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The Fashionable Lampoon
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Text Matteo Mammoli
@godsavemama

Steven Spielberg ha una passione per gli abiti di Cucinelli, Michael Jordan non manca di regalare borse alla sua compagna – sceglie tra Prada, Gucci e Valentino. «A Portofino, per quanto i loro Yacht con elicotteri sul tetto e campi da basket non passino inosservati, si svolge tutto in modo naturale, con le guardie del corpo che si mimetizzano tra i turisti» racconta Caudio, figlio di Lorenza Betti, fondatrice di Spinnaker. Storie di ordinario lusso, e di moda, dal 1976, quando ad Alassio, città natale della famiglia, aprì la prima boutique Spinnaker. Oggi, il gruppo ne possiede quindici, la più grande è a Sanremo: milleduecento metri quadrati di superficie su due livelli, con sartoria annessa, ma «capita di chiudere intere porzioni di negozio, per clienti esigenti in fatto di privacy. Quando ci ha fatto visita il principe del Qatar o la principessa della Malesia, uno dei due piani è stato chiuso».

Quel che si trova in negozio si può acquistare sul web – Spinnaker è anche un e-commerce: «facciamo coesistere online e offline – spiega Claudio – e forniamo un servizio anche quando, dopo le vacanze, il cliente torna a casa». Entrare nella boutique fisica, dopo una passeggiata sul lungomare, resta un’esperienza: «c’è il servizio di sartoria rapido – il cliente fa shopping al mattino e ritira il capo sistemato il pomeriggio, si può contare sulla prenotazione prioritaria nei ristoranti più esclusivi della città, champagne durante lo shopping e giochi di intrattenimento per i piccoli».

Tutti i negozi si affacciano sul mar Ligure, ma città che vai, clientela che trovi. Se gli italiani sono la maggioranza ad Alassio e a Santa Margherita Ligure, il novanta per cento è straniero a Sanremo e a Portofino, in particolare Russi ed Arabi nella prima e Americani nella seconda. Mentre gli italiani fanno acquisti misurati e trasversali – da Gucci a Moncler fino a brand emergenti come Off-White o tradizionali come Tagliatore, «gli stranieri trovano rassicurazione solo nelle grandi firme, indipendentemente dal fatto che i prodotti incorporino elementi fashion o tradizionali – acquistano Brunello Cucinelli, Ermanno Scervino, Giorgio Armani, Gucci, Valentino, Verscace. Va considerato anche che i prezzi sono spesso più convenienti rispetto a quelli applicati nel paese di provenienza». Da che shopping è shopping, gli accessori donna guidano la classifica degli articoli più venduti, anche se, nota Claudio, negli ultimi anni, con l’inserimento di forti elementi di riconoscibilità e un utilizzo diffuso del logo, i capi di abbigliamento sono in forte recupero di vendite.

La cintura di Off-White è introvabile, ma non è l’unico must-have del momento. Ogni brand ha i suoi, «per Valentino la Spike e la Candystud sono le borse più vendute, per Gucci la Marmount – ma la più cercata è la Re(belle). La collezione Black Nylon di Prada sta riscuotendo molto interesse tra i clienti più attenti e per quanto riguarda Burberry, rimaniamo in attesa di sapere quale sarà il must-have: il nuovo monogramma sembra essere un successo annunciato». A proposito di trend, sembra che la creatività dei designer miri a superare ogni confine. Ne è convinto Claudio, che osserva come oggi «la donna veste l’uomo e viceversa, lo streetwear contamina il classico, l’uso indiscriminato del logo non è più un tabù, e allo stesso tempo il no-logo è espressione di lusso. Se tutto è sottoposto a regole, infrangerle è la norma. Non è forse questa la prerogativa dell’arte?».

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