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Text Matteo Mammoli
@godsavemama

Francesco Tombolini è stato eletto nuovo presidente della Camera Italiana Buyer Moda – succederà a Mario dell’Oglio nel ruolo effettivo il 1 dicembre. «Dopo venticinque anni in cui ho avuto la fortuna di lavorare come dirigente d’azienda, rappresentando grandi brand – mi racconta Tombolini al telefono, il giorno dopo l’elezione –, ho pensato fosse giusto scrivere una nuova pagina».  

Nel cursus honorum di Tombolini c’è la vicepresidenza senior alle vendite di Emporio Armani e la vicepresidenza all’ingrosso per Gucci in Europa e Medio Oriente. «Quest’anno ho concluso con YOOX net-a-porter (come Managing Director, ndr) e ho deciso di entrare nella più disruptive delle arene, quella del commercio fisico, di lusso», per cui – ammesso che il digitale ha rivoluzionato il modo di fare acquisti – c’è molto da fare. La Camera della moda Buyer rappresenta 110 negozi multimarca nazionali. Associati alla lista di Francesco Tombolini ci sono sei buyer, ministri che affiancheranno il presidente nel mandato.

Alla comunicazione e marketing Bebbe Angiolini, proprietario del Palazzo Sugar, il multibrand di 1.200 metri quadrati di Arezzo, che è anche un ostello di lusso, Sugar rooms, un bar, No Sugar please, e uno spazio espositivo per mostre. C’è Claudio Betti di Spinnaker – oggi conta quindici boutique, la prima aprì nel 1976 ad Alassio – che si occuperà di supervisione dell’integrazione servizi e formazione. Responsabile dei rapporti con gli associati Maurizio Coltorti, proprietario di Coltorti, sei boutique in Italia e all’estero, un e-commerce e un concept phygital all’avanguardia. Responsabile dello sviluppo digitale è Andrea Molteni di Tessabit, la catena di boutique di lusso fondata nel 1953 sul Lago di Como, oggi alla terza generazione. A seguire ricerca e sviluppo Sabina Zabberoni, che guida il multibrand del lusso Julian Fashion, fondato da Giuliano (Julian) nel 1959 a Ravenna. La strategia retail sarà seguita da Giacomo Vannuccini, di Tricot, azienda specializzata nella produzione di tessuti Indemagliabili, Tessuti 3D e di maglieria circolare.

«Dopo le luxury car, il mercato dell’abbigliamento di lusso è quello più grande», continua Tombolini. Il contesto sta cambiando, c’è una nuova generazione di consumi che richiede nuovi prodotti – «e noi italiani siamo in grado di crearli, più degli altri» –, ma vuole anche nuove forme di possesso, di acquisto e di fruizione, per cui «c’è bisogno di un nuovo modo di approcciarsi a questa realtà». Parliamo di italianità – oggi che molti marchi vengono assorbiti da multinazionali internazionali, Versace ultimo tassello del mosaico. Può accadere che le compagnie passino di mano, ma c’è «un’italianità del savoir faire – nelle organizzazioni creative, artigianali, logistiche – che non potrà mai essere vendutaAllo stesso modo non sarà mai possibile vendere la bellezza dei nostri negozi multimarca, incastonati come sono nelle città e non in freddi mall di capitali spersonalizzanti».

Sui progetti da realizzare durante il mandato, è ancora presto per esprimersi, ma «noi come buyer italiani notiamo che ci sono tante piccole realtà e designer emergenti, per i quali pensiamo di realizzare una piattaforma preferenziale».

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