Loading the content...
The Fashionable Lampoon
Tag archives for:

riccardo tisci

So British: Burberry meets Vivienne

Stile British all’ennesima potenza: Burberry insieme al Punk di Vivienne Westwood. Riccardo Tisci lo ha annunciato su Instagram. La collezione, con lancio previsto a dicembre, sarà un’edizione limitata che rivisita gli abiti iconici dell’heritage inglese.

Per Tisci, direttore creativo di Burberry da marzo di quest’anno, Vivienne è da sempre musa ispiratrice: «è una delle prime designer ad avermi fatto sognare di diventare stilista. Quando ho iniziato a lavorare da Burberry, ho pensato che sarebbe stata l’occasione perfetta per coinvolgerla in un progetto», scrive.

Il gioco dei contrasti è espressione della modernità. Snob e pop, e streetstyle. Punk e classico. Burberry e Westwood.

Una parte del ricavato sarà devoluta a Coolheart, l’organizzazione nata in Perù con l’obiettivo di proteggere le foreste pluviali e combattere gli effetti della deforestazione.

La cultura della pioggia

Text Angelica Carrara
@missangiecarry

 

Il futuro è in attesa: si attende la direzione creativa di Riccardo Tisci. In un presente di transizione, il trench simbolo della maison si presta a giochi di styling. Tre modelli iconici: il Chelsea, aderente con la vita affusolata, spalle strette per le donne e arrotondate per gli uomini; il Kensington, come lo vogliono le proporzioni moderne, più sagomato; il Westminster dal taglio rilassato.

Cinque stylist – Jack Borkett, Anders Thomsen, Victoire Simonney, Ruben Moreira e Danny Reed – hanno ragionato sul trench in un portfolio di scatti di Thurstan Redding. Riviste e piattaforme nel mondo hanno presto dato luogo a una conversazione estetica, a proposito del trench. HypeBeast gioca sul digitale, Lampoon apre una styling session in via Monte Napoleone – e una festa alle Fonderie Milanesi, sabato prossimo.

Una conversazione: in inglese, si contano trentacinque parole per indicare la pioggia – per esempio, cloudburst è una pioggia breve e improvvisa. Il trench è un predicativo della pioggia – tralasciando l’ombrello che «è stato fatto per portarlo al braccio, come un pipistrello decorativo», diceva Gabriel Garcia Màrquez – facile a dirsi da un sudamericano. A Casablanca, un aeroplano in partenza, Humphrey Bogart guarda la pioggia mescolarsi alle lacrime di Ingrid Bergman. Marlene Dietrich è alla ricerca del legionario Gary Cooper, nel 1930: vestita da uomo, in trench, sdogana il primo bacio gay del cinema. Diluvia – Audrey Hepburn corre alla ricerca di Gatto, il temporale e il suo trench segnano il finale – mentre il tubino di Givenchy era – notare la coincidenza – solo l’inizio.

Il passato sembra lontano. Christopher Bailey ha lasciato la maison dopo diciassette anni. Un suo mezzo inchino con saltello e un bacio al marito a fine spettacolo. La sfilata è stata una celebrazione degli ultimi quarant’anni della cultura britannica, sotto un arcobaleno di luci – l’installazione Our Time di United Visuals Artist. L’arcobaleno, simbolo della comunità LGBTQ – lesbian, gay, bisexual, transgender, queer – è un interrogatorio del tempo che passa, non solo della casa di moda inglese, ma dell’Inghilterra. Il rainbow check, è una dichiarazione di libertà.

Read more about the Burberry trench coat heritage: https://it.burberry.com/il-trench-coat/

 

Courtesy Press Office
burberry.com – @burberry

TO AUDREY WITH LOVE

Testo Alessandro Guasti

 

Ci si commuove come di fronte a una dichiarazione d’amore nel ricordare l’unicità di quel sodalizio, umano e professionale, che ha scandito per lungo tempo e di certo rivoluzionato la storia della moda e del cinema del Novecento. È allo stesso Hubert de Givenchy, il più raffinato esponente della couture francese, oggi quasi novantenne, che si deve proprio in questi giorni il merito di aver rievocato e celebrato, in una mostra curata da lui stesso, al Gementeemuseum de L’Aja, in Olanda, in programma fino al 26 Marzo 2017, il legame forse più imprescindibile per la sua carriera, quello con l’amica e musa Audrey Hepburn. Decine di creazioni originali, alcune mai esposte sino ad oggi, selezionate personalmente dallo stilista fra quelle realizzate ad hoc per le pellicole dell’attrice, da Sabrina a Come rubare un milione di dollari e vivere felici, passando per il tubino nero di Colazione da Tiffany, e poi ancora schizzi, disegni, fotografie e registrazioni video, tutto materiale che assume le sembianze di un tributo al fascino indimenticato e irraggiungibile di una delle dive più ammirate.

Una bellezza universale quella di Audrey Hepburn – magnetismo, fragilità, i lineamenti impeccabili su di un corpo minuto – così distante dal modello fisicità prorompente di allora, eppure consegnata alla storia anche per merito di Givenchy, che ne ha saputo valorizzare l’eleganza, strappandola all’estetica transitoria del momento per elevarla al rango di mito eterno. È la filosofia ancor’oggi seguita dalla maison, lasciata da monsieur Hubert nel 1995 e da oltre dieci anni guidata da Riccardo Tisci, che nel tempo ha fatto leva sui canoni anticonvenzionali di alcuni volti della moda, da Mariacarla Boscono a Lea T, o sul potere mediatico – e un po’inflazionato – di personaggi come Madonna o Kim Kardashian. To Audrey with love, appunto: ad Audrey, con amore. Con un briciolo di comprensibile nostalgia.

Text Alessandro Guasti

 

It is as touching as a declaration of love to recall that unique partnership, both human and professional, that has marked for so long, and definitely revolutionized, fashion history and cinema in the 1900s. We have to give credit to Hubert de Givenchy himself, the most refined French couturier, now almost ninety, for evoking and celebrating today, with an exhibition he curated- running at the Gementeemuseum in The Hague through March 26, 2017 – possibly the ultimate bond in his career, the one with friend and muse Audrey Hepburn. Dozens of original creations, some never exhibited before, were handpicked by the designer among those expressly created for Hepburn’s movies, from Sabrina to How to Steal a Million through the little black dress donned in Breakfast at Tiffany’s, as well and as design sketches, drawings, photographs and video recordings, that all together resemble a real tribute to the never forgotten and unparalleled charm of the much admired diva.

Audrey Hepburn’s universal beauty – charismatic and fragile, flawless feature on a petite figure – was so distant from the shapely body type that was so popular at her time, yet it went down in history thanks to Givenchy, who knew how to highlight her elegance, seizing it from the fleeting aesthetics du jour to elevate it to the status of everlasting myth. And this very philosophy is embraced still today by the house, launched in 1995 by monsieur Hubert, guided for the last ten years by Riccardo Tisci, who, with time, has leveraged the unconventional standards of a number of names in fashion, from Mariacarla Boscono to Lea T, or the media power – a little over-exposed – of celebrities like Madonna or Kim Kardashian. To Audrey with love, indeed. With a hint of understandable nostalgia.

To Audrey With Love
Open until March 26th
Gemeentemuseum Den Haag
Stadhouderslaan 41
2517 HV Den Haag

Images courtesy of press office
www.gemeentemuseum.nl