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the fashionable lampoon issue 11

Editor’s Letter – Magnifico

Jazzelle Zanaughtti on The Fashionable Lampoon 11 cover – Ph. Nick knight

Text Carlo Mazzoni
@carlomazzoni

 

La copertina di Nick Knight, la sceneggiatura di Fitzgerald, le marionette di Billie Achilleos, Jeff Koons e Jack London. La critica di Émile Zola, una casa di Mongiardino, i marmi italiani. Questo è magnifico, il nostro nuovo modo – il nuovo Lampoon.

Le immagini gli esplosero in testa, ed egli cominciò a uscire di sé in picchiata silenziosa. Magnifico e Malaparte. L’uomo è magnifico nel suo errore, nel suo rialzarsi – non è mai piaciuto a nessuno l’uomo seduto sul suo trono, staccato dalla terra, intriso nelle sue nuvole. Noi stiamo qui, nei nostri peccati di carne e di furia, in una Napoli che mai tornerà bella com’è stata, in un’Italia che resta il centro del mondo. Solo gli italiani non ne sono consapevoli. We didn’t know our own strenght, cantava Whitney Houston nel pieno della sua rovina, prima della fine. L’uomo è magnifico nella miseria e nell’umiliazione. L’uomo nella fortuna, l’uomo seduto sul trono del suo orgoglio, della sua potenza, della sua felicità, l’uomo vestito dei suoi orpelli e della sua insolenza di vincitore, è uno spettacolo ripugnante – non magnifico.

La parola ‘Olio’ è magnifica. Gli occhi maniaci – scriveva Lampedusa – sono occhi magnifici. Siamo mobili e cangianti come l’oceano inchinato ai nostri piedi, un verde malsano e agitato. Michelangelo, papa Medici, Maria Luigia fu l’ultima regina. Palazzo Pitti a Firenze rimbalza sulla decadenza di Lisbona, la California di Dior, il Duomo di Milano per Prada. Lo scontro tra la forza di lui e la fantasia di lei sprigionava più incanto dei discorsi di infinite generazioni di amanti.

Joseph Conrad, William Burroughs, Jonathan Coe. La letteratura e la moda. Tu sei magnifico quando vieni giù, a terra, nei cocci e nel fango – crolla come una rovina, cadi come una tazzina. La felicità è per le persone semplici, non è interesse degli Dei – o di chi arriva ad assomigliare loro – dei divi. Chi chiede di creare, impressionare e decidere – in cambio deve essere disposto a morire. Gli Dei non hanno mai paura di morire, perché sanno che la loro vita è meno importante di quanto hanno fatto e detto, di quello che sono stati.

I limiti esistono soltanto nell’anima di chi è a corto di sogni. Tu lo sai. C’è un posto, su questa terra, un posto che è un senso, il centro di ogni orgoglio, un posto che brilla e che riflette la luce di stelle chiare. Questo posto è la fine. Le vie, le vite arrivano a una fine. Soltanto il cielo – soltanto il cielo – il cielo è l’unica forma d’infinito concessa all’uomo. Noi uomini siamo raggi di luce che si perdono in questo cielo – raggi che fino all’ultimo, sperano nell’unica cosa che sanno fare – come me adesso – parlare d’amore.

The Fashionable Lampoon Issue 11 – Magnifico
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