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Toulouse-Lautrec: ‘Il mondo fuggevole’ dell’aristocratico bohémien

Text Domenico Paris

 

«Toulouse-Lautrec aveva una sensibilità nei confronti della moda e dello stile straordinaria. Basta osservarne un quadro per rendersi conto di come il dettaglio di un vestito o un semplice accessorio siano i veri protagonisti della narrazione. Pensiamo al Divan Japonais, per esempio: il soggetto principale, la cantante Yvette Guilbert, non è immortalata nella sua interezza, ma si rivela attraverso i suoi caratteristici guanti neri. È una sorta di procedimento cinematografico (e pubblicitario) ante litteram, che lo rese un punto di riferimento imprescindibile per Federico Fellini e altri registi».

Parola di Claudia Zevi, che, insieme a Danièle Devynck, è la curatrice di Il mondo fuggevole di Toulouse-Lautrec, fino al 18 febbraio 2018 a Palazzo Reale a Milano.

 

Come nasce l’allestimento di questa grande mostra (oltre duecentocinquanta opere)?
«Dall’esigenza di superare lo stereotipo del pittore maledetto e del cantore delle frivolezze della Belle Époque sul quale troppe monografiche di questi ultimi anni si sono appiattite. Toulouse-Lautrec è stato innanzitutto un genio che ha saputo leggere un mondo e le sue contraddizioni. Andrebbe ricordato per questo».

In che cosa si sostanzia la sua modernità?
«Innanzitutto nell’atteggiamento: era un aristocratico che, senza rinnegare mai le proprie origini, rivendicava libertà assoluta di costumi e analisi critica. Per tutta la vita fu un outsider intelligente che non volle mai scendere a patti con gli schemi e le accademie. Inoltre, nella scelta di accostarsi alla fotografia e all’arte giapponese: la prima, lo aiutò a definire il movimento, mentre la seconda, con i suoi colori squillanti e i suoi piani definiti, a sottolineare la centralità della figura umana rispetto a qualsiasi altro elemento da rappresentare».

I ritratti femminili possono essere considerati esemplari in questo senso?
«Assolutamente, in particolar modo quelli delle prostitute, che nelle sue tele sono donne vere, vive, senza alcun bisogno di essere giudicate o ‘abbellite’ con paesaggi o affiancate da altri personaggi (come accade per esempio nella presunta scandalosa Olympia di Manet), ma, a volte, hanno una presenza dirompente anche solo offrendo la schiena a chi le guarda».

TOULOUSE-LAUTREC. ll mondo fuggevole
Fino al 18 febbraio 2018

Palazzo Reale
Piazza del Duomo, 12 – Milano

Lunedì 14:30 > 19:30
Martedì, mercoledì, venerdì, domenica 09:30 > 19:30
Giovedì e sabato 09:30 > 22:30

Images courtesy of Press Office
palazzorealemilano.it – @palazzorealemilano