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Giulia Cangianiello, aprile 2019

In una delle sale del Palazzo Collacchioni, eretto agli inizi del Novecento sui resti della rocca aldobrandesca di Capalbio, è conservato il fortepiano Conrad Graf, in noce: lo strumento appartenne a Giacomo Puccini e presenta la cassa in legno che definisce un fortepiano – diversamente, una cassa in ghisa indica un pianoforte. Il numero di serie porta come data di fattura l’inizio del 1823 ed è traccia di come Puccini, originario di Lucca e di indole solitaria, usasse rifugiarsi nei boschi della bassa Maremma allontanandosi dai clamori di Versilia.

Il comune di Capalbio si erge nel lembo più a sud della Toscana continentale, su un colle coperto dalla macchia mediterranea. Il borgo medioevale conserva l’impronta delle vicissitudini che lo hanno attraversato – la nascita in età etrusca, i fulgori in epoca rinascimentale – che gli hanno conferito il nome di Piccola Atene –, la crisi economica sotto la famiglia dei Medici e il banditismo che per anni colpì e devastò l’intera Maremma. A Capalbio, Giacomo Puccini, seduto al Conrad Graf, compose alcuni passaggi della Turandot.

Nel 1955, Niki de Saint Phalle, durante un soggiorno a Barcellona, osservò il lavoro di Gaudì al Parc Guell. A St. Moritz, condivise il desiderio di dare vita a un parco artistico con Marella Agnelli – la quale la introdusse ai suoi fratelli Carlo e Nicola Caracciolo, che misero a disposizione un terreno di loro proprietà a Gravicchio, nella Maremma toscana. Qui, Niki de Saint Phalle realizzò nel 1996 Il Giardino dei Tarocchi: sculture esoteriche, alte tra i dodici e i quindici metri, sature di colore e attraversate da motivi geometrici, si stagliano a rappresentare i ventidue Arcani Maggiori dei Tarocchi.

Tra il Giardino dei Tarocchi e l’antico borgo di Capalbio trova luogo La Locanda Rossa, che ha aperto le sue porte nel 2008. Lorenza Jona Celesia ha ripristinato un antico cascinale di campagna. La proprietà si stende su un’area di ventuno ettari, coperti da 3200 ulivi. L’olio extra vergine italiano – EVO igp, di categoria superiore – è prodotto e imbottigliato in loco, venduto presso la boutique della locanda. I prodotti coltivati nell’orto, in base alla stagione, definiscono le proposte de La Cucina. Valeria Piccini, chef di Da Caino a Montemerano Manciano, due stelle Michelin, autrice di una cucina che rivisita le ricette tradizionali maremmane, ne cura il menu. La carta include solo vini doc locali: la tenuta Terenzi, a Scansano, ne fornisce il Morellino di Scansano. Cinquanta arnie nei terreni della locanda, affidate a una famiglia di apicoltori, producono il miele millefiori per la colazione: torte fatte in casa, formaggi e salumi provenienti delle fattorie limitrofe.

Il giardino presenta una forma ottagonale, vi si affacciano le aree della struttura principale. Privo di piante o alberi, senza arredi, una distesa di verde – è il lavoro di Paolo Pejrone, architetto paesaggista, già responsabile della valorizzazione del parco di Villar Perosa.  Negli spazi aperti, piante e fiori tipici della macchia maremmana: il rosmarino, l’eucalipto, l’alloro, il cipresso, il leccio e il teucrium.

La ristrutturazione degli edifici della locanda è stata curata da più mani. Paolo Cattaneo, architetto torinese, si è occupato degli esterni, cercando di stabilire un equilibrio con l’ambiente rurale circostante, nel rispetto della funzione originaria del casale: il colore rosso mattone è rimasto e dà il nome all’hotel. Qui si trovano 12 camere, 2 suite, 4 appartamenti, una SPA, una fitness room, 2 piscine, un bar veranda e il ristorante. Un impianto fotovoltaico e pannelli solari ad alto rendimento garantiscono il riscaldamento delle piscine.

Gli arredi interni sono opera della designer Valeria Giuliani, collezionista d’arte assieme al marito Giovanni. La coppia ha istituito nel 2010 la Fondazione Giuliani per l’Arte Contemporanea. Sotto la direzione di Adrienne Drake, la fondazione privata promuove nei propri spazi tre mostre personali l’anno in cui sono esposte le opere di artisti emergenti. I collezionisti commissionano e producono inoltre, nuovi lavori agli artisti in mostra. La collezione Giuliani ha valore di archivio e di punto di partenza per nuove ricerche ed esperienze artistiche.

Ogni camera della Locanda Rossa è concepita singolarmente, diversa dagli altri spazi, e si ispira, nelle tonalità e nei tessuti, all’opera d’arte che ospita. Tra gli altri, sono esposti i lavori di Flavio Favelli, Giuseppe Pietroniro, Paolo Canevari, Giulio Paolini.


Locanda Rossa

Strada Capalbio Pescia Fiorentina, 11b, 58011

Capalbio GR