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Cesare Cunaccia, 14 ottobre 2018

È stato inaugurato venerdì 11 ottobre dalle dieci di sera in poi, con una serie di performance artistiche e un bagno di folla – non senza momenti di crisi per l’affollamento e la chiusura dei cancelli –, Rhinoceros, il palazzo del Foro Boario a Roma, oggi divenuto galleria e residenze d’artista. Roma ha risposto con generosità all’invito a scoprire questo angolo appartato del centro che le viene restituito.

A lungo occupato, dopo peripezie burocratiche e anni di restauro, l’edificio è stato riscattato dal degrado in cui versava con un intervento progettuale dell’archistar francese Jean Nouvel per volere di Alda Fendi, anima della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti. Rhinoceros – sei piani e tremilacinquecento metri quadri di superficie –, è stato battezzato così in omaggio al mondo animale e all’energia primitiva. Si articola in uno spazio espositivo-galleria al pianterreno e in venticinque appartamenti d’affitto, le Rooms of Rome, gestite dall’imprenditore spagnolo Kike Sarasola, destinate a galleristi, artisti e curatori internazionali.

Rhinoceros si trova accanto all’Arco di Giano – illuminato per l’occasione da Vittorio e Francesca Storaro e coronato dall’installazione Rhinoceros AT Saepta di Raffaele Curi – e alla chiesa di San Giorgio in Velabro, appena dietro Santa Maria in Cosmedin e alla Bocca della verità. Salendo all’attico, una terrazza panoramica dominata dall’inserto pop-kitsch dell’enorme ritratto di Alda Fendi, opera di Pierre et Gilles, e il Restaurant Caviar Kaspia, che approda a Roma da Parigi. Si gode di una prospettiva intima e circolare, che incastona una porzione di via di San Teodoro e del Palatino.

Una carrellata di avvenimenti e eventi espositivi ha cadenzato fino alle ore piccole la notte dell’apertura. Dal Giulio Cesare di Shakespeare recitato da Vincent Gallo nel ruolo di Antonio – diretto da Raffaele Curi, autore anche dell’installazioneVirtus AND Fortuna –, fino a Pity the Nation di Lawrence Ferlinghetti. Del tutto inatteso il breve concerto di Amalia Grè, accompagnata da un basso. Al quarto piano, la sorpresa di alcuni disegni di Michelangelo per le Tombe Medicee a San Lorenzo a Firenze, commentati da Jean Nouvel, che preludono all’arrivo dall’ Ermitage di San Pietroburgo, il 14 dicembre prossimo, dell’Adolescente, scultura dello stesso Buonarroti, che qui rimarrà per tre mesi, per la quale è stata studiata una forma di illuminazione speciale dal premio Oscar Vittorio Storaro.

Tra pareti scrostate, mattoni portati a vista, sovrapposizioni e avvincenti texture di intonaci, impiantiti di mattonelle anni Settanta rivistati per campi e frammenti, Jean Nouvel ha scelto la stratificazione come chiave interpretativa, inserendovi strutture di impatto geometrico e purista. Un gioco di materiali e di specchi minimale e connotato, proietta la sovrapposizione di memoria del luogo su una griglia contemporanea e stringata, fatta di acciaio, di ferro e cemento, con tocchi cromatici di cremisi nei corridoi, di nero e di scarlatto. Arredi d’autore, da Jean Prouvé a Charles Eames, sottolineano il dialogo con la preesistenza, per dare vero valore alla poetica essenziale ed evocativa delle tracce, per sublimare le successive presenze ed ermeneutiche dell’abitare.


The Rooms of Rome

Palazzo Rhinoceros, Via del Velabro, 9 Roma