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frida’s friends onlus

We Need Pets

I MIGLIORI AMICI DELL’UOMO

Text Lampooners

Ci si perde nella notte dei tempi, per spiegare quanto la loro vicinanza sia rassicurante per l’essere umano. Da alcuni decenni lo studio di questa vicinanza è diventata terapia che salva gli animali dal randagismo.

Per aiutare un cane abbandonato, oltre al classico numero verde dell’ENPA – 800253608, oppure 1515 – quest’anno è nata una nuova realtà che collega le associazioni di volontariato presenti in Italia: il Pronto Soccorso Animali TV. Un sistema che racconta dal vivo le azioni dei volontari: dal soccorso di un animale abbandonato fino all’adozione. Il progetto sponsorizza le varie associazioni di volontariato che con una telecamera registrano il tragitto per andare sul luogo dell’intervento e il recupero dell’animale fino alla sua sistemazione in clinica veterinaria. Il video verrà poi inviato alla mail: prontosoccorsoanimalitv@gmail.com.

Il maltrattamento degli animali è un reato punito con la reclusione sino a quindici mesi e una pena pecuniaria che va dai tremila ai diciottomila euro. È possibile presentare una denuncia ad un organo di Polizia Giudiziaria sia di persona che attraverso una telefonata.

 

PET THERAPY

Dal salvataggio alla compagnia che fa da cura: la pet therapy. Il termine è stato coniato dallo psichiatra americano Boris Levinson nei primi anni Sessanta, letteralmente significa ‘terapia dell’animale da affezione’. Una pratica di supporto ad altre forme di terapia tradizionali che sfrutta gli effetti positivi dati dalla vicinanza di un animale a una persona. Zooterapia che permette agli animali di diventare ‘medici’ dell’uomo.

Text Manuela Porta

La Casa Pediatrica del Fatebenefratelli a Milano offre il primo servizio di pet therapy ospedaliero in Italia, grazie alla stretta collaborazione con l’associazione Frida’s Friends Onlus che garantisce i suoi cani con i rispettivi operatori per assistere piccoli pazienti, sia nei momenti di svago che di ansia e paura.

«Il nostro ospedale – spiega il Professor Luca Bernardo, Primario della Casa Pediatricaè stato il primo a permettere ai bambini di portare anche in corsia il proprio pet per non interrompere quel rapporto di simbiosi e affettività quotidiana che vivono a casa. Per chi non possiede un animale proprio, il nostro ospedale offre un supporto bisettimanale di Pet Therapy grazie a cani singoli, dedicati e personalizzati al paziente con la copresenza di uno psicologo».

«La Pet Therapy – spiega Mario Colombo, presidente dell’associazione Frida’s Friends Onlus – trova efficace applicazione nell’ambito sanitario, socio-assistenziale, nelle comunità di recupero e nelle case di riposo garantendo benefici ad ampio raggio: aumenta l’autostima, sviluppa le capacità relazionali, migliora le capacità motorie e verbali e regala un atteggiamento positivo nei confronti della vita».

Per quanto riguarda gli interventi con bambini o ragazzi disabili, grazie alla relazione con l’animale acquisiscono maggior entusiasmo nell’affrontare piccoli e grandi progressi quotidiani.

Con ragazzi pre-adolescenti e adolescenti il rapporto con l’animale può diventare il mezzo per stimolare riflessioni su un vissuto o presente stimolando concetti come rispetto, fiducia e reciprocità.

Importante sottolineare che la Pet Therapy rappresenta una co-terapia, quindi aggiuntiva e non sostitutiva: «soprattutto in caso di bambini lungo degenti – spiega il Professor Luca Bernardo – il contatto fisico con gli animali da compagnia ha fatto riscontrare significativi benefici. Secondo studi medici su trecento bambini, si evidenzia una diminuzione dei livelli di ansia e stress. Lo studio ha lo scopo di valutare gli effetti della presenza di un cane in momenti di particolare tensione per il bambino. Perché le interazioni con animali da Pet Therapy possono influire sull’aumento di dopamina (la sostanza della felicità che produce autonomamente il nostro corpo) riducendo il cortisolo (prodotto dallo stress). Nonostante la proposta di legge la Pet Therapy non è stata ancora riconosciuta dal Sistema Sanitario Nazionale e non tutti i pazienti italiani ne possono, quindi, usufruire se non appoggiandosi al supporto delle Onlus».

Image from Pinterest