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jon kortajarena

The Aspern Papers

Text Cesare Cunaccia
@cesarecunacciaofficial

 

Julien Landais, giovane video-maker e regista cinematografico francese – Angers, 1981 –, che ha creato anche una sua casa di produzione, la Princeps Film, affronta sul grande schermo una straordinaria e complessa opera letteraria ambientata nella decadente Venezia ottocentesca. Si tratta de Il carteggio Aspern, romanzo dell’americano Henry James del 1888, che ruota intorno a un’intricata vicenda dagli oscuri aspetti psicologici ed emotivi e dalle cadenze implacabili, sullo sfondo di una Serenissima romantica, cupa e affascinante, misteriosa e colma di intrighi. Julien ha appena finito le riprese, effettuate in un agosto tra i più caldi che si ricordino in Laguna, in luoghi direttamente connessi al plot jamesiano come il Palazzo Soranzo-Cappello in Rio Marin o in antiche dimore patrizie tuttora vissute, quali Palazzo Donà dalle Rose alle Fondamente Nove. Il montaggio del film, realizzato in presa diretta, è ancora in corso a Londra (uscirà nell’autunno del 2018, NdR). Il cast è stellare. Dalla leggendaria Vanessa Redgrave nel ruolo della Grande Dame Juliana Bordereau a Jonathan Rhys-Meyers come Morton Vint e Joely Richardson che è Miss Tina. Poi Alice Aufray, Jon Kortajarena che impersona Jeffrey Aspern, Nicolas Hau, Lois Robbins, Barbara Meier e la poliedrica verve di Morgane Polanski nei panni di Valentina Colonna. Non manca un significativo cameo di Daphne Guinness. Gabriela Bacher è il produttore del film, affiancata dagli executive producer James Ivory – l’indimenticabile regista di Room with a view – e Charles-Henri de Lobkovicz. Costumi di Brigit Hutter, ma in quest’ambito particolare vanno sottolineate anche due collaborazioni eccellenti, con Bulgari e Dolce & Gabbana. Production designer è invece l’italiana Livia Borgognoni. «Il Carteggio Aspern – afferma Julien Landais, che ha pure partecipato, accanto a Jean Pavas e Hannah Bhuiya, all’adattamento del soggetto letterario originale – scorre su un plot formidabile e intricato. Un congegno concentrico. È una storia dove si intrecciano ossessioni, manipolazione, il malinconico senso di una grandezza perduta e il vagheggiamento, la proiezione onirica di avventure byroniane». Forse l’autentica protagonista del racconto è Venezia, con la sua capacità di trasfigurazione e teatralità, con la sua luce sfumata e pittorica, la sua trama labirintica, le nebbie e gli ingannevoli riflessi sull’acqua dei canali. Terreno ideale di passionalità e arcani. Più che una città un ‘grande appartamento collettivo’, come la definisce proprio Henry James, che ne ha fatto lo scenario di alcuni suoi romanzi e che vi trascorse lunghi soggiorni in particolare a Palazzo Barbaro-Curtis in Canal Grande.

Images courtesy of Julien Landais
www.julienlandais.com – @julienlandais

Cover from The Fashionable Lampoon Issue 08 – Aristofunk

VALMONT

Jon Kortajarena shot by Hunter & Gatti – Aristofunk – The Fashionable Lampoon Issue 8

Testo Jennifer Paccione
@jenniferpaccione

 

Jon appare nel video di Bitch I’m Madonna ed è salito sul palco della cantante durante il concerto a Barcellona. «È  la mia ‘bitch’ preferita! È intelligente, divertente, originale. Madonna spacca. Sul palco è la regina». È plausibile supporre che la percezione della bellezza possa essere condizionata o persino alterata in un settore come questo. La bellezza non si limita all’aspetto fisico ma coinvolge e incorpora caratteristiche più intime, a dimostrazione che quando la bellezza si accompagna al sentimento diventa un dono più prezioso. Una foto lo ritrae in compagnia del regista franco-polacco Roman Polanski, con la didascalia ‘colazione con Polanski’. La conversazione si sposta sul rapporto di Jon con il cinema e i registi: «Sono legato a Pedro Almodóvar e al suo mondo. La maniera in cui dà vita ai personaggi e il suo punto di vista nelle storie che racconta mi sono familiari. Amo il lavoro di tanti registi: da Bertolucci a Polanski, ad Antonioni…».

«È un onore essere fonte d’ispirazione per persone verso cui nutro rispetto e ammirazione profonda». Tom Ford. «Con Tom Ford il rapporto è più stretto, personale.Lo ammiro come uomo e naturalmente anche come designer e regista. Il suo ultimo film, Nocturnal Animals, è un gioiello. Ogni volta che mi chiama per un progetto, riesce sempre a tirare fuori il meglio di me, a farmi brillare. Gli devo molto». Una specie di mentore: «È una di quelle figure maschili che, da adulto, ho adottato come punto di riferimento in tante situazioni della mia vita». Come Tom Ford, anche Karl Lagerfeld ha citato Jon Kortajarena tra le sue muse. «Karl Lagerfeld è un uomo molto diverso. Anch’egli divertente, estremamente talentuoso, ma diverso. Il nostro rapporto è più di natura professionale. Non c’è niente che Lagerfeld non sappia».

Risulterebbe difficile descrivere Jon Kortajarena come individuo; è più facile pensarlo come energia. La sua natura è travolgente, contagiosa, è impossibile non sentirsi attratti da lui. «È vero che tutte le esperienze acquisite da modello sono state incanalate nella mia professione di attore e, in un certo senso, si può dire che ci sono delle somiglianze tra le due carriere, ma solo in superficie. Da modello, mi sento di dover vendere l’illusione dell’uomo perfetto e mantenere vivo qualcosa d’irreale può stancare. Devi nascondere le imperfezioni e questo può creare molte insicurezze. Da attore, invece, le tue paure, la tua insicurezza, persino i momenti di massima vulnerabilità contribuiscono a rendere la performance più autentica. Amo entrambe le professioni ma credo di potermi esprimere meglio nei panni di attore. Nella moda vendi un’illusione, nella recitazione recitazione racconti una realtà».

 

 

Shot by Hunter & Gatti

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