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jiffpom

The dog cloner

ph. Hybrid – IG @artbyhybrid

Text Sara Emma Cervo
@saraemma_

 

Mentre al mondo c’è ancora chi abbandona gli animali, c’è chi, invece, ne trae profitto dai social. Sul podio dell’appena chiuso 2017 è salito JiffPom, un volpino di Pomerania. Oggi, il re, ha la bellezza di settemilatrecento followers solo su Instagram. Una star con tanto di merchandising da acquistare sul suo sito e molte visualizzazioni su YouTube. Possederlo è un affare da centomila dollari. La stessa cifra richiesta a undici ore di aereo da dove mi trovo io, a Milano, per clonare un cane. Succede a Guru-Go, in un distretto di Seul in Sud Corea. Qui, ha sede la Sooam Biotech, prima e unica organizzazione no profit, fondata da Hwang Woo Suk nel 2005, che promette di riportare (quasi) in vita – indipendentemente da età, taglia e razza – il fedele amico a quattro zampe. Lo scopo? «Curare cuori infranti» e alleviare la perdita subita.

Nulla a che vedere con la serie tv Black Mirror ideata e prodotta da Charlie Brooker. A Guru-Go ci si nutre di scienza, non di fantascienza, anzi di realtà! Sperimentata non solo dai coreani, i primi a rivolgersi a Hwang, ormai eroe nazionale dopo le beghe con la giustizia, sono gli americani, disposti a volare dall’altro capo del mondo pur di riportare in vita ricordi ed emozioni. In fondo per (s)doppiare l’animale basta solo un ricco conto corrente e seguire le istruzioni: se il cane dovesse essere ancora in vita, nessun problema, basterà depositare il DNA con il giusto anticipo; diversamente, quindi a decesso già avvenuto, si dovrà avvolgere il corpo in asciugamani bagnati, conservare questo in frigorifero e recarsi in clinica entro cinque giorni dalla scomparsa. Il dolore sarà già alleviato e il risulto garantito, almeno in parte: il cucciolo andrà rieducato, ma con più facilità, il carattere sarà quello e solo quello. Ai proprietari di cani, me inclusa, non resta che monitorare il sito e sperare in una nuova competition Italia inclusa, pari a quella che nel 2013 permise a Rebecca Smith di ottenere uno sconto del 70% per una seconda Winnie. Allora bastava scrivere in qualche battuta del proprio fidato amico, allegare video e foto, per salire sul podio e portarsi a casa un clone invece di un trofeo.

Nel dubbio, io, ho deciso di portarmi avanti: le piroette davanti alla ciotola, come le lunghe chiacchierate di Mr. Blue non sarebbero solo un ricordo. Lui così chiassoso, nulla a che vedere con la taciturna ‘iena’ Edward Bunker a cui rende omaggio con il suo nome.