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international boxing hall of fame

Not Another Boxeur Story

courtesy of Bibliothèque nationale de France

Text Domenico Paris

 

Per guadagnarsi da vivere, aveva scelto lo sport dei duri per eccellenza, il pugilato. Ma sul quadrato Panama Al Brown non era soltanto un boxeur. No, sui ring della Parigi degli anni Venti, lui era un’autentica epifania di stile.

Dotato da madre natura di un fisico pazzesco – centosettantacinque centimetri d’altezza per cinquantatré chili –, questa silfide nera dal pugno al fulmicotone incarnava alla perfezione il motto relativo alla ‘grace under pressure tanto caro a Hemingway. Perennemente a corto di preparazione fisica a causa delle interminabili notti trascorse nei club più à la page, l’ex mozzo centroamericano coltivava splendore e raffinatezza piuttosto che sudare in palestra, convinto che «una vita senza almeno ventimila bottiglie di champagne non merita di essere vissuta», come ebbe a dire lui stesso. E le bollicine furono per lui un’autentica ossessione. Perfino negli intervalli tra una ripresa e l’altra, quando, annoiato dall’avversario di turno, buttava giù un sorso di quel nettare celestiale prima di spedirlo a tappeto. Poi, con le laute borse guadagnate, di corsa a fare shopping: centinaia di raffinati abiti di sartoria, cappelli e scarpe a non finire, riempiendo interi bauli da ostentare in giro per il mondo, come fece anche a Milano nel 1933, difendendo il titolo di campione del mondo dei pesi gallo contro il nostro Bernasconi. E i cavalli? Sperperò un patrimonio per allestire le sue sfortunate scuderie! Artista nel più profondo dell’anima, quando le spese folli divennero insostenibili, fu anche apprezzato cantante e percussionista nei varietà di mezza Francia e negli Stati Uniti, oltre che amante, e di un amore scandaloso, di Jean Cocteau.

La sua parabola da personaggio dei libri di Fitzgerald si concluse, purtroppo, a soli 48 anni nei ghetti più poveri di New York, ormai lontano dagli applausi della sua amata Parigi, in seguito alle complicazioni di una sifilide mai curata. La scia del suo mito, invece, continua a segnare il cielo come una stella cadente. Tutta da riscoprire.

Image courtesy of Wikipedia