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The Fashionable Lampoon
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Grand Hotel Fasano

Text Carlo Mazzoni
@carlomazzoni

 

Era un sabato di giugno, in tanti arrivavano sul lago di Garda – dal nord, dall’Austria, per abitudine; da Milano e dal Veneto, per gli open di Golf, da Roma per il matrimonio al Vittoriale di Francesco d’Annunzio e Giulia Mazzoni, vestita da Gucci tra farfalle e jacquard – qui si raccoglieva un mix da villeggiatura, da Roberto d’Agostino al Tg5, oltre il pettegolezzo sublimando il trash – fino addirittura a Michael Nyman, maestro pianista compositore, premio Oscar per The Piano, che con Giulia ha collaborato su più brani dei dischi di lei e sulle tournée in giro per il mondo con cui questa ragazza continua a viaggiare per i continenti.

Quel sabato, nel primo pomeriggio scendendo dal Vittoriale, la strada lungolago portava all’ingresso di un albergo che fu dimora reale della famiglia d’Asburgo – il Grand Hotel Fasano si lasciava alle spalle il clamore e il successo di quel sabato italiano, per sedersi a un tavolo apparecchiato all’ombra di una magnolia in fiore, a pochi metri dall’acqua. Le magnolie sono due e poco distanti, i rami si intersecano formando un ombrello di foglie per l’aria fresca. Il vento umido porta il sapore dolciastro e lacustre, mescolato al profumo del sole – il profumo del sole, per chi lo vuole riconoscere. I tavoli in ferro battuto, le anatre, germani nobili, camminano sul prato e sulla ghiaia chiedendo – con un poco di altezzosità – qualche briciola di un buon pane. Quelle magnolie e la loro ombra sulla tovaglia bianca, un piatto di vitello tonnato e una crema di pomodoro e basilico, hanno prodotto un’immagine che è la poesia di una primavera italiana.

Il Fasano è di proprietà dei fratelli Mayr, Olliver e Patrick – forse uno dei migliori alberghi che abbiamo recensito in questa rubrica, Lampoon Agenda. Le stanze affacciano sul lago a est per il risveglio: si intravede l’altra sponda e l’isola del Garda. Una barca a vela solitaria accelera sulla brezza, gli ospiti tedeschi nuotano al largo a loro agio. I cigni prendono il volo – la foschia dissolvendosi, mentre i raggi di luce girano sulla meridiana.

All’ultimo piano, la camera gioca sulle tonalità candide, tra la crema e il beige – c’è una peonia rossa e schiusa. La porta finestra rimane aperta oltre le tende che volano, in terrazzo sono disposte due sedie allungate, ereditate da Thomas Mann o dal principe Rodolfo. Il pavimento in cotto esagonale è tirato con tale abbondanza di cera che sembra coperto d’acqua, lucido come uno specchio, l’essenza del pulito. La mattina, la colazione è in terrazza, le fragole degli orti coltivati sui pendii scoscesi della zona. Il cuore s’innamora come ieri, l’aria delle dieci di mattina attraversa l’ombra dei tigli, dei cipressi, delle palme da lago – di quelle due magnolie in fiore – portando ancora e ancora, il profumo del sole.

Grand Hotel Fasano

Via Zanardelli, 190

25083 Gardone Riviera (BS)

T 0039 0365 290 220

hotelfasano.it