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Tra le caratteristiche di Milano, il raggio delle tre ore intorno a sé: in meno di tre ore di viaggio, da Milano si può andare in montagna, Engadina, Valtellina e Valle d’Aosta; si può andare ai grandi laghi, il Maggiore, Como e Garda; si può andare in Liguria e in Toscana, nel Barolo – in treno a Venezia, nelle città d’arte, Mantova, Bologna; Firenze è ormai a meno di due ore di treno. In aereo, quasi tutte le destinazioni Europee, Londra, Parigi – Amsterdam e Lisbona, sono a meno di due ore di volo.

In questa considerazione, l’Albereta è l’unico luogo per un fine settimana in campagna a meno di un’ora di macchina da Milano. Un vecchio casale nel mezzo delle vigne della Franciacorta. La vista della piana verso le Alpi include quella di capannoni industriali circostanti – ma il bosco di querce e alberi di collina che nascondono la casa, portandola in una dimensione di verde e umidità. L’edificio è sviluppato sulla struttura originaria – le camere nella parte nuova sono avvantaggiate dalla metratura ampia, ma forse con meno fascino rispetto alle bifore di epoca forse medioevale: i balconi moderni sono luoghi di relax che straniscono nel contesto.

Salendo le scale dalla hall, il salotto per la lettura presenta la selezione di libri e riviste che segnano un’attenzione non provinciale, divani e coperte per chi vi arriva in accappatoio – i camini sono accesi e l’atmosfera è quella di una casa in cui si è ospiti lasciati in pace, girando in pantofole. Un po’ più di formalità nel ristorante la sera con alcuni vecchi pezzi di Dimore Studio. La mattina la colazione nella veranda, nel terrazzo all’aperto e la sensazione torna all’intimità che il luogo promette. L’Albereta ha quanto si possa chiedere a due giorni fuori dalla città – e per chi ne avesse il tempo anche un’intera settimana: l’albergo include il centro benessere che vale come clinica medica. I trattamenti sono di estetica e di medicina sportiva fino a interventi curativi, per lo più basati sulle arti e sulle proprietà dell’acqua. La sera si può anche in macchina al lago d’Iseo, tra i ristoranti di pesce di lago e una costa quasi sconosciuta al turismo milanese che ritrova a così poca distanza una dimensione da villeggiatura.

La cucina è curata dalla frutta alle verdure – alle focacce che sono un dettaglio trascurato da molti alberghi allo stesso livello, confidando che il pomeriggio la palestra possa rendere lecito. Non ci sono difetti rilevanti, all’Albereta – a parte il rischio di trovarvi molta gente il sabato. Ci sono poche cadute di gusto nell’arredamento, in alcuni dettagli – o risoluzioni di cui non si comprende la ragione: a gennaio, una zolla di prato in plastica si collegava al verde naturale d’inverno, invece che lasciare la terra fredda della stagione che profumerebbe di natura sugli sprazzi di sole di gennaio – così come ancora, la stessa stuoia di finta erba dozzinale va a ricoprire le grondaie alle estremità del terrazzo al primo piano. La del cura del giardino a volte è esagerata, troppi sentieri lastricati invece che una natura più tranquilla con se stessa.


L’Albereta

Via Vittorio Emanuele, 23

25030 Erbusco BS