Text Angelica Carrara

Un giubbotto, una felpa con cappuccio, una felpa a maniche lunghe, una T- shirt e un paio di jeans. Due accessori: il cappello e la cintura industrial belt. Minimal, street con impunture a contrasto. Sette capi unisex – la dualità, la coppia di modelli e i giochi di specchi anche negli scatti di Piotr Niepsuj – creati da Virgil Abloh e in vendita esclusiva su theDoubleF.com, lo store online della famiglia Galli, proprietaria delle boutique Folli Follie.

Folli Follie – un gioco di parole, riassume la moda nella sua completezza. Nata nel 1970, una boutique di famiglia, «mio padre imprenditore e mia madre creativa con un forte senso estetico», racconta il figlio Francesco, amministratore delegato. Oggi, una realtà di otto negozi, una proiezione di fatturato a 180 milioni di euro, un team di 150 persone e un brand mix di 170 marchi. «All’inizio, la qualità, il modello e la fantasia dei prodotti avevano un ruolo essenziale. Il concetto di brand e la figura dei designer erano meno affermati».

TheDoubleF, la controparte virtuale nata nel 2017, con anche un magazine online, The Rooster – il Gallo, ndr – forse per incrementare le vendite? «Si tratta piuttosto di parlare di fashion con un nostro linguaggio. Non a caso il nome, vuole simboleggiare la nostra voce». Voce e linguaggio – «raffinato e pulito», è il modo per continuare la tradizione famigliare anche online. Che poi, tradizione famigliare non basta, «deve essere accompagnata da innovazione e dinamicità». Il negozio resta una cattedrale reale, bisogna però eliminare la staticità – architettura, archi-star e moda sempre in dialogo: «un connubio che ci aiuta in un percorso commerciale non scontato», continua Francesco. Il sistema degli ‘shop in shop’, «una strategia win to win, basata su una collaborazione tra più parti, nel nostro caso tra retailer e brand che porta a una condivisione del rischio e del successo». Con l’evoluzione del digitale, il cliente arriva in negozio preparato. «L’approccio di vendita da parte dello staff cambia, il ruolo dei buyer per una selezione precisa in un mercato con troppa offerta. Si tratta di creare una rete di collaborazione attorno al nostro sistema lavoro». Non solo clienti fedeli da oltre quarant’anni. «Ragazzi giovani che comprano ‘lo street style’. Oggi, il cliente di Folli Follie ha un’età media di trentacinque anni – è dinamico. Chi meglio di Virgil Abloh poteva inaugurare una serie di collaborazioni?».