Loading the content...
Navigation
Tag archives for:

pineider capsule

A mano, àmano

Penna “La Grande bellezza”, Pineider

Text Angelica Carrara

 

È un gesto d’amore. Scrivere a mano è una manifestazione del corpo. Il polso che disegna cerchi nell’aria, le dita che stringono la penna e premono per lasciare segni sulla carta. Siete ancora capaci di scrivere a mano? In corsivo? «Scrivi bene» – quante volte lo ripeteva la maestra quando bisognava ricopiare in bella grafia le lettere dell’alfabeto. Ancora oggi, l’Università di Harvard impone di svolgere alcune esercitazioni scrivendo, mentre in Italia si celebra la giornata nazionale della scrittura a mano (il 23 gennaio) e l’Istituto Grafologico Internazionale Girolamo Moretti di Urbino si sta adoperando perché la scrittura a mano sia proclamata patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

Carta e penna – non è vecchia usanza, è una questione elitaria. Un lusso. L’overdose di tecnologia in cui viviamo è d’aiuto, perché riporta al piacere della carta. Allo scrivere in maniera importante. «Non siamo per tutti, ma per chi è attento ai piaceri, alle raffinatezze» – ci dice Giuseppe Rossi, direttore generale di Pineider, la bottega artigiana di Firenze – biglietti da visita, carte intestate torchiate a mano e lettere di invito – che è stata scelta da case regnanti come i Savoia per le forniture di cancelleria. Notorietà che ha alimentato le leggende che, dal 1774 – anno in cui Francesco Pinaider scese dalla Val Gardena sull’Arno – vogliono Leopardi, Stendhal, Lord Byron e Dickens transitare nella bottega di piazza della Signoria.

Pare che Liz Taylor abbia chiesto e ottenuto da Pineider una carta da lettera del colore dei suoi occhi. Personalizzazione: «sono tante le aziende che vogliono rendere unico il momento, quindi personale e personalizzato» – continua Rossi. Pitti Uomo è l’occasione per presentare il nuovo progetto: la possibilità di realizzare la propria cancelleria direttamente dal sito. «I mercati al primo posto sono Italia e Usa. Poi Inghilterra, Francia, Giappone e Korea». Un omaggio all’Italia – La grande bellezza è il nome dell’ultima penna: «Roma è il ritorno alle origini. La biro è una stilizzazione della piuma, la forma è essenziale». Esistono tendenze in fatto di carta? Si tratta di un ritorno ciclico al passato, «carte dal taglio deciso e non sfrangiato».

In principio era la carta. Poi, la pelletteria. La capsule di accessori – 180 – accosta forme classiche a elementi tecnici. Linee pulite, pelle di vitello e tagli a costa fiorentina in sovra tono. La collezione 720, di cui sono parte gli accessori di pelletteria business, è multitasking. La borsa si converte in tracolla, lo zaino si fa shopper. Della linea Essential, il sottobraccio con portfolio organizzato, è disegnato per contenere carta e penna, laptop, tablet e smartphone, in 25 per 33 cm.