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GIACOMO MOOR

Testo Marco Maggio

 

Liceo classico, laurea al Politecnico (con una tesi sull’ebanisteria), la grande scuola brianzola del legno, l’apprendistato in una bottega artigiana: quando e come queste tappe ti hanno portato a scommettere su te stesso?

Sono due le tappe di svolta che mi hanno portato a fare quello che faccio, l’incontro con il mio relatore di tesi, Beppe Finessi, e le collezioni per la galleria PostDesign, Attraverso e Metropolis. Più recentemente la collaborazione dell’anno scorso con Acerbis, con i prodotti Alterego e Outline, grazie alla quale ho vinto il premio del Salone Milano Award come Young Designer.

 

Chi conosce la tua poetica sa del tuo amore per i ‘difetti pregiati‘: ai pregi sarebbero quindi preferibili i difetti?

Molto spesso il difetto, come un nodo a vista, viene interpretato come un limite, un segno che sporca la superficie, le aziende lo eliminano. A volte però si tratta di segni che testimoniano l’aspetto vivo, naturale e prezioso della materia che si sta usando.

 

 

L’idea di bellezza che si manifesta attraverso la falegnameria sembra fare intendere che anche ‘il brutto’, come ‘il bello’, è una visione del tutto relativa: possiamo parlare di una ‘rivincita del Brutto’?

Parlerei di una visione relativa all’essenza che si sceglie, dove il bello e il brutto dipendono dalla materia che si usa e della lavorazione che gli si applica.

 

 

Il legno ‘cambia‘, ‘si muove‘, si dilata, durante, mentre e dopo la lavorazione: questa mutevolezza lo arricchisce di opportunità o lo limita nelle performance? La tua esperienza.

Direi che i suoi limiti ne aumentano le opportunita. Cerco sempre di far si che un limite diventi un’occasione per pensare una forma o una funzione nuova.

 

Il legno come elemento (sopran)naturale: cosa ancora non sappiamo o non apprezziamo abbastanza di questo materiale?

Per me si tratta di una continua scoperta, le infinite essenze, le diverse proprietà fisiche di ognuna di queste. Trovare poi la giusta forma e lavorazione per ognuna.

 

Le creazioni che hai pensato per questa mostra (specchio, libreria, tavolo, consolle diritta e angolare) sono state realizzate utilizzando la tecnica, ormai in via d’estinzione, della curvatura a vapore del legno massello, inventata da Thonet: hai sentito la nostalgia di tempi passati? Pensi che il design contemporaneo sottovaluti il patrimonio tecnico (e culturale) che arriva dal passato?

Più che nostalgia del passato, si tratta del recupero di un’antica tecnica, reinterpretata oggi nel tentativo di darle una nuova forma.

 

Quale rapporto si crea tra natura e artificio? Credi che il ritorno all’elemento naturale, in voga negli ultimi tempi, sia solo un “trend” passeggero o piuttosto una presa di coscienza autentica circa la sua importanza per l’uomo?

Spero una presa di coscienza, dovuta alla consapevolezza che le risorse che abbiamo sfruttato in passato non sono infinite, e che l’uomo, come la natura, nel suo essere un organismo vivente, deve le sue fonti vitali alla natura.

 

‘Vapore’, s’è detto. Grazie alle sue proprietà, il legno si dilata per poi ritirarsi e tornare alla sua posizione originale, per una sorta di ‘memoria di forma’. Ci spieghi di cosa si tratta? E il legno ha memoria?

Il progetto Vapore ha permesso di gestire una proprietà fisica del legno massello curvato a vapore, ovvero la tendenza ad allargarsi per tornare nella posizione originaria una volta uscito dallo stampo, in una sorta di memoria di forma. La memoria di forma è propria delle leghe metalliche che una volta surriscaldate hanno la tendenza a riacquistare la forma originaria. Nella falegnameria si adotta, impropriamente, questo termine anche per il legno, che se curvato a vapore tende a non mantenere completamente la nuova forma. Questo limite ha ispirato la creazione di paesaggi formali, in cui una linea continua in faggio curvato, i piani in vetro e i volumi creano una struttura in tensione in cui tutti gli elementi sono tra loro legati e funzionali.

 

Per questa esposizione hai pensato a un modus operandi in grado di combinare tecniche tradizionali e creatività artigianali inedite: che peso hanno, rispettivamente, lo sguardo al passato e la fiducia nel futuro nella tua sperimentazione?

La mia ricerca non parte sempre da una tecnica del passato, a volte indaga una proprieta fisica del legno, un materiale o una forma. Faccio sempre molto tesoro del passato, che siano tecniche, prodotti o manifesti di pensiero.

 

Da sempre il legno è connotato di magia e creazione: homo faber, sei un demiurgo che trasforma una materia primordiale in ‘altro‘, animandolo, adoperando sapientemente le tecniche del passato. Pensi che ‘il domani’ saprà apprezzare e riconoscere le forme della tua creatività?

Spero che le apprezzi oggi!

VAPORE_gallerialuisadellepiane www.gallerialuisadellepiane.it
La collezione, costituita da 5 elementi, indaga l’antica tecnica della curvatura a vapore del massello.
MIART
Fiera Milano City, gate 5, padiglione 3, stand O15
Dal 31 marzo al 2 aprile 2017
Galleria Luisa Delle Piane
Via Giuseppe Giusti 24
Dal 4 aprile al 14 aprile 2017
Inaugurazione 6 aprile dalle h18.00 fino alle 22.30
GHOSTWRITER_acerbis acerbisdesign.com
Un volume misterioso che, grazie a un sofisticato sistema di aperture, svela in realtà una scrivania con accessori pensata per portare in casa l’ufficio…
Salone del Mobile Milano
Fieramilano, Rho
Hall 7, stand h23
Dal 4 aprile al 9 aprile 2017
A TABERNACLE CUPBOARD_wallpaper www.wallpaper.com
Realizzato da Emmemobili, un armadio che, una volta aperto, diventa uno spazio intimo e personale dove stare.
Mediateca S.Teresa
Via della Moscova 28
dal 4 al 9 aprile 2017
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