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Rossini Alpine Opera Gala

Rossini Gala

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Text Angelica Carrara

Canovaccio in quota

Ah, che bel vivere, che bel piacere! – cantava il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini. Sabato sera sul Monte Bianco come un Samedi soir a Parigi, c’è stata una festa – il Rossini Alpine Opera Gala –, per celebrare i 150 anni dalla scomparsa del musicista pesarese e artista Gourmet che organizzava banchetti ‘ricchi di armonie culinarie fatte di accordi corali’ nella sua villa di Passy – i Salon du Samedi Soir.

White carpet e funiviari in smoking ai piedi del Monte Bianco, prima di salire in quota con Skyway che «ti permette di toccare il punto più basso del cielo», come ha detto Federica Bieller, presidente delle Funivie Monte Bianco. La musica a bordo delle cabine che ruotano su stesse a 360 gradi, ti porta in un posto sospeso tra Italia e Francia, a 2.173 metri d’altezza. Nel Teatro delle Alpi, Daniele Antonangeli ha intonato La Calunnia, mentre David Riondino ha dato voce ad alcune opere di Rossini. Poi, un party in piena regola – si perde l’ordine del susseguirsi degli eventi, come si voleva durante le feste rossiniane.

In stile Ottocento Antonin Carême – il cuoco più richiesto di Francia, l’amico chef di Rossini –, una cena su più livelli, è stata allestita a tema Le quattro stagioni, dal foliage agli alberi di ghiaccio, nella stazione del Pavillon du Mont Fréty. Un piatto a testa cucinato ‘alla Rossini’: i Maccheroni di Bobo Cerea, 3 stelle Michelin del ristorante Da Vittorio; le Capesante con carciofi e foie gras di Moreno Cedroni della Madonnina del Pescatore di Senigallia; il franco-vietnamita Robert Vifian, chef-sommelier del parigino Tan Dinh, si è occupato della Faraona, e Agostino Buillas, del Café Quinson, ha ideato un Su-Sci alla valdostana. Da bere – un Rossini.