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Uno degli alberghi che compone l’immagine di Capri presenta un ingresso tramite un sottopassaggio. Pietra bianca, sculture di riferimento moderno o vago contemporaneo. Alcune finestre si aprono sul fondo della piscina: si vedono dal basso le gambe di chi vi nuota, e la luce del solo entra azzurra come in una visita all’acquario. Si sale un sentiero per due tornanti che allunga il percorso tra le piante, si entra in una lobby dove al centro, su un tavolo rotondo, sono disposti vasi di ceramica capresi: sono le pigne di Caltagirone aperte, forse licheni su roccia corallina.

La camera affaccia sul Mediterraneo oltre i tetti di Anacapri che sono poco distanti e oltre una tettoia in paglia, si nota la densità di cemento, paratie e tegole. Delle ceramiche capresi, in stanza no si ritrova traccia. Non è stato scelto nell’arredo alcun riferimento alla tradizione dell’isola. La stanza del Capri Palace è bianca: tavoli e le scrivanie in laminati bianchi come potrebbero essere la prima scelta dell’architetto per una casa in città. I listelli di legno moderno e chiaro sono male posati lungo la parete sotto il tavolo, si misura la fessura sullo spigolo. Specchiere e maniglie specchiate riportano a un design da showroom di moda di Milano. Il minibar è poco provvisto, non c’è un cucchiaio per poter mescolare una medicina con un poco di acqua. Il bagno è senza finestre. Osservando la mappa, si rileva come questa categoria non sia la basica – e andando a ispezionare, si trovano stanze che affacciano sul retro, contro il muro della Spa. La Spa è collegata al corpo principale tramite un corridoio in vetro e infissi in plastica, le macchie di pioggia e sale ne rigano la trasparenza. L’attesa per l’ascensore supera il minuto – si va a piedi. La logistica manca la puntualità sulla consegna delle valigie. L’aria condizionata è molto forte in camera, assente nei corridoi – lo sbalzo non è mai consigliato in clinica.

L’albergo è collegato a un lido di acqua alta – che significa un affaccio sul mare su un muro di roccia. Alle quattro di pomeriggio la musica è alta al bar, si mescola con lo stero del motoscafo ancora a meno di dieci metri. Nonostante sia un pomeriggio infrasettimanale di giugno, le barche passano veloce davanti al tratto di costa e il bagno dagli scogli è un gioco di agitazione per i bambini appena tornati da DisneyWorld. le due cabine a disposizione sono due scatole di legno, ricordano gli abitacoli di servizi chimici fuori dagli eventi di massa. L’addetta all’ingresso tratta un ospite come un fornitore del mercate, forse così si riferisce alla clientela abituale – mentre il direttore ritrova la disponibilità del bagnino e del resto del personale e si prodiga in cortesia – in ogni caso, la navetta per risalire non appare, nonostante la distanza da percorrere sia di sette minuti, e l’attesa di un taxi supera i venti minuti.


Capri Palace

Isola di Capri, via Capodimonte 14

80071 Anacapri