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Carlo Mazzoni, 26 novembre 2018
Dietro le mura – una cinta chiude Marrakech da più di mille anni. Lunga la cinta, come una roccaforte, prende volume La Mamounia. È considerato uno degli alberghi migliori del mondo, secondo diversi criteri – credo abbia vinto premi che in questa rubrica poco contano, ma citiamo la questione perché utile a comprendere. La Mamounia appartiene a quel genere di alberghi che segnavano i sogni delle classi agiate: 209 camere, molte di queste sono suite, su quattro piani di edificio. La vista sul giardino cambia la percezione, la mattina l’alba sale dietro l’Atlante e il tramonto lo illumina – c’è uno strano gioco, le vette si mescolano nelle nuvole, appena arrivi non te ne accorgi, le vette si mimetizzano come fossero angeli camaleonti che saltano in fuga per i cieli.
Tre ristoranti, l’hammam, i campi da tennis, la palestra. Detto così suona come un villaggio turistico che vogliamo evitare – invece, nonostante questa dimensione, la direzione riesce a preservare una sensazione di cura. Il giardino all’italiana è tagliato da viali di ulivi, le rose bianche, i quadrati geometrici sono segnati da alberi di arancio e di mandarino, che nei mesi freddi si riempiono di frutta. Respiri tutto il profumo che puoi, quello dei fiori si mescola all’asprezza, al sale delle olive, all’umidità di un Mediterraneo che non se fugge distante – sul fondo c’è un orto con le erbe, gli ortaggi e le spezie. La Mamounia è un albergo che volge al chilometro zero. La colazione è a bordo piscina, le arance sono spremute al momento. Le palme possono arrivare a 7 metri di altezza con tranquillità. I mosaici sono ovunque – ci sono i lamponi, i mirtilli (ricordate sempre, lo diciamo tante volte in queste pagine di Lampoon Agenda: valutate un albergo se alla colazione la mattina trovate i frutti del bosco – ndr). Le sfumature di azzurro nell’acqua, le fontane interne bagnano fuochi d’artificio e ceramica, lo stucco è plasmato su una forma per l’intarsio, i velluti rossi, verdi, color fango bagnato. Sono i profumi a farti cadere nel sonno, ogni sera – il profumo di mandorla, le senapi, il pepe nero e rosa. I bergamotti, le pietre friabili e gli incensi. Comprendi come questo albergo sia stato al centro di un turismo pacato che negli anni ha dato vita a una città così frequentata da italiani, francesi, ben prima di una massa, ben prima che la grande piazza rossa fosse asfaltata.

La Mamounia

Avenue Bab Jdid، Marrakech 40040, Marocco