previous arrow
next arrow
Slider

Angelica Carrara

Milano, Palazzo Parigi, 3 maggio 2019

In conversazione con Ida Johansson – in Europa, a capo di Leading Hotels of the World

Il colore degli ombrelloni a strisce bianche e rosse del Faena Hotel Miami Beach ti resta negli occhi; al La Perla di Corvara in Badia ti salutano in ladino – Giulian!; l’hammam a Palazzo Parigi di Milano come fosse un viaggio express in Marocco; all’afternoon tea al Ritz di Londra il cameriere cambia la tazza del tè dopo due sorsi perché l’acqua si è sciupata; le madeleine che la couverture ti lascia sul comodino a Le Royal Monceau di Parigi; il camino alto fino al soffitto del Carlton Hotel di Saint Moritz; è pied dans l’eau il ristorante Berton Al Lago sul lago di Como; all’Andana, la mattina della partenza, sullo specchio in bagno ti hanno lasciato un messaggio – see you soon. Alberghi uniti dai dettagli che li differenziano. Leading Hotels of the World è la collezione di alberghi che conta più di 430 hotel in oltre 80 Paesi.

Lusso è parola obsoleta, possiamo sostituirla con autenticità, afferma Ida Johansson – LHW Europe Managing Director. Un viaggiatore educato non si confonde, non fa del lusso una questione di standard, ne ricorda il privilegio. «Un viaggiatore Leading è curioso come ai tempi del Gran Tour, quando i giovani britannici si mettevano in viaggio verso quel paese per liberarsi del loro comportamento e adottare le maniere che li avrebbero messi in evidenza come aristocrazia in Gran Bretagna» – dice Johansson. L’identità di un Leading Hotel si costruisce nel legame con il luogo in cui si trovano, non si tratterà mai di una struttura che stona o che dissacra il territorio. I Leading entrano in dialogo con il genius loci, o addirittura ambiscono a diventare essi stessi parte del genius loci. «Siamo stati i primi a parlare di experience e a voler portare la cultura del posto dentro i nostri hotel». Chi soggiorna all’American Colony di Gerusalemme si ritrova a leggerne e comprenderne la storia: una comunità cristiana fondata da Horatio e Anna Spafford che diede vita all’albergo nel 1902 – qui hanno dormito Lawrence d’Arabia e Tony Blair; nel 1992 i membri del governo israeliano incontrarono l’OLP nella camera 16 per decidere in merito all’accordo di Oslo; di fronte al bancone del bar disposto in una cantina, oggi si incontrano i diplomatici senza divise, i ministri palestinesi.

Leading Hotels of the World oggi è presieduta da Mr. Andrea Kracht, proprietario del Bauer au Lac di Zurigo. Nacque nel 1928 con il nome di The Luxury Hotels of Europe and Egypt, fondata da un gruppo di hotelier europei che decise di aprire un ufficio a New York per consolidare i contatti con l’élite dei viaggiatori e le agenzie di viaggio del mercato nordamericano. Al tempo, era difficile trasmettere le prenotazioni dall’America al Vecchio Continente. Di mattino presto i venditori scendevano al porto per ‘proporre gli hotel’ a chi imbarcava sulle crociere transoceaniche verso l’Europa. Di rientro in ufficio ci volevano almeno due settimane per comunicare via telegrafo le riservazioni. Alla fine degli anni Sessanta, erano settanta gli alberghi affiliati, tutti situati in Europa. Nel 1971 l’espansione fu nel mondo – alla fine degli anni Ottanta si contavano 235 membri. «In quegli anni non c’era competizione. Oggi si tratta di qualità. Siamo stati i primi a ideare i parametri di riferimento per il quality check negli hotel basato su 800 standard». Ci si chiede come possano coesistere indipendenza nel carattere e adesione a una lista di parametri uguale per tutti, «solo il 20% di ciascun criterio deve essere comune in ogni struttura nel mondo, mentre la restante percentuale prende in considerazione la cultura specifica» – il ketchup sul tavolo è imprescindibile negli Stati Uniti, così come è vietato su una tavola italiana.

Gli hotel pagano per essere parte di LHW, «il contratto ha la durata di cinque anni. Generalmente la fee (una quota iniziale e poi un’altra che varia ogni anno) è basata sul numero di camere della struttura, sui mesi di apertura, e rapportata in termini di revenue che LHW garantisce al singolo hotel in rapporto 1 a 19, ovvero ogni dollaro che l’hotel paga a Leading, a sua volta vengono corrisposti 19 dollari in revenue». Dopo aver accolto 50 proprietà nel 2018, quest’anno 21 nuovi alberghi apriranno sotto il marchio Leading Hotels. LHW non ricerca nuovi affiliati, sono le strutture che fanno domanda per entrare a farne parte, «solo l’1% lo diventa». Per presentare la richiesta, è necessaria una referenza da parte di un hotel già parte della collezione, che viene poi sottoposta ad accettazione, seguita dai rapporti di ispezione presentati alla Commissione Esecutiva, e un colloquio tra la proprietà richiedente e il management di LHW.

Come gli alberghi, anche i clienti privati, i singoli viaggiatori, possono far parte di LHW e sentirsi inclusi in una community, divenendo membri del Leaders Club. Significa una serie di vantaggi, tra i quali gli upgrade di camera all’arrivo in hotel, disponibilità su gli orari di check in e check out, breakfast sempre incluso nelle stretture che vendono solo le stanze (in America questa offerta è più diffusa rispetto all’Europa), connessione alla rete sempre gratuita, e altre simili. La quota annuale è di 175 dollari, si accumula un punto Leaders Club per ogni dollaro speso per la tariffa della camera – una volta che i punti raggiungono i quantitativi richiesti dalla struttura, potranno essere usati per il conto. Dallo scorso anno, in occasione del novantesimo anniversario, il programma è stato rinnovato: dopo il primo soggiorno i soci ricevono un upgrade di camera che sarà confermato prima del check-in, «nel caso in cui la proprietà non volesse, Leading si occupa di pagare la differenza all’hotel garantendo così l’upgrade al socio». Il nuovo livello Leaders Club Sterling premia la maggiore fedeltà con nuovi benefit, come 5 upgrade di camera ogni anno, oltre a un bonus punti del 5% al momento del rinnovo, «con il nuovo programma, devi guadagnare punti e non comprarli». Superiore allo Sterling, LHW ha introdotto un invite-only level che si ottiene con una tariffa associata ma di cui non ci è consentito sapere di più – si tratta di un invito. «Non ci è concesso svelare il numero dei member Leaders. Ci piace l’idea di far incontrare persone tra loro sconosciute, accomunate dalla stessa passione: viaggiare». Viene in mente Bruce Chatwin, innovatore della letteratura di viaggio del secondo Novecento, nelle sue lettere si ritrova il compiacimento degli incontri con la ‘bella gente’, che fosse Graham Greene, Susan Sontag, Salman Rushdie o Jackie O.


Le nuove aperture di quest’anno.

  1. BLESS Hotel Madrid, Madrid
  2. Ikador Luxury Boutique Hotel & Spa, Abbazia, Croazia
  3. Britannia Hotel, Trondheim, Norvegia
  4. J.K. Place Paris, Parigi
  5. Lily of the Valley, La Croix Valmer, Sud della Francia
  6. Katikies Garden, Santorini
  7. Savoy Palace, Funchal, Portogallo
  8. BLESS Hotel Ibiza, Ibiza
  9. ĀNANTI Resort, Residences & Beach Club, Budva, Montenegro
  10. Nobu Hotel Los Cabos, Los Cabos, Messico
  11. Mr. C Coconut Grove, Coconut Grove, Florida
  12. HALL Arts Hotel, Dallas, Texas
  13. The PuXuan Hotel and Spa, Pechino
  14. Capella Bangkok, Bangkok, Thailandia
  15. Baglioni Resort Maldives, Maagau, Maldive
  16. Emerald Maldives Resort & Spa, Raa Atoll, Maldive
  17. The Legian Sire, Lombok, Indonesia
  18. Halekulani Okinawa, Okinawa, Giappone
  19. The Okura Tokyo, Tokyo
  20. Nobu Hotel Riyadh, Arabia Saudita
  21. The Houghton, Johannesburg, Sud Africa