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letizia cariello

MIA Photo Fair, a conti fatti

Text Rocco Moliterni

 

È un’operazione sul ricordo Joie de vivre, il lavoro con cui Letizia Cariello ha vinto il Premio Paribas di MIA Photo Fair. Quelle immagini degli Anni Sessanta in Costa Azzurra, però, con latin-lover e attrici, barche e hotel di lusso, su cui è intervenuta con aggiunte minimali, esaltandone l’effetto di cassetto della memoria, l’artista di Coppano alla Galleria Minini, sono forse una chiave per decifrare l’ottava edizione della kermesse milanese. Una kermesse che sfodera fino a lunedì 12 marzo a The Mall Porta Nuova centotrenta espositori di cui novanta gallerie e tra queste ben trentasette sono straniere, il che ha dato quest’anno un tocco di internazionalità in più a una manifestazione che ha visto in passato alti e bassi.

L’edizione di quest’anno sembra decisamente fra gli alti, perché l’impressione è che abbia messo da parte gli eccessi di sperimentalismo e le carrellate di esordienti (o più o meno), puntando sul fascino e la qualità della fotografia ‘classica’: ritratti,  nudi, paesaggi. Sia di autori italiani da Jodice alla Vigo, da Cresci a Ghirri, da Giacomelli a Berengo Gardin, sia di fotografi di paesi stranieri, in primis l’Ungheria, cui è dedicato un focus, ma anche la Spagna (interessante lo spazio delle Baleari, con quel reportage post-elettorale di donne stanche accanto alle bandiere dei vari partiti, di rara efficacia), l’Africa e la Cina (Liu Bolin, di cui in questi giorni si è aperta una grande mostra al Vittoriano di Roma, ha una personale alla veronese Boxart).

Non mancano, sempre dall’estero i big d’Oltreoceano, quali Berenice Abbott, Robert Adams, Robert Frank, William Eggleston e Man Ray presentati ad esempio dalla galleria Kunsthandel di Berlino.  Girando per gli stand si ritrovano non pochi nudi femminili, declinati a volte da giovani autrici francesi o olandesi. La sensualità femminile ritorna in una casta immagine di Franco Fontana dalla serie ‘La luce delle domeniche americane’ (Photo & Co.) e in quelle del fotografo perugino Claudio Montecucco (Blancheart). Siccome non si vive di sola sensualità sono molto interessanti i lavori ‘industriali’ di Lucrezia Roda con i suoi Steel-Life.

Lavazza, partner della fiera fin dalla prima edizione, sfodera una mini personale di Platon legata al Calendario Lavazza 2018: sono i ritratti di diciasette ambasciatori della sostenibilità, uomini e donne impegnati concretamente a costruire un mondo più giusto dal punto di vista ambientale, sociale ed economico, come lo chef Massimo Bottura, l’attore statunitense Jeremy Renner, la paladina degli oceani Alexandra Cousteau, Carlo Petrini, fondatore di Slow Food,  passando per il campione di tennis André Agassi fino a Jeffrey Sachs, Direttore del Network dell’Onu per lo Sviluppo Sostenibile. Le opere in vendita spaziano da poche centinaia di euro a qualche decina di migliaia. Se avete, però, solo trenta euro potete portarvi via almeno il vostro ritratto: ve lo fa Settimio Bonadusi per Hp. La versione big viene esposta su una parete della fiera e ve la spediranno a casa, quella small ve la danno immediatamente.

MIA Photo Fair 2018

9 > 12 marzo 2018

The Mall
Piazza Lina Bo Bardi, 1 – Milano (sotto la BNL Diamond Tower)

Venerdì 9 marzo, 12:00 > 21:00
Sabato 10 marzo, 11:00 > 20:00
Domenica 11 marzo, 11:00 > 20:00
Lunedì 12 marzo, 11:00 > 20:00

Intero €16
Ridotto €12 (studenti fino a 21 anni, over 65)
Ridotto €12, dopo le 18.00

Courtesy Press Office
miafair.it/milano – @miaphotofair