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Text Carlo Mazzoni
@carlomazzoni

Indichiamo come peggiore il Gran Meliá al Gianicolo: forse un ex convento o un ex prigione, meglio non indagare per prevenzione all’incubo. La struttura propone camere che ricordano celle – non solo per l’ampiezza ai minimi, ma per le finestre ridotte e in alto, tipiche da detenzione, che fanno mancare l’aria a chi non ha mai avuto problemi di claustrofobia. Aprendo l’armadio, trovi le grucce disposte in orizzontale, parallele al fondo – come succede in camper. Scendi per la prima colazione, non fai in tempo a sederti che il maître non ti dice buongiorno, ma ti ricorda che le uova non sono incluse – mentre il cappuccino, fortuna vuole, sì. Le sedie sono dure di Kartell, quelle tipiche di un servizio standard di catering, e da qui un odore anomalo di plastica ti insegue – che tu speri sia stata almeno recuperata dagli oceani.