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Tratto da The Whispered, Directory of Craftsmanship. A contemporary guide to the Italian handmaking ability (Mondadori Electa, 2010)

Il Museo Mariano Fortuny è guardiano dell’eredità culturale lasciata da una figura difficile da definire. Artista, intellettuale e inventore, Mariano Fortuny y Madrazo, di origini spagnole, è stato un uomo rinascimentale a tutto tondo, profondamente in contatto con l’atmosfera culturale che pervadeva Venezia, città in cui si era trasferito all’età di diciotto anni, verso la fine del XIX secolo, facendola diventare la propria casa. Progettò il set per la prima italiana di Tristano e Isotta al teatro La Scala di Milano; sviluppò un sistema di illuminazione diffusa per il palcoscenico in grado di eliminare le tradizionali restrizioni, prontamente adottato dai principali teatri del continente; creò stoffe e tessuti con l’aiuto di Henriette Nigrin, divenuta poi anche sua moglie, come il famoso vestito di seta Delphos plissé che lo ha reso famoso in tutto il mondo; progettò arredamento e décor per musei e case di ricchi e famosi e, infine, sviluppò persino un nuovo tipo di carta fotografica. Il museo, ospitato in un grande palazzo gotico a campo San Beneto, era un tempo l’atelier personale di Fortuny, dove le sue infinite energie creative lo proiettarono a fare grandi passi avanti nel campo della fotografia, del set design, dell’arredamento, del design tessile e della pittura. Il palazzo è stato donato alla città di Venezia nel 1956 da Henriette, vedova di Fortuny, e presenta molti dei lavori originali dell’artista, come centocinquanta dipinti realizzati con stili e tecniche diversi, una serie di abiti e tessuti a lui appartenuti, la collezione personale d’arte e fotografie, oltre alla storia dettagliata dell’edificio.


Museo Mariano Fortuny

Sestiere San Marco, 3958

30124 Venezia