna.

Dioniso indossa le scarpe Armadillo di Alexander McQueen. L’Italia è rimasta a bocca aperta davanti a un ragazzo di vent’anni, Damiano, front man dei Maneskin, che ha eccitato il paese – donne, nonne, uomini, incerti – compresa Alba Parietti. Damiano ha gli occhi truccati, le guance scavate, la sensualità della pelle – salirà su quel palco con le scarpe di McQueen.

Credere nella bellezza significa credere nel sudore: della pelle, della fatica, del lavoro. La sincerità è la leva per spostare i pesi della bilancia. «Da qualche parte lassù c’è una stella con sopra il tuo nome. Forse non sarò capace di aiutarti a trovarla, ma le mie spalle sono forti e puoi salirci sopra mentre la cerchi» – è Dioniso che sta parlando a Caravaggio. Proprio come quel gigante di Gil Reyes per dare nuova forza ad Andre Agassi.

From The Fashionable Lampoon Issue 12 – Dionysus

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