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Tratto da The Whispered, Directory of Craftsmanship. A contemporary guide to the Italian handmaking ability (Mondadori Electa, 2010)

Una casa-museo tra le più ricche e meglio conservate d’Europa si cela tra le pieghe e i flagship stores patinati del famoso fashion district milanese. A soli due passi da via Montenapoleone, all’interno di palazzo Bagatti Valsecchi, si svela un cosmo privato di matrice ottocentesca custodito nella sua integrità e suggestione per preciso volere della fondazione costituita dagli eredi del casato aristocratico, che nel 1994 hanno dato vita a un museo visitabile. Già la facciata dell’edificio, eretta in forme neo-rinascimentali da due fratelli, i nobili Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, nel 1883, con le sue epigrafi latine allegoriche, dichiara gli intenti che si rivelano appieno nei sontuosi avvolgenti interni della residenza patrizia. I due Bagatti Valsecchi, personalità perfettamente inserite nella haute della loro epoca, pionieri di sport quali il velocipede e il pallone aerostatico, propugnatori dell’unità italiana e animatori di feste, balli e cortei in costume, erano innamorati dell’idea della Milano cinquecentesca, l’età aurea di Ludovico il Moro e Leonardo, in cui l’arte e la cultura, oltre che lo splendore economico, fecero del capoluogo lombardo un’autentica capitale europea. Un’idea che i due inseguirono mettendo in scena una dimora magnifica, opulenta di dipinti, tra cui veri capolavori di Giovanni Bellini, Bernardino Zenale e del Giampietrino; arazzi, mobili d’alta epoca come cassoni, tavoli intarsiati, bronzi, sculture lignee, armi, armature, strumenti musicali antichi, ceramiche di varie manifatture e vetri veneziani, oreficerie e metalli lavorati. Oggetti e manufatti che usavano nel loro quotidiano, semplicemente vivendoli appieno. Straordinario per esempio è il letto di Fausto Bagatti Valsecchi, una sorta di solenne macchina rappresentativa rutilante di intagli e sculture. È sempre sorprendente abbandonare le affollate e rumorose vie del centro cittadino e ritrovarsi nel silenzio ovattato e tra le penombre della dimora, lasciandosi andare alla ricerca di un tempo perduto.


Museo Bagatti Valsecchi

via Gesù, 5

20121 Milano