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The Fashionable Lampoon
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naomi campbell

Burberry

Portrait of Juno Calypso for Burberry Festive Campaign 2018
Portrait of Kristin Scott Thomas for Burberry Festive Campaign 2018
Portrait of M.I.A for Burberry Festive Campaign 2018
Portrait of Matt Smith for Burberry Festive Campaign 2018
Portrait of Naomi Campbell for Burberry Festive Campaign 2018
Portrait of Valerie Morris-Campbell for Burberry Festive Campaign 2018

Burberry ripropone la Festive Campaign per il 2018, consuetudine del periodo natalizio con protagonisti d’eccezione.  Negli scorsi anni ha avuto i volti di Cara Delevigne e Matt Smith (nella campagna 2017), di Domhnall Gleeson, Lily James, Sienna Miller e Dominic West (nel 2016), di Sir Elton John, James Corden, Julie Walters, Romeo Beckham, Naomi Campbell e Rosie Huntington-Whiteley (2015) e infine quello di Romeo Beckham nella campagna originale (2014). Il 2018 segna il debutto nella campaign degli abiti firmati Riccardo Tisci, mentre la direzione artistica è affidata all’artista e fotografa britannica Juno Calypso. Protaognisti sono gli attori Kristin Scott Thomas e Matt Smith, la cantante M.I.A., e Naomi Campbell a fianco di sua madre, Valerie Morris-Campbell.

Guess Originals

Testo Domenico Trapani
@glaucoellenico

 

Le origini segnano l’inizio di un percorso, ma, al contempo, ne accompagnano lo sviluppo anche sottotraccia. GUESS è stata fondata nel 1981. Nasce come casa produttrice di jeans e da allora – da quelle poche dozzine di pantaloni vendute a Bloomingdale – la sua crescita ne ha fatto uno dei marchi lifestyle più conosciuti al mondo: l’incipit ha come substrato il fustagno di Genova, tessuto versatile per le sue prestazioni in campo lavorativo o di moda.

[] godono di una situazione specialissima, totalmente ignota alla lingua verbale: sono, cioè, dei significati puri. Infatti, i jeans possono trasformarsi con poche modifiche e con qualche minimo accessorio da un capo di lavoro in uno da sera, da un indumento feriale in uno festivo. M. Baldini – Semiotica della moda

Nella loro evoluzione storica hanno avuto sempre un ruolo identificativo dei gruppi anti-sistema, degli operai e dei cow-boy alle origini, degli uomini problematici e delle donne indipendenti negli anni Cinquanta, dei Figli dei Fiori negli anni Settanta, di Britney Spears e Justin Timberlake – li chiamavano il principe e la principessa del pop – sul red carpet dei VMAs agli inizi degli anni Duemila, infrangendo le regole del protocollo.

L’imponenza delle campagne pubblicitarie ha plasmato la storia del costume, il fascino dei jeans è apprezzato in tutte le sue sfumature: dal loro caratteristico blu scuro con cuciture a vista e non più occultate, a quelli neri e strappati alle ginocchia, logori prima del uso – il vezzo è solamente estetico – sfrangiati prima ancora di esser indossati. Seguono l’immaginario collettivo e vanno sottobraccio con le oscillazioni sociali per diventare indumento di massa e, subito dopo, per essere ‘de-massificati’ a servizio del lusso.

GUESS Originals Autunno 2016. La collezione si ispira a modelli realizzati negli anni Ottanta e Novanta, rivisitati utilizzando tecnologie tessili avanzate: lavaggi che spaziano dall’indaco al nero, jeans 1981 a vita alta e vestibilità sia aderente al corpo che non. La rivisitazione di salopette e maxi gonne a tubo, giacche tagliate, gilet lunghi e abiti chemisier. Il denim della selezione è realizzato con una predominanza di tessuti rigidi per rispecchiare il DNA del marchio.

Non tutto, però, è jeans. Il cuore denim della linea femminile è controbilanciato da t-shirt, canotte e felpe con logo in bianco e nero – GUESS per antonomasia –, abiti e body indaco a manica lunga e coste con lacci incrociati. La linea maschile coniuga lo stile del passato con una rivisitazione del denim. I capi degli anni Novanta sono protagonisti. Jeans 1981 carpenter con fondo affusolato, trattati con lavaggi che simulano l’usura, oltre ad un assortimento di giubbotti in denim ampio o dalla vestibilità ridotta con dettagli in tessuto sherpa. Un modello nero con dettagli in pelle e stampa a stelle e strisce è una rivisitazione della giacca americana. Pantaloni stretti a lavaggio acido nei colori indaco e grigio, le t-shirt e le felpe con logo. Il carattere enfatizzato dalle linee pulite.

Text Domenico Trapani
@glaucoellenico

 

The origins mark the start of a journey but, at the same time, they accompany its unfolding from afar. GUESS was established in 1981. It was born as a jeans brand and since then – since those few dozens pairs sold in Bloomingdale’s – its growth and expansion turned it into one of the most renowned lifestyle labels in the world: the opening of such story developing around a foundation that starts with a fustian textile from Genoa, a versatile type of fabric in terms of workwear and fashion potential.

[] they enjoy a very special situation that is utterly unknown to the verbal language: they are pure signified. Indeed, a few adjustments and with the addition of some small accessories, they can be transformed from workwear to an evening piece, from weekday to weekend outfit. M. Baldini – Fashion Semiotics.

In their historical evolution, they were always seen as the identifying uniform of anti-establishment groups, from the workers and cowboys of the origins, to the agitators and the independent women of the Fifties, to the Flower Children of the Seventies down to Britney Spears and Justin Timberlake – the Prince and Princess of Pop – and their denim outfits for the VMAs in the early two thousands when they broke all red carpet rules.

The power of the advertising campaigns shaped the history of costume and the appeal of jeans is loved in all its shades and fits: from their characteristic dark blue color with decorative stitchings, no longer hidden away, to the black, knee ripped style, with naturally occurring tear and wear – all a matter of aesthetics! – frayed even before wearing them. They respond to collective imagination and go hand in hand with social oscillations to become mass clothing before experiencing a process of demassification in favor of luxury.

GUESS Originals Autumn 2016. The collection takes cues from the Eighties and Nineties designs reinterpreted in view of the latest textile technology with washes ranging from indigo to black, a 1981 high-rise style as well as fitted and looser designs. A new take on jumpsuits, long pencil skirts, cropped jackets, long line vests and chemisier dresses. The denim used for this collection is mostly of the stiffer kind to mirror the label’s DNA.

However, it is not only about jeans. The denim soul of the womenswear collection is offset by T-shirts, tank tops and sweatshirts with a quintessentially GUESS black and white logo, long-sleeved indigo rib lace-up body suits and dresses. The menswear line marries the nostalgia of the past with a modern lens. Nineties inspired pieces make a comeback. The 1981 slim taper carpenter jeans come in a vintage wash. Next is an assortment of shrunken Sherpa’s and oversized classic denim jackets. The black denim style with leather detailing and a stars and stripes pattern is a tribute to the all-American outerwear. Indigo and grey acid wash skinny jeans, logoed tees and sweatshirts see their character emphasized through the choice of a simple design.

Images courtesy of press office and the GUESS archive
www.guess.com