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Are exploitation films only about sex?

Tura Satana in ‘Faster, Pussycat! Kill! Kill!’ by Russ Meyer

Text Domenico Paris

 

Quella mossa, quel dimenare selvaggiamente in avanti e indietro il bacino, divenne così caratteristico nelle sue esibizioni da far meritare a Elvis il soprannome The Pelvis, con il quale, a quarant’anni esatti dalla scomparsa, è ancora oggi conosciuto in ogni angolo del globo.

Ma in pochi sanno che quello scuotimento dalla irresistibile carica sessuale e provocatoria non era farina del suo sacco: ad insegnarglielo, infatti, era stata una ragazza spilungona e molto prosperosa della quale il re del Rock si era perdutamente innamorato e che avrebbe, invano, cercato di sposare nei pochi mesi che durò la loro relazione. Il suo nome era Tura Satana ed è stata la madrina di tutte le riot girls dagli anni Cinquanta ai giorni nostri.

Risultato di un incrocio di razze difficile da immaginare per l’epoca, la nippo-cheyenne-irlandese, quando conobbe il bello di Tupelo, aveva già vissuto più di una vita: deportata in un campo di concentramento californiano da infante e abusata a soli nove anni da cinque uomini, si trasformò in una provetta e vendicativa karateka. A soli tredici anni, dopo un matrimonio fallito, fuggì a Chicago diventando una danzatrice esotica e aderendo a una gang di motocicliste al femminile, prima di trasformarsi, ancora minorenne, in una ricercata ballerina di burlesque. Dopo il flirt con Elvis e una breve apparizione nel capolavoro di Billy Wilder Irma la dolce, nel 1965 conobbe il suo momento di relativa gloria quando Russ Meyer le affidò il ruolo da protagonista nel leggendario b-movie Faster, Pussycat! Kill! Kill! Kill!. La sua performance nei panni della bombastica e violenta Varla, ne fecero una star dell’exploitation e le valsero, nel corso degli anni, la venerazione da parte delle femministe americane e l’amore incondizionato da parte di decine di star hollywoodiane, su tutti quello di Quentin Tarantino, che in un’intervista dichiarò che avrebbe dato cinque anni della sua esistenza per poterla avere in un suo film.

Leggenda vuole che, negli ultimi giorni prima della sua scomparsa nel 2011, Tura Luna Pascual Yamaguchi – questo il suo vero nome – avesse finalmente deciso di indossare l’anello di fidanzamento che The Pelvis le aveva regalato oltre mezzo secolo prima e che non aveva mai voluto indietro, neanche quando la loro relazione era finita.