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maestoso è l’abbandono

L’amore e l’abbandono

Sara Gamberini

Maestoso è l’abbandono

Hacca Editore, p. 203, € 15,00

Text Micol Arianna Beltramini

 

Nel 2010 Xavier Dolan, ventun anni, scrive, dirige e interpreta il suo secondo film, Les amours imaginaires. È la storia di due ragazzi, Marie e Francis, che si innamorano di un loro coetaneo, Nicolas. Nicolas è fatto della stessa sostanza dei sogni; né Francis né Marie riusciranno mai a farlo loro, e questa tensione, o strazio che dir si voglia, consumerà i loro giorni. Nel 2017 Luca Guadagnino, su sceneggiatura di James Ivory, dirige quello che per molti è il suo capolavoro, Call me by your name. Punta quasi tutto su estetismo ed edonismo, minimizzando un aspetto che nel libro di André Aciman, del 2007, era dominante: il brancolamento invisibile. Inizialmente confuso dai contraddittori messaggi di Oliver (perché mi ha toccato la spalla? mi ama o gli do noia?) il protagonista Elio arriverà presto a pregare che quell’agonia non si esaurisca mai: dall’alto dei suoi diciassette anni ha già capito quasi tutto quel che c’è da capire. Nel 2018 Sara Gamberini firma il suo primo romanzo, Maestoso è l’abbandono. Chiude con queste parole la questione amori immaginari: «Hanno gli occhi pieni di una sostanza liquida fatta di amore eccezionale e di stelle, l’amore mai provato prima. Io che sono molto diffidente provo a rintracciare in me, per liberarli, i punti in cui l’idealizzazione si è potuta aggrappare con tanta intenzione. Ma poi di loro non se ne sa più niente, essi sfumano con educazione o svaniscono all’improvviso. L’eco che accompagna il loro svanire dice cose come abitavamo un sogno, ma anche la vita senza di te, poi credi di sentire una parola piccolissima che forse dice cuore, dice mai». Dolan e Aciman, se la conoscessero, l’abbraccerebbero.

Courtesy Press Office
hacca.it