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The Fashionable Lampoon
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Cena Stellata da Franz Kraler

Jessica Préalpato
Chris Oberhammer, Jessica Préalpato, Mickaël Pihours
Fondazione Kraler
Franz Kraler, Chris Oberhammer, Daniela Kraler
Dessert by Chef Pasticcera Jessica Préalpato
La Gambetta Restaurant
Tilia Gourmet Restaurant
Alta Pusteria
Kraler store, Il Castello
Daniela Kraler
Fondazione Kraler
Fondazione Kraler
Fondazione Kraler
Fondazione Kraler
Fondazione Kraler
Fondazione Kraler

Text Angelica Carrara
@angelicarrara

Italia, Austria e Francia si incontrano a tavola – in nome del territorio, della natura e della filosofia di condivisione. Un ritrovo di cuochi stellati alla Fondazione Kraler di Dobbiaco, per la quinta edizione del Gourmet Festival Alta Pusteria.

Come un nascondiglio, la Fondazione Kraler si fa scoprire adagio. Ci sono due piani interrati, sotto a una vela in cemento armato che ricrea l’andamento del terreno. I pilastri di acciaio grezzo con la forma a croce – la pulizia architettonica che si ispira a quella di Mies Van der Rohe. Un’intera parete rivestita di foglia d’oro si riflette in una lunga vetrata che guarda alle Dolomiti da un buco nel cielo. Quasi interamente autosufficiente in termini energetici e di consumo, è una struttura immersa nella sua natura, restando uno spazio volutamente vuoto e mimetico, pronto a ospitare l’arte, la moda, il design, la cultura, la cucina in un modo gentile. Lo diciamo sempre – si tratta di modi – sono sinceri quelli di Daniela, Franz e Alexander, per tutti ‘i Kraler’, quando ti accolgono a casa.

L’invito alla cena Chris & Friends – les Collectionneurs, in occasione del Gourmet Festival Alta Pusteria, un raduno ‘oltreconfine tirolese’ ideato dallo chef Chris Oberhammer del ristorante Tilia di Dobbiaco. Al suo fianco, sono arrivati d’oltralpe Mickaël Pihours – del Ristorante Le Gambetta a Saumur –, e Jessica Préalpato – chef pasticciera all’Alain Ducasse au Plaza Athénée di Parigi – tutti appartenenti alla stessa community di ristoratori e albergatori Les Collectionneurs, presieduta dal 1999 da Alain Ducasse. In comune la passione per una cucina identitaria e popolare. «Mickaël ha portato il piccione dalla Loira, Jessica il cioccolato. Le eccellenze del loro territorio», ci racconta Chris, «l’obiettivo è l’unione dei territori anche attraverso i prodotti tipici di ognuno».

Nato a Dobbiaco, Chris a diciotto anni ha lasciato la cucina di casa, alla volta di Bruxelles, e poi Parigi, New York e Montecarlo, dove è rimasto cinque anni al Louis XV guidato da Alain Ducasse, «dove ho imparato il rispetto per il prodotto e le materie. Il nostro lavoro comincia lì, dove quello del contadino finisce». Il richiamo della montagna lo ha rivoluto sulle dolomiti di Sesto, prima nell’albergo di famiglia e poi dal 2010 al ristorante Tilia ­– un cubo di vetro nel parco del Grand Hotel di Dobbiaco che sembra il salotto di casa, con sei tavoli e un massimo di sedici posti. La moquette per terra, i dipinti e le sculture di ferro e vetro sempre opera dello chef. La prima stella Michelin nel 2007, e il rifiuto della seconda nel 2009, «ho preso le distanze, perché trovo sia sempre meno valutato quello che c’è nel piatto, rispetto al ‘contorno’. Così ho eliminato tutto, le tovaglie e anche la carta dei vini per un po’». In sala ci sono Luana e la moglie Anita, sommelier veloce nel legare sensazione-parola di quello che si beve. In cucina, la brigata? «Sono io!», e un giovane apprendista di quindici anni con il basco in testa arrivato da un paio di mesi. Aperto tutto l’anno, tranne il mese di Novembre, «quando io non ci sono il ristorante è chiuso. Di questi tempi gli chef ‘girano’ troppo, non si sa più chi cucina».

Via Dolomiti 31/b, 39034
Dobbiaco, Italia
Via Dolomiti 46, 39034
Dobbiaco, Italia

Interview with Kraler

Text Angelica Carrara
@missangiecarry

 

Kortina. Con la K di Kraler. Dovrebbe chiamarsi così la ‘perla delle Dolomiti’, da quando la Famiglia Kraler – Franz, Daniela e Alexander, ci hanno messo il cuore. E un impero di luxury multibrand.

Febbraio, 1984. Una storia d’amore iniziata a Dobbiaco, ‘la regina del fondo’. «Era una domenica fredda, c’era un forte vento. Ero a messa, quando è entrato un ricciolino, tutto ‘spirinci’, con solo un maglioncino. E occhi azzurri bellissimi. Al momento del segno della pace si è girato verso di me. Ero timida. Ci siamo guardati. Ed è stato un colpo di fulmine», racconta Daniela.

A come amore. «Nato in vacanza, a Dobbiaco. Io e la mia famiglia stavamo all’Hotel Sole. Di sera Franz veniva da noi a bere il té e a giocare a carte. Era piaciuto subito ai miei, con il suo fare da tirolese. Due anni di fidanzamento. Gli incontri nella mia città, a Verona, dove ero interprete di Banca e poi di nuovo a Dobbiaco. Lì ci siamo sposati».

Franz, nome foriero. Innamorati e immersi in una natura paradisiaca, i Kraler hanno ‘interpretato’ quello che mancava in una realtà così, «un posto dove poter comprare il bello». «Franz aveva una casa a disposizione, la dependance della residenza estiva dell’imperatore Francesco Giuseppe e della principessa Sissi. Nel 1986 aprimmo il primo negozio».

Benvenuto Alex. Nato il 1 gennaio 1989. Oggi, dopo aver collezionato due lauree, lavora in famiglia. Mamma e papà gli dedicarono un negozio nel centro di Dobbiaco: Alexander’s. Dove si vendeva solo cachemire e coccodrillo. E poi i fenomeni e la ricerca: Loro Piana, Agnona, Antonio Fusco, Malo, Ballantine. «Facevo fare i bauli e le valige dagli artigiani, le scarpe sportive e da roccia tutte in cocco. Un lusso sfrenato. Venivano tutti i Signori di Cortina. Le famiglie Zoppas, Riello, Montezemolo, Benetton, andavano a Dobbiaco a fare i funghi e poi per lo shopping da me».

Portavamo i calzoni alla zuava. I Loden. Il tabarro. I cappotti con i colli in cincilla e in zibellino. Gli stivali in coccodrillo. Da Dobbiaco a Cortina, la prima boutique nel 2004. «Era Cortina che veniva da noi. Perché aprire lì? – ci chiedevamo». «Ci abbiamo creduto. Io credo molto. Ho fede. Funziona. E ha funzionato». «Cortina trovava da noi Prada, Gucci, Ralph Lauren. Keaton è nato lì. Ricordo quando con Ciro Pavone mettevamo sul tavolo i tessuti e insieme creavamo per Franz Kraler».

Lui, anima tirolese. «Io sono diventata Heidi. E Franz mi ha sempre ‘lasciato fare’». «Nel 2008 abbiamo ristrutturato il Castello a Dobbiaco, uno spazio di 3000 metri quadrati. E ci siamo allargati a Cortina. Nell’ex Ritz Saddler, storico negozio del made in Italy che si è aggiunto nel 2015. Poi si è liberato un altro spazio che abbiamo dedicato ai corner e alle special capsule. A gennaio, il boom di Lenoir e poi a maggio l’ex Verni. Una cosa tira l’altra».

«Abbiamo creduto nel territorio, costruito e fatto nel territorio con forza lavoro del posto. La realtà online non ci rappresenta».

«Un’emozione». «Il bello. E far felice la gente. Io sono sempre ‘in mezzo’. Non delego mai. Sono lì con i miei clienti e dappertutto. Ci sono sui miei canali social. A sostegno del mio personale. Devo lavorare, fare e brigare».

«Un lusso». «Fare quello che mi piace ogni giorno, da mattina a sera. E trasformare cose di uso comune con materiali speciali».

«Le tue passioni?». «La mia famiglia. Le macchine d’epoca, cabrio. Un po’ vecchiotte. I cavalli. I rapaci. Sogno di avere in casa un’aquila o un falco. L’elicottero. Viaggiare. Volare. In alto».

«La tua strategia di marketing?». «L’amore. L’amore muove il mondo e non il denaro».

«Le rivoluzioni della moda, come le vivi?». «Hanno tutte senso di essere. E le condivido, nonostante il nostro sistema di vendita sia tradizionalista e semplice. Il cliente arriva qui e prende. E grande fiducia, tramite voce, con ordini telefonici».

«Un miracolo?». «Io e Franz ci siamo trovati per caso, in quella chiesa, quel giorno. Quella sintonia ha cambiato la vita di entrambi. Da quel momento si è creata un’unione così forte che oggi è confermata da una realtà importante a livello internazionale».

Images courtesy of Press Office
www.franzkraler.it – @franzkraler