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Maria Grazia Severi

Testo Domenico Trapani

@glaucoellenico

 

Il dualismo del bianco e del nero, per Maria Grazia Severi, è solo una questione di etichetta: gli abiti della collezione White nascono per vestire la donna ogni giorno, mentre quelli della collezione Black si stagliano su un panorama più ricercato, più d’occasione.

Il rilancio del marchio è partito qualche tempo fa dalle piattaforme di vendita online e da una forte implementazione della comunicazione, soprattutto in occasione delle Campagne inerenti alle passate stagioni.

Oggi, in più, Maria Grazia Severi compie un passo importante per l’identità di sé stessa, definendo anche visivamente il fulcro delle proposte al pubblico: il giallo pallido e i profili bianchi delle arcate che incorniciano le due vetrine del nuovo punto vendita di via della Spiga 36, caratteristici dell’architettura milanese, parlano dell’italianità del marchio e della sua attenzione, che va ben oltre quella dedicata ai materiali e alla maestria per investire i luoghi e renderli espressione della propria personalità.

Un ingresso e due vetrine all’esterno, tre sale all’interno: il ritmo triadico e regolare accompagna l’ambientazione, che si ispira all’intimità e alla modernità della donna voluta da Maria Grazia Severi. Arredi ridotti a linee che corrono sulle pareti, per non distrarre dal carattere degli abiti e degli accessori. Il marchio punta a radicalizzarsi nel cuore della moda milanese tendendo, al contempo, le braccia al pubblico internazionale:

Aprire la boutique Maria Grazia Severi nel quadrilatero milanese è un ulteriore passo in avanti verso il consolidamento del marchio in Italia e nell’ottica di internazionalizzazione del brand. Il nuovo monomarca in Via della Spiga sarà infatti una vetrina importante in termini di visibilità e immagine, non solo per i clienti italiani, ma anche per quelli stranieri [Elisa Bulgheroni, Responsabile PR & Comunicazione].

La nuova boutique monomarca Maria Grazia Severi di via della Spiga è stata presentata al pubblico in limine con l’inizio della Settimana della Moda italiana, così come era avvenuto qualche tempo fa per il lancio del sito di acquisti online www.mariagraziaseveri.com, perché anche il tempismo, in fondo, gioca da protagonista nell’industria, qualunque essa sia.

Images courtesy of press office

WHAT’S NEW TODAY

Testo Lampooners

 

Estate – inverno. La vita che la moda un tempo concedeva all’abito era di soli sei mesi, la stagione in arrivo sostituiva senza remora il guardaroba di quella precedente. L’obsolescenza del prodotto il motore di un sistema che costruisce sul cambiamento la propria morale – guai macchiarsi dell’onta di passatismo o di immobilismo creativo. Non è più così. La moda sta abbandonando la schizofrenia di questo meccanismo. La vita di un abito dura di più, un’estetica si impone nell’immaginario collettivo più a lungo di quanto un tempo non permettesse l’establishment – un esempio Gucci, che dall’arrivo di Alessandro Michele, affina lo stesso linguaggio stagione dopo stagione.
Un abito è la traccia di un momento nel tempo che passa – di una storia, di una vita che rievoca quando viene indossato. Tempo fa Nino Cerruti allestiva una mostra a Firenze in cui esibiva il guardaroba collezionato durante tutta una vita. Nei segni dell’usura la memoria dei gesti di chi aveva indossato quei capi.

«In un abito si rileggono le emozioni legate a un incontro, una cena, una vacanza» racconta Giorgia, che nella primavera del 2016 ha inaugurato What’s New Today, luxury & gently used store all’interno di un cortile di Milano al numero 9 di via Rasori. Gli studi di moda e un passato lavorativo nel mondo della comunicazione. Dopo aver accumulato negli anni abiti e accessori che non utilizzava più ha cominciato a cercare un luogo dove poterli vendere, scoprendo che però in Italia non è frequente come all’estero incontrare realtà dedicate al second hand. Così ha deciso di aprirne una e ha cominciato a studiare il modello di business e la ricerca di una location. Un luogo che fosse un salotto informale, un’occasione di incontro. «Quando le mie clienti portano qui i loro abiti e accessori il loro primo gesto è quello di sedersi sul divanetto – un Fiorucci originale – e di raccontarmi dove li hanno acquistati, i ricordi a loro legati».

«Tutto ciò che per una donna diviene superfluo, può diventare prezioso per un’altra. Nella loro espressione di gioia mentre provano un cappotto o una scarpa, o quando trovano la borsa che desideravano a un entry price agevolato – recentemente ho ricevuto esemplari di alcuni dei modelli più iconici – e nell’istante di spensieratezza regalato, sta la seconda vita di un oggetto che altrimenti rimarrebbe chiuso in un armadio. Da una cliente siciliana in procinto di trasloco, recentemente, ho ricevuto molti capi e accessori. Aprendone i bauli ho trovato una lettera scritta a mano – un gesto che quasi non si usa più – in cui mi ringraziava».

Giorgia racconta che la storia a cui è più legata è quella di una borsa Chanel del 1986, la prima arrivata da What’s New Today, perché racconta della fiducia iniziale infusa nel suo progetto, che quest’anno con #WomanSecondChance sigla una partnership con Oxfam Italia. Fino al 10 gennaio 2017 celebrity, influencer, aziende e privati hanno la possibilità di donare i loro abiti o accessori poi acquistabili presso What’s New Today. Il ricavato andrà a finanziare quattro delle attività di protezione e sostegno alle donne che vivono in situazioni di crisi umanitaria della Ong ad Haiti, in Serbia, Nepal e infine – proprio su richiesta di Giorgia – in Italia. All’iniziativa hanno aderito anche alcune realtà italiane come Tod’s, Missoni, Brunello Cucinelli e anche Lampoon Publishing House, che ha messo a disposizione alcune borse in edizione limitata firmate da Michele Chiocciolini.

Text Lampooners

 

Summer – Winter. Once fashion granted an outfit a duration that spanned over six months only, the wardrobe of the upcoming season would replace without any qualms the preceding one’s. The obsolescence of a product was the driving engine of a system that constructed its morals over change – one would be wise not to be blemished with the disgrace of die-hardism or creative immobility. This is not the case any longer. Fashion is relinquishing the schizophrenia related to such mechanism. A garment’s life-span is longer, and a certain aesthetics lingers over collective imagination for longer than the establishment once allowed – Gucci, which since Alessandro Michele joined the house, has been fine-tuning the same language, season after season, is one case in point. A garment is the trace of a moment in time that flows – of a story, a life it evokes when worn. Some time ago Nino Cerruti hosted an exhibition in Florence to display the apparel he had collected during his whole life. The signs of wear and tear evoked the past gestures of the wearer.

«A garments shows through the emotions linked to an encounter, a dinner, a vacation» says Giorgia, who in spring 2016 opened What’s New Today, a luxury & gently used store in a Milan courtyard, at number 9, via Rasori. She studied fashion and worked in communication. After accumulating through the years clothes and accessories she had stopped using, she started looking for a place to sell them, and found out that in Italy second-hand stores are not as widespread as in other countries. Therefore she decided to open one, started studying a business model and looking for a suitable location. A place that could also be a laid-back lounge, an opportunity to meet other people. «When my clients bring here their clothes and accessories, the first things they do is to sit on the little sofa – a genuine piece from Fiorucci– and start explaining where they got the clothes, and unveil all the memories connected to them».

«Anything that becomes superfluous for one woman, can be precious for another. In their joyful face when they try on a coat or a pair of shoes, or when they find the bag they were longing for – I recently got a number of the most iconic styles – at an accessible entry price, in that moment of lightheartedness lies the second life of an object that, otherwise, would remain forever at the back of a closet. I have recently received numerous garments and accessories from a Sicilian client who was about to relocate. I opened her trunks and found a hand-written letter – something quite old-fashioned, in which she thanked me».

Giorgia says that the story she cherishes the most is connected to a 1986 Chanel handbag, the first to reach What’s New Today, as it shows the trust injected from the very start into her project that this year with #WomanSecondChance has signed a partnership with Oxfam Italia. Until January 10, 2017 celebrities, influencers, companies and individuals will have the chance to donate their clothes and accessories that will be put on sale at What’s New Today. Proceeds will go to four of the NGO’s protection and support programs for women who live in conditions of humanitarian emergency in Haiti, Serbia, Nepal and – at Giorgia’s request – in Italy. Several Italian companies have endorsed the initiative, including Tod’s, Missoni, Brunello Cucinelli as well as Lampoon Publishing House, that donated a number of limited edition bags from Michele Chiocciolini.

RUBIES OF RUSSIA

Testo Lampooners

 

Il rosso di Russia. L’altra sera, Mosca era ancora più rossa. Le rose rosse, la piazza rossa, i velluti rossi, le squame di coccodrillo rosse come vetri di rubino. Rubeus, rubino in latino, è una linea di alta manifattura italiana per borse e scarpe. Veri gioielli in coccodrillo interamente prodotti in Italia. Sono ideati da Nataliya Bondarenko, una giovane ragazza che ha studiato e lavorato a Firenze, oggi a Milano, e che conosce il nostro paese meglio di molti che qui sono nati.

Gioielli in senso letterale, non letterario: l’apice della linea produttiva sono pezzi unici, borse con chiusure in smeraldi, rubini e zaffiri – e per chiusure non si intende un lock come è solito intendersi: la chiusura diventa ornamento principale della borsa, percorrendone tutto il perimetro. Ci sono più pietre che in tante collane di Cartier.

Fino a qualche settimana fa, Rubeus vendeva solo su appuntamento a porte chiuse. L’altra sera, a Mosca, è stata inaugurato il primo negozio della casa. Oltre ai pezzi in coccodrillo, anche la fattura in pellami più semplici, e lavorazioni in vernice, per la vendita al pubblico. Anche una linea uomo: le lavorazioni in coccodrillo ancora al livello di arte orafa trovano una sobrietà nuova. Non è difficile intendere come questa linea uomo sia l’orgoglio del marito di Nataliya, Vicktor Bondarenko, tra i più importanti collezionisti al mondo di icone russe su fondo oro.

Per l’apertura del primo negozio, il tuxedo dinner per centoventi persone al Balzi Rossi – con tutti i personaggi di una Mosca che resta riferimento imprescindibile del mondo del lusso e del suo sostentamento. Si riconoscevano le insostituibili dame vestite con i pezzi di punta delle sfilate o con una più che disinvolta couture. La pop star Dima Bilan le ha ben intrattenute dal palco.

La mattina dopo, una visita privata al Cremlino. Nataliya e Viktor Bondarenko hanno accompagnato i Lampooners per l’armeria del palazzo di Ivan il Grande. Era così facile comprendere come ogni rifinitura, ogni dettaglio prezioso ricercato per Rubeus non fosse altro che un loro legittimo racconto.

Text Lampooners

 

Russian red. Yesterday evening Moscow was redder still. Red were the roses, red was the square, red were the velvets and the crocodile skin, like the surface of a ruby. Rubeus – Latin for ruby – is also the name of an Italian luxury house specialized in bags and shoes. True gems in crocodile leather made entirely in Italy. These are the brainchild of Nataliya Bondarenko, a young lady who studied and worked in Florence, before moving to Milan where she is currently based, who knows our country better than many of us who were born here. Gems in the literal sense of the term given that the higher end of the collection consists of one-of-a-kind bags with clasps made of emeralds, rubies and sapphires. The clasp is not merely a device that locks your bag: it is elevated to main decorative element running along the entire frame of the bag. And is encrusted with more precious stones and gems than many of Cartier necklaces.

Until a few weeks ago, purchases at Rubeus Milano were made only upon appointment. However, last evening, the house’s first boutique was opened in Moscow. The range on sale includes, alongside the exclusive creations in crocodile skin, also styles in more accessible types of leather and patent leather. In addition, there is also a men’s line where the jewellery-like treatment of crocodile leathers is imbued with a new approach to understatement. It is not difficult to see why the new men’s line is Nataliya’s husband, Viktor Bondarenko’s pride given that he is one of the world’s most esteemed collectors of Russian icons with gold leaf background.

The opening of the first boutique was accompanied by a tuxedo dinner for one hundred and twenty guests at Balzi Rossi restaurant, which saw the participation of the crème de la crème of the Moscow jet set scene, confirming the capital as one of the top luxury goods market. Dressed in the creations of some of the most prestigious fashion houses, the dames in attendance oozed couture elegance and allure whilst pop star Dima Bilán provided the perfect entertainment. Scheduled for the morning after was a visit to the Kremlin complex. Nataliya and Viktor Bondarenko took the Lampooners team for a tour of the Armoury Chamber within the Ivan the Great’s palace. It was extremely easy to see how every touch, every precious detail featured in the creations by Rubeus Milan draws from their own personal roots and vision.  

Rubeus Milano
Bolshaya Dmitrovka, 13 – Moscow

Images Lampooners and courtesy of press office
www.rubeusmilano.com