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Carlo Mazzoni, 20 febbraio 2019

Una hall con volumi ampi e inediti per Roma, bianco e fiori – lo spazio ti permette il respiro. Le pareti bianche e gli spazi – nel centro un trofeo di fiori freschi, tulipani. Il cortile con i tavoli all’aperto, per lunch e prima di cena. Una scalinata breve sale in giardino, sul pendio del Pincio, dove si dispone il servizio del ristorante. Da febbraio a novembre, a Roma è probabile il breakfast all’aperto e al sole – questo angolo di verde, tra ghiaia e palme e alberi di mandarini, non trova competizione. La cucina resta semplice: le mozzarelle, i pomodori, la focaccia. Non sempre ci sono i mirtilli e i lamponi – ma rispondono sì se chiedi latte di mandorle (quando quasi sempre, in altri luoghi, si deve ripiegare al latte di soia, controindicato per effetti ormonali e tiroidei).

Le stanze base sono piccole per quello che vuole essere lo standard di questo albergo, e i prezzi richiesti – ma salendo di categoria, si trovano camere con tre finestre affacciate sulle aiuole, nel silenzio. Nota negativa, la moquette – non in tutte le stanze, ma ancora lì, in alcune tra le migliori. La moquette negli alberghi oggi denota usura, necessità di rinnovo. In un momento in cui la pulizia, l’assenza di acari è data per scontata, pensare a una aspirapolvere o un flusso di vapore non è sufficiente. I soffitti sono alti affacciandosi su via del Babbuino. I soprammobili di falegnameria olandese si mescolano a grigi azzurri, i beige, la panna e rifiniture in nero. Al piano terra, una palestra potrebbe essere in casa propria, ben fornita. Una zona termale, con bagno turco e spa e una jacuzzi che può essere considerata una piscina. Dimensioni da casa privata. Permettersi a Roma, dopo una giornata di lavoro, un’ora di corsa e un’ora di acque calde, tra le sette e le nove di sera, per poi ritrovarsi nei profumi di questo Hotel de Russie – a oggi il migliore albergo di Roma per il giudizio di chi cura questa rubrica.


Hotel de Russie

Via del Babuino, 9 Roma