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ukiyo-e

About Hokusai

Text Domenico Paris

 

In ogni scorcio della natura, la sua essenza poetica e metafisica. In ogni figura femminile, un segno di grazia. Senza mai smettere di mettersi in gioco, interrogando continuamente ispirazione e talento.

Fino al 14 gennaio 2018, l’Ara Pacis di Roma ospita ‘Hokusai. Sulle orme del maestro’, una raccolta di duecento tra silografie policrome e dipinti su rotolo, che mettono a confronto il maestro giapponese con alcuni artisti, in primo luogo Keisan Eisen, che partendo dai suoi insegnamenti rivoluzionarono l’ukiyo-e, le ‘Immagini del mondo fluttuante’ che la stampa artistica giapponese ha reso celebri tra il XVII e il XX secolo.

Ne abbiamo parlato con la curatrice della mostra, Rossella Menegazzo dell’Università degli Studi di Milano.

 

Sperimentatore e artista di grido: chi era davvero Hokusai?
«Entrambe le cose, e senza contraddizione. Bisogna immaginare che prima ancora dell’apertura del Giappone verso l’Occidente, il maestro di Edo era già famoso in patria, dove però era conosciuto anche per la sua proverbiale eccentricità, che si manifestava non soltanto nel dedicarsi a tecniche e soggetti d’ogni tipo, ma anche all’utilizzo di diversi eteronimi o nel cambiare costantemente dimora».

Qual è stato il suo scarto rispetto alla tradizione dell’ukiyo-e e, più in generale, rispetto alla pittura del Sol Levante che lo aveva preceduto?
«Come testimoniano le celebri Trentasei vedute del monte Fuji, nelle sue opere la resa del paesaggio diviene molto più scrupolosa sia da un punto di vista compositivo che metaforico. Dipingendo spesso su piccoli fogli 20 x 30, introdusse il rigore della prospettiva occidentale e l’uso, mirabile, del blu prussia. Inoltre, seppe conferire alle sue vedute, ma anche alle sue composte bellezze femminili, un senso di universalità sconosciuto prima di lui».

A proposito di bellezza femminile: ravvisa differenze profonde nel suo modo di trattarla rispetto a quello di Eisen?
«Eisen si formò sicuramente sulla lezione di Hokusai, però le sue donne sono meno eteree e idealizzate, molto più terrene. E fu probabilmente proprio questa loro caratteristica così ‘decisa’ ad affascinare Van Gogh».

Il grande successo dei manga di Hokusai ne fanno in qualche modo il precursore del fumetto moderno?
«In parte. I manga di Hokusai nascono come illustrazioni richiestissime dal mercato dei tempi e come strumenti didattici. È altresì vero che l’attenzione nello sviluppo delle figurine e l’utilizzo di un tratto veloce creano un’innegabile legame con il mondo del fumetto moderno».

HOKUSAI. Sulle orme del Maestro

12 ottobre 2017 > 14 gennaio 2018

Museo dell’Ara Pacis
Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli) – Roma

Tutti i giorni, 9:30–19:30

Images courtesy of Press Office
mondomostre.it – @MondoMostre