previous arrow
next arrow
Slider

Semplice: una camera da letto con un balcone sul mare. Dovrebbe essere uno scenario standard, una camera d’albergo tra Italia, Spagna, Grecia – invece non lo è. A qualsiasi costo, lusso o pensione. Puoi trovare le viste e i panorami, le altezze – ma la più semplice tra le situazioni, una stanza sul mare, è quasi introvabile. Realizzi la questione quando entri nella camera numero 1 della Little Beach House di Barcellona. Le piastrelle del pavimento hanno una grafica retrò, sono di terracotta – quando a prima vista le avresti pensate in ceramica lucida. La giunzione in cemento è spessa e i piedi percepiscono la ruvidezza del materiale composito – la sensazione è doppia, sia quella di un tocco morbido sulla terracotta dipinta, sia la reminiscenza di polvere e la sensazione di sabbia e di mare, di una sera all’aria aperta. Apri la porta a vetro, il terrazzo stacca di neanche un metro da terra, cinque dall’acqua salata. 

Il punto forza di ogni Soho House è l’interior design. L’abilità della proprietà ideata da Nick Jones conta su uno stile che raggiunge la dimensione di status symbol per la clientela – ospite di passaggio in albergo o membro del club – non vi si può accedere altrimenti. Dicevamo retrò: il progetto rielabora con precisione un’estetica anni Trenta e Quaranta di prima matrice tedesca, il Bauhaus e la Repubblica di Weimar negli anni antecedenti alla guerra e al crimine. Il sapore si mescola alla cultura inglese incontrandosi idealmente nei Paesi Bassi – nella fattispecie, la casa di Amsterdam è esempio e prova concreta, dove la speculazione diventa quasi un caso di studio per corsi di arte e architettura.

Il concetto Soho House appare urbano – ma dimostra il suo respiro nei luoghi di villeggiatura o di risorsa naturale. In spiaggia, come in questo caso, la Little Beach House. Tornando alla camera da letto: dalle piastrelle distanziate del pavimento – Bert & May è una casa spagnola fondata nel 2013 produttrice di piastrelle e ceramiche di ispirazione vintage che ha fornito quasi tutte le Soho House. L’ attenzione cade poi sulle tende ruvide a maglia larga su un intreccio di filati di lana e lino morbido. Il tappeto ha uno spessore maggiore alla discesa del letto, per offrire sofficità ai piedi quando ci si alza. Le lampade tavola e quelle applicate alle pareti sono disegni, più che commodity – gli interruttori per la luce, che prevedono ogni risorsa energetica contemporanea, presentano anch’esse il rimando alla camera da letto di ogni infanzia. Sul comodino, una radio Marshall. Le tazze in porcellana di Burleigh realizzate in esclusiva per Soho, bianco su blu scuro, il motivo Calico di micro fiori per un pattern tra la cucina siciliana e i portoni di Persia, per risolversi nel servizio buono di un cottage inglese. Le sedie in vimini, i cestini in corda – come portagiornale una fascia di pelle. 

Le mattonelle in bagno color mattone – tra fango e rame, ne mimano la forma rettangolare tipica in costruzione – sono lucide e lisce in ceramica, non più in terracotta. La doccia a cascata scende da un piatto largo. La collezione di prodotti Cowshell – come in quasi tutte le altre case – allunga il tempo nella prova dei profumi alle erbe diverse per ogni bottiglia – tuberosa, gelsomino, muschio – shampoo e scrub, saponi e balsami, detergente per il viso, creme per le mani. Per il corpo, prima di dormire, l’olio di rosa. Il dentifricio e il collutorio Marvis – e uno specchio a molla che si può avvicinare al viso. Ogni dettaglio è una conferma. Sia la stanza sia il bagno sono di piccole dimensioni, tralasciando alcune comodità che oggi daremmo per scontate in alberghi di questo livello: il ripiano d’appoggio limitato e la luce un poco debole sopra il lavandino, il servizio serale soltanto nel tardo pomeriggio e non dopo cena, la selezione ridotta di riviste e libri; ma ogni cosa è giustificata dall’atteggiamento, dal rimando al sentirsi a casa propria che supera con facilità la dimensione di lusso (per chi se ne intende). 
Uscendo dalla camera, il verde della porta e i dettagli di zoccolo e cornice a soffitto è una gradazione tra il bosco e l’acqua di fiume – un punto di colore che riporta alle stazioni sulle strade della Louisiana, che si presenta sulle porte, sulle ringhiere in ferro di tutti i balconi, nei dettagli della facciata dell’edificio inserito in un contesto locale in Catalogna. Il corridoio si allunga come un frame di Wim Wenders: una graniglia di marmo azzurro e verde che potrebbe avere una consistenza gommosa, la boiserie in legno chiaro – tutto riporta una grana ruvida e traslucida, quasi onirica. Il vano stretto si apre nella lobby, con il camino di vetro a doppio lato e le aperture finestrate sulla spiaggia. I cuscini colorati nella nuance spagnola si compongono in considerazione pittorica con il visual delle pareti – quadri piccoli, disposti in disordine, potrebbero sembrare disegni realizzati dai bambini nei pomeriggi sotto gli ombrelloni. Cartoline antiche di Garraf, la zona litorale – racchette da ping-pong dipinte. Sedie da regista con parti tessute in spugna, ancora il colore della sabbia. Una scala a chiocciola sale al primo piano: parte del rooftop all’aperto suona in un calpestio su ghiaia. Lungo il balcone illuminazioni notturne su sfere luminose. 

A tavola, all’aperto, sulla terrazza o a ridosso della battigia – sono da provare i peperoni piccoli, dolci e verdi abbrustoliti con scaglie di sale; la paella da mangiare direttamente dalla pentola per tegame, con il riso croccante attaccato ai bordi, disposto in uno strato sottile; l’uovo benedettino della mattina sopra un letto di salmone e avocado, ricoperto da semi, cereali, paprike e peperoncino dolce. Non c’è destinazione migliore per chi arriva alla Little Beach House in un anticipo o in un ritardo d’estate – che sia marzo o fine ottobre, l’acqua del mare è fredda ma riscaldata dal sole, si può fare il bagno e nuotare quasi sempre.


Little Beach House Barcelona 

Carrer Mirador del Port, 1

08871 Garraf, Barcelona, Spagna

Ad Banner3
Ad Banner3