Tratto da The Whispered, Directory of Craftsmanship. A contemporary guide to the Italian handmaking ability (Mondadori Electa, 2010)

Tecniche antiche per creare moderni oggetti d’arredamento, è questo lo spirito che anima Stefano Coluccio. Conseguita nel 1996 la laurea in Architettura ha deciso di proseguire l’attività artigianale di famiglia, iniziata dal nonno materno, l’intagliatore Emilio Canestrelli, e proseguita dalla madre Manuela. Nella sua bottega laboratorio, situata nel cuore di Venezia, a due passi dalle Galle- rie dell’Accademia, oggi prendono vita specchi convessi sofisticati ed eleganti, realizzati completamente a mano seguendo le tecniche di decorazione lignea apprese nelle botteghe familiari. Sua fonte inesauribile di ispirazione è la sto- ria dell’arte. Dai dipinti dei più celebri artisti fiamminghi, o italiani, come Par- migianino, Bellini, Tiziano e Caravaggio, sono liberamente tratti gli specchi della strega conosciuti anche come “Sorcière”. Inseriti tra le pareti domestiche delle abitazioni nordeuropee, sono documentati dalle opere di vari pittori tra le quali spicca il capolavoro di Jan van Eyck I Coniugi Arnolfini custodito oggi alla National Gallery di Londra. Lo specchio convesso, porzione della più nota sfera magica, fin dai tempi antichi fu considerato il portafortuna della casa che a guisa di occhio proteggeva i suoi abitanti. Venne detto anche “specchio dei banchieri”: la sua capacità di specchiare un angolo visuale di gran lunga mag- giore di uno specchio normale lo rendeva particolarmente utile per controllare lo spazio non direttamente visibile a banchieri, cambiavalute, orefici ecc. Celebre è l’opera del fiammingo Quentin Metsys Il cambiavalute e sua moglie, 1514, conservato al Louvre. Le sue proprietà deformanti attrassero vari artisti che si esercitarono in vere e proprie gare d’abilità nel rappresentare lo spazio virtuale raffigurato: il Parmigianino ne fu affascinato a tal punto da lasciarci come prova della sua maestria il suo autoritratto riflesso in uno di questi specchi, custodito oggi a Vienna, Kunsthistorisches Museum.


Canestrelli di Stefano Coluccio

Dorsoduro 1173

30123 Venezia