previous arrow
next arrow
Slider

Cesare Cunaccia, 21 gennaio 2019

L’Avenue, ristorante e bar del Gruppo Costes è un luogo di incontro e di appartenenza marcato da uno spirito parigino. Situato nell’ottavo Arrondissement, accanto agli Champs-Elysées, è il carrefour di una trama di incontri e sfumature rituali, l’anima di una liturgia modulata sui vari momenti della giornata e sull’avvicendarsi delle stagioni. Le signore che fanno shopping in Avenue Montaigne, l’arteria della moda cui allude il nome del locale, si incontrano qui, al numero quarantuno della stessa strada.

Un mosaico di celebrities e di habituées. Ai tavoli si muove un buzzvariegato e internazionale, star del pop e del grande schermo. Aficionados che prediligono il lunch all’aperto anche d’inverno, nel dehorsdalle sedute in paglia intrecciata, che incastona la prua circolare di un edificio haussmanniano di arenaria, immersi nella luce di Parigi. Altri si concedono un cocktail serale, prima del dinner.

Il barman Dani riesce a fare evoluzioni con lo shaker in una dinamica ipnotica e rapida, una rumba con le mani da far invidia a un prestigiatore. Il bar al primo piano è un piccolo teatro, incorniciato da tende à la Cocteau. La cucina è quella di un bistrot de luxe, di marca francese ma rivisitata con estro. Il décor interno si ispira a una gradazione del classico chic parisien tra gli anni Trenta e Quaranta, calato in una tavolozza soffusa di beige e di terre, di tabacco e di nuances avorio con tocchi di nero e taupe. Richiama il gusto di Christian Bérard e di Emilio Terry, con una vaga fragranza neoclassica, incrociando con maestria trame geometriche gessate, divanetti e poltrone rétro, specchiere e stilizzati rilievi art déco alle pareti. Applique bronzate e lampadari di gesso bianco producono una luce che invita alla conversazione e alla confidenza, a parlarsi in modo intimo, tout bas.

La terrazza de L’Avenue è una vetrina ideale per osservare il passaggio, oltre le siepi di bosso che la delimitano, per commentare e per farsi vedere. La vita a Parigi assume cadenze narrative, incrocia quote letterari proustiani e lieviti pittorici tra post-impressionismo e Picasso. Stare qui, in quest’osservatorio su Avenue Montaigne, significa giocare a rimpiattino con tanti frame di cinema francese d’antan. Una carrellata che va da Jean Renoir a Truffaut, dallo humour anni Sessanta di Jaques Tati fino alla Nouvelle Vague e a Luis Buñuel, con Belle de Jour e l’ironia corrosiva e sofisticata de Il fascino discreto della Borghesia. Tutto sta a lasciarsi andare, ad accogliere fino in fondo i suggerimenti del caso, le entrée che si susseguono e lo charme dell’evocazione.


L’Avenue

41 Avenue Montaigne, 75008 Paris, France